Moustapha Lachger, nato il primo gennaio 1977 in Marocco, è l’ultimo immigrato graziato dalla Corte d’appello di Roma con annullamento del trattenimento nel Cpr albanese di Gjadër e concessione della protezione internazionale. Dopo i suoi connazionali Fatallah Ouardi, trentanovenne con «condanne per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso e violenza sessuale di gruppo», Ahmed Aittorka, classe 1992, condannato nel 2023 per violenza sessuale e nel 2024 per furto aggravato,
Mohamed Errami, ventisettenne, con a carico reati tra cui la resistenza a pubblico ufficiale, le lesioni personali, il tentato furto in abitazione, oltre a una condanna per rapina impropria, Abdelkrim Chahine, nato nel 1960, condannato a due anni per violenza sessuale su minore di 14 anni, e Mehdi El Antaky, che nonostante la giovanissima età (è del 2004) è stato già condannato per omicidio quando era minorenne, reato poi riqualificato in lesioni personali e porto di armi od oggetti atti a offendere, spunta un altro campione del casellario giudiziario.
L’elenco di precedenti, letto tutto d’un fiato, consegna al lettore il profilo di una presenza costante nelle aule di giustizia e negli uffici di polizia: rapina impropria, furto aggravato, ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. E ancora: evasione da misure alternative alla detenzione, violenza sessuale di gruppo, resistenza a pubblico ufficiale, falsa attestazione dell’identità personale. La lista continua: spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, furto con strappo, porto di armi od oggetti atti a offendere. Non mancano i reati contro le donne: minacce e atti persecutori (quello che il codice penale chiama stalking). Infine: estorsione aggravata, invasione di terreni o edifici e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Compaiono anche violazioni al Codice della strada: guida sotto l’influenza dell’alcool con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Un catalogo di reati che attraversa il codice penale e la legislazione sull’immigrazione e che restituisce la fotografia di una lunga sequenza di contestazioni.
Poi c’è la cronologia più recente. Il 22 gennaio 2026 Lachger entra nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Caltanissetta. È uno dei passaggi previsti per gli stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione o in attesa di rimpatrio. Un mese dopo, il 20 febbraio, arriva il trasferimento nel centro di Gjader, in Albania. Ma è un trattenimento lampo. Il 9 marzo esce dal centro. Il motivo è scritto nero su bianco dai giudici della Corte d’appello di Roma: mancata convalida del trattenimento. La decisione arriva dopo la presentazione di una richiesta di protezione internazionale. Lachger è di nuovo a piede libero.






