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Powell sfida Trump: tassi fermi e lui non molla la Fed
Il presidente della Fed Jerome Powell (Ansa)
Il capo della banca centrale: «Economia solida, ma è presto per conoscere gli effetti del conflitto. Non lascio finché si indaga su di me».

Il presidente della Fed, Jerome Powell, tira dritto. Coglie anche l’occasione per mandare un messaggio esplicito a Donald Trump: la Federal Reserve non non si fa dettare i tempi dalla politica. E dunque tassi fermi al 3,75% e nessuna intenzione, da parte di Powell, di farsi da parte, neppure sotto pressione.

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Da inizio guerra i tassi per i prestiti immobiliari (Euribor ed Eurirs) sono cresciuti di 0,15-0,18 punti. Ecco il peso su finanziamenti da 200.000. I future vedono altri rialzi.

È la settimana delle banche centrali - oggi tocca alla Fed e giovedì alla Bce - con decisioni che al momento sembrano pressoché scontate. Vista la spinta inflazionistica che arriva dal Golfo Persico, sia Christine Lagarde sia un Jerome Powell alle sue penultime battute dovrebbero lasciare i tassi così come sono.

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Trump ha spiazzato tutti sulla Fed: ecco Warsh, colomba con gli artigli
Kevin Warsh, 55 anni, è il nuovo presidente della Federal Reserve (Ansa)
L’ex membro della Banca centrale americana prenderà a maggio il posto di Powell, scelto dal tycoon nel 2017. Salvo poi attaccarlo per non aver abbassato in fretta i tassi d’interesse. Crollano oro e argento.

Donald Trump non rinuncia alla sorpresa. La nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, a partire da maggio, è il classico compromesso dopo il fragore degli ultimi mesi al quale il presidente non rinuncia mai. Warsh è considerato una colomba con artigli ancora ben visibili.

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Guerra aperta tra la Fed e Trump: fuga dal dollaro, ancora oro record
Jerome Powell (Ansa)
Jerome Powell è indagato per aver speso 2,5 miliardi nella ristrutturazione della sede Federal Reserve. E attacca: «Atto senza precedenti, è una minaccia» del tycoon. Mercati nervosi fino a maggio, quando finirà il mandato.

Sui mercati, è scoppiata la guerra nucleare. Non quella con i missili intercontinentali - per ora - ma quella che fa ancora più danni: lo scontro frontale tra il presidente degli Stati Uniti e il presidente della Federal Reserve.

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Obbligazionario incerto a ottobre. La Fed taglia il costo del denaro ma congela il Quantitative Tightening. Offerta di debito e rendimenti reali elevati spingono gli operatori a privilegiare il medio e il breve termine.
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