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Cuba sull’orlo del collasso, la rivolta cresce tra fame e blackout
Persone attendono a una fermata dell'autobus durante un'interruzione di corrente all'Avana (Ansa)

Le proteste a Cuba si moltiplicano mentre mancano cibo, acqua e carburante. Il governo di Diaz-Canel tenta concessioni e liberazioni di prigionieri, ma la popolazione esasperata continua a scendere in piazza, mentre l’arrivo della petroliera russa Anatoly Kolodkin resta incerto.

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Stellantis saluta 300 dipendenti mentre la Fiom pensa a Cuba
(Ansa)
Mentre Stellantis annuncia altri 300 esuberi, il sito di Cassino sciopera e l’indotto perde pezzi, la priorità per la Fiom è invitare all’assemblea l’ambasciatore dell’isola. Obiettivo? Organizzare il viaggio nei Caraibi della nuova Flotilla contro le minacce Usa.

Si chiama Jorge Luis Cepero Aguilar e il 17 marzo sarà una sorta d’ospite speciale nella seconda giornata dell’assemblea Fiom. Cosa c’azzecchi l’ambasciatore cubano in Italia con la principale riunione dei rappresentanti dei lavoratori metalmeccanici è difficile intuirlo. E staremmo ancora brancolando nel buio se non fosse che i comunicatori della Cgil si sono premurati di venirci in soccorso. La presenza di Aguilar è prevista «nel giorno in cui parte Let Cuba Breathe-European Convoy for Cuba, la flotilla per rompere il blocco statunitense e portare aiuti umanitari, cui partecipa anche la Fiom».

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A Cuba manca anche la corrente. Il popolo: «Abbasso il comunismo»
Persone guardano i loro telefoni per strada durante un'interruzione di corrente a L'Avana (Ansa)
Blackout infinito, petrolio e medicine razionate. Trump: «Ultimi momenti dell’isola».

Se contro l’Iran e il Venezuela la dottrina «decapitate and delegate» di Trump (decapitare i vertici e delegare la riorganizzazione del potere) ha prevalso, la partita di Cuba potrebbe essere vinta dagli americani a tavolino. È bastata infatti l’ultima crisi energetica a scatenare proteste di piazza («cacerolazos») nell’isola, in corso da venerdì a L’Avana e nella provincia di Matanzas, mentre lunghi blackout colpiscono gran parte del Paese. «Sarà la prossima a cadere», ha annunciato il presidente Usa, «ma sarà una «acquisizione amichevole».

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Domenico Vecchioni: «A Cuba il regime sta agonizzando»
Ansa
L’ex ambasciatore a L’Avana: «Trump vuole una transizione graduale alla democrazia, che è l’unica via per evitare disastri. Se i dirigenti rifiutano il dialogo prevarrà la linea dell’intervento militare sostenuta da Rubio».

Dal 2005 al 2009, Domenico Vecchioni è stato ambasciatore a Cuba. Quattro anni in cui ha potuto toccare con mano la dittatura castrista, dedicando anche un libro a Raúl Castro. Il rivoluzionario conservatore. Da tempo, circolano parecchie voci attorno a Cuba. C’è chi parla di un’opzione simile a quella che ha portato alla caduta di Nicolás Maduro e chi, invece, è convinto che il Paese cadrà sotto i colpi di un’economia che arranca sempre di più.

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Fronti caldi con Cuba e Groenlandia
Donald Trump (Ansa)
Washington sfida L’Avana: «Stop petrolio e soldi dal Venezuela». La Danimarca parla di un imminente vertice con gli States per l’isola. Uk e Nato vagliano l’invio di soldati.

Donald Trump torna a minacciare Cuba e lo fa a pochi giorni dalla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, rilanciando una linea di massima pressione sull’Avana. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha accusato l’isola di aver beneficiato per anni di ingenti forniture di petrolio e flussi finanziari provenienti dal Venezuela, offrendo in cambio «servizi di sicurezza» ai vertici del regime chavista.

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