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Con una foto feci imbestialire Bossi. Come al solito aveva ragione lui
Umberto Bossi (Ansa). Nel riquadro, la copertina del «Corriere della Sera» di ieri
Coniugava coraggio e follia, passione e cinismo: nei negoziati la spuntava sempre.

Al Corriere non lo potevano sapere. Ma noi, quella foto di Bossi seduto su una specie di trono, ce la ricordiamo bene perché stava facendo saltare il secondo governo Berlusconi. E questa storia ve la possiamo raccontare solo noi. Io, in quel 2001, ero direttore della tv varesina Rete55 e collaboravo con Il Giornale diretto proprio da Maurizio Belpietro.

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Col metodo Solferino, vietato parlare anche con Zelensky (o con Draghi)
Il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana (Imagoeconomica)
Se il punto è la propaganda, ogni leader è sospetto. Il precedente dell’inviato Rai, Marc Innaro, che più volte ha rivelato di avere proposto un’intervista a Lavrov. Risposta dei vertici dell’azienda: «Non diamo loro voce».
«Domandare è lecito, rispondere è cortesia». Il motto gozzaniano delle nostre nonne torna d’attualità nella querelle fra Corriere della Sera e Sergej Lavrov riguardo all’intervista con domande preconfezionate, poi cancellata dalla direzione che si è rifiutata di pubblicarla dopo aver letto «il testo sterminato, pieno di accuse e tesi propagandistiche». Motivazione legittima e singolare, perché è difficile immaginare che il ministro degli Esteri russo potesse rivelare: è tutta colpa nostra, L’Europa non aveva scelta, Le sanzioni sono una giusta punizione. Troppa grazia.
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«Kiev torni neutrale, l’Italia ci censura». L’intervista di Lavrov cassata al «Corsera»
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov (Ansa)
Il quotidiano ha rifiutato le riposte del ministro: c’erano bugie (per smontarle bastava un editoriale) ma pure spunti rilevanti.

Clicca qui per leggere l'intervista integrale, tradotta in italiano, al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e mai pubblicata dal Corriere della Sera.

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Ecco l'intervista a Lavrov censurata dal «Corriere»
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov (Ansa)

Nei giorni scorsi, Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha accusato il Corriere della Sera di non aver pubblicato un’intervista a lui concessa. Secondo Mosca, il quotidiano avrebbe rifiutato le risposte che il ministro aveva fornito alle domande inviate dal giornale. Il Corriere, da parte sua, ha replicato che il testo ricevuto era lungo e ricco di affermazioni propagandistiche, e che le richieste di condurre un’intervista vera e propria, con possibilità di confronto sui punti da approfondire, erano state respinte dal ministero.

Pubblichiamo qui di seguito la versione integrale dell’intervista, tradotta in italiano, senza alcun endorsement del contenuto e senza finalità di propaganda. Lo facciamo perché chiedere un’intervista a un interlocutore scomodo e poi non diffonderne le parole solo perché sgradite solleva un tema di trasparenza: riteniamo che i lettori abbiano il diritto di conoscere anche voci controverse, per farsi una propria opinione.

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Raspelli, il nerista-killer di (pessimi) chef
Edoardo Raspelli (Getty Images)
Cinquant’anni fa uscì la prima critica gastronomica del futuro terrore dei ristoratori. Che iniziò come giornalista di omicidi e rapine di cui faceva cronaca sul «Corriere d’informazione». Poi la svolta. Che gli procurò una condanna a morte da parte del boss Turatello.
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