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Tifavano regime, ora danno lezioni agli Usa

Tifavano regime, ora danno lezioni agli Usa
Mario Monti (Ansa)
Monti invocava «meno democrazia nella somministrazione dell’informazione» e adesso fa la predica sull’autoritarismo di Trump. Come se in America non esistessero contrappesi. Intanto l’Europa spinge per eliminare l’unanimità. E far comandare solo i più forti.

Va bene tutto. Va bene Beppe Sala che mischia la Shoah alle violenze dell’Ice. Vanno bene le lettere di Ultima generazione a Matteo Piantedosi, per chiedere la cacciata degli agenti americani dall’Italia. Vanno bene i moniti della Cei sull’ordine pubblico alle Olimpiadi. Però le filippiche sulla deriva autoritaria negli Usa, quelle no. Specie se la predica arriva dal pulpito del Corriere della Sera, il quotidiano delle liste di proscrizione dei «putiniani». E se la firma della ramanzina è di Mario Monti. L’uomo che, nel 2021, invocava «modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione». E che ora, sfidando il senso della vergogna, paragona «certi tratti» dell’operato di Donald Trump «ad alcune caratteristiche che l’Italia per fortuna non ha più visto, dopo il regime fascista». Monti, forse il premier più detestato della storia d’Italia, fondatore di una Scelta civica più sciolta che scelta, che però adesso si mette a misurare, sondaggi alla mano, il calo dei consensi per il presidente. Lui se ne intende…

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I «morti per il caldo» sono una bufala .A rischiare è soltanto chi ha patologie
Ansa
  • Cardiologi concordi: l’alta temperatura da sola non è letale, ma aggrava malanni come diabete, ipertensione o miocarditi.
  • Orazio Schillaci riunisce la cabina di regia. Nei prossimi giorni attenzione a eventi e concerti.

Lo speciale contiene due articoli

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Ora Landini vuole far pagare la tassa sul caldo alle aziende
Maurizio Landini (Ansa)

L’afa dà alla testa: la Cgil sposa la campagna di Greenpeace che propone di caricare sulle industrie fossili «le misure necessarie a proteggere i lavoratori dagli impatti che hanno contribuito a provocare».

Che si fa con questo caldo? Accendiamo il condizionatore, ovvio, altrimenti rischiamo di restarci secchi. Ma a sinistra e in Europa purtroppo non la pensano così, perché ubriachi di ideologia rossoverde prospettano altre soluzioni, tutte destinate a condannarci a una brutta fine. Per quanto riguarda i condizionatori, l’Europa non vuole, perché il suo obiettivo non è farci stare al fresco, bensì ridurre le emissioni di CO2. Lo ha fatto chiaramente intendere il commissario Ue al clima, l’olandese Wopke Hoekstra, quel bel tipino che anni fa, durante la pandemia, si oppose alla concessione di aiuti europei per il Covid a Italia e Spagna, riuscendo perfino a suscitare l’indignazione del primo ministro portoghese Antonio Costa, il quale definì il suo discorso disgustoso e meschino.

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Via kebab e negozi etnici dai centri storici
iStock
In Europa la socialista Mette Frederiksen, che apprezza Giorgia Meloni, ordina la stretta contro i ghetti degli stranieri. E addirittura vieta la preghiera del muezzin. Nelle Marche Francesco Acquaroli mette al bando i bazar per salvaguardare la tradizione nazionale.

L’ha evocata Giorgia Meloni martedì, nel Giorno della Verità. Rispondendo a una domanda sul nuovo regolamento per i rimpatri, il presidente del Consiglio ha rivelato un’intesa con il premier della Danimarca, Mette Frederiksen, per rendere al più presto operativi gli hub nei Paesi terzi, allo scopo di rimandare a casa gli immigrati che non hanno diritto di restare. Potrebbe sembrare un accordo fra capi di governo di destra per frenare l’invasione di clandestini. E invece no, i partiti accusati di essere xenofobi, razzisti, fascisti eccetera, invece non c’entrano nulla, perché Mette Frederiksen non fa parte né di un partito sovranista né di un gruppo conservatore, ma è socialista.

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Dal 2000 ad oggi, a Milano-Linate le massime mensili e il numero di giorni sopra i 30 gradi non mostrano variazioni significative.

Quando voglio farmi quattro risate ricostituenti, vado su Google, digito «Repubblica» e leggo il primo articolo che il motore di ricerca mi propone – o propina: qual è il verbo giusto lo decide la disposizione filosofica del momento.

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