Li Gotti, il trasformista dei partiti che ha difeso i boss di Cosa nostra
Dopo un passato nell’Msi e in An approdò all’Idv. Tra i suoi clienti Giovanni Brusca.
Dopo un passato nell’Msi e in An approdò all’Idv. Tra i suoi clienti Giovanni Brusca.
Il terrorista anarchico prova a scendere a patti con lo Stato: «Interrompo lo sciopero della fame in cambio dei domiciliari».
La legge ha abolito l'ergastolo. Ma Giovanni Brusca ha ottenuto lo sconto di pena anche se si è pentito un secondo dopo essere finito in manette. Una atrocità che supera il limite.
Contrariamente al marzo scorso, dalla nuova misura saranno esclusi gli autori dei crimini più gravi. Ma non è sempre così.
Strane rivolte carcerarie, misteriose circolari ministeriali, sospetti lanciati come sassi in tv. Ma nessuna Procura indaga sullo scandalo delle scarcerazioni dei detenuti mafiosi avvenuto sotto il ministro grillino.
Mentre i cittadini aspettano gli aiuti promessi, 101 'ndranghetisti hanno incassato 516.000 euro grazie al reddito di cittadinanza.
Nino Di Matteo accusa il Guardasigilli: «Mi voleva capo del Dap, i mafiosi gli fecero cambiare idea». Lui si dice «esterrefatto», ma conferma il racconto del procuratore. Silenzio imbarazzato dei manettari grillini e del premier, grande sostenitore di dj Fofò.
Cortocircuito tra il Cura Italia e una circolare del Dap: ai domiciliari finisce un uomo di Bernardo Provenzano e altri due capi. Ora potrebbe toccare a Leoluca Bagarella, Raffaele Cutolo e a tanti altri.
Giuseppina Occhionero con il portaborse indagato per mafia parlava di un boss uscito di galera.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.