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«Cuba non sarà mai una colonia»
Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla (Ansa)
Il ministro degli Esteri, Rodríguez Parrilla, alla «Verità»: «Un’aggressione militare contro di noi avrebbe conseguenze imprevedibili. Gli altri Stati smettano di guardare».

Si stringe ogni giorno di più il cerchio intorno a Cuba, e al largo delle coste dell’isola caraibica è apparsa la portaerei a propulsione nucleare Nimitz accompagnata dal suo gruppo d’attacco. L’annuncio dell’arrivo è stato fatto dal Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom), responsabile delle operazioni militari in America Latina e Caraibi, che in un post su X ha scritto: «Benvenuti nei Caraibi, gruppo d’attacco del Nimitz».

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Rubio striglia Cuba e allontana la diplomazia
Il segretario di Stato americano Marco Rubio (Ansa)
Schermaglie continue in seguito all’arrivo delle navi Usa nei Caraibi. Il segretario di Stato americano accusa L’Avana di essere uno «sponsor del terrorismo». E al vertice Nato ammonisce anche gli alleati passivi in Medio Oriente: «Trump molto deluso».

Sta salendo la tensione tra Stati Uniti e Cuba. Giovedì, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha definito il regime castrista una «minaccia alla sicurezza nazionale», oltreché «uno dei principali sponsor del terrorismo nell’intera regione».

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Scatta la massima pressione Usa su Cuba
La portaerei USS Nimitz (Ansa)
  • Alla popolazione è rimasto poco o nulla con cui vivere ed è sempre più insoddisfatta della famiglia Castro. Trump ha istituito un comando militare dedicato alla regione, preludio di un possibile intervento, che appare sempre più tra le priorità americane.
  • Iniziano le proteste contro il regime, la polizia le reprime. Si muove la portaerei Nimitz.

Lo speciale contiene due articoli.

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Trump stringe l’assedio a Cuba: nuove sanzioni contro il cuore economico del regime
Edifici residenziali fatiscenti e danneggiati costeggiano le strade dell'Avana, a testimonianza di anni di degrado e mancanza di manutenzione, in un contesto di persistente difficoltà economica (Getty Images)
Washington colpisce Gaesa, il colosso statale che controlla oltre il 40% dell’economia cubana, imponendo lo stop ai rapporti con L’Avana entro il 5 giugno. Diaz-Canel denuncia un attacco «genocida», mentre l’isola sprofonda fra blackout e crisi del turismo.
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Cuba sull’orlo del collasso, la rivolta cresce tra fame e blackout
Persone attendono a una fermata dell'autobus durante un'interruzione di corrente all'Avana (Ansa)

Le proteste a Cuba si moltiplicano mentre mancano cibo, acqua e carburante. Il governo di Diaz-Canel tenta concessioni e liberazioni di prigionieri, ma la popolazione esasperata continua a scendere in piazza, mentre l’arrivo della petroliera russa Anatoly Kolodkin resta incerto.

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