2025-11-30
Piantedosi «smonta» la ricetta del Colle. Contro le culle vuote non servono migranti
Il capo del Viminale: «L’apertura indiscriminata a flussi gestiti da trafficanti non è la via». Poi invita a mettere un freno alle Ong.Se il «provvidenziale scossone» invocato dal consigliere del Quirinale Francesco Saverio Garofani per disarcionare Giorgia Meloni avesse un’onda d’urto di ritorno provocata, 45 anni dopo, dal terremoto dell’Irpinia? È da Avellino che il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha preso la rincorsa per piazzare uno stop a Sergio Matterella, ansioso di accogliere quanti più migranti possibile per riempire le culle e i paesi. Venerdì, parlando della sua terra - Piantedosi è campano - che si è rialzata con fatica ha detto: «La priorità ora è fermare lo spopolamento che ha un combinato disposto, come ha ricordato il presidente della Repubblica, con la denatalità e la fuga dei giovani: è un problema molto serio che va affrontato a livello nazionale».Ci si aspetta un pieno concerto con il Colle. Passano 24 ore e invece il titolare del Viminale le canta a tutti: pensare di risolvere i problemi di denatalità e di spopolamento ricorrendo all’importazione di esseri umani è sbagliato e miope. L’occasione a Piantedosi l’ha offerta la prima giornata degli Stati generali della ripartenza, da anni organizzata a Bologna dal professor Luigi Balestra civilista - collega di Giuseppe Conte, atteso oggi - di chiarissima fama dell’Alma Mater. Piantedosi è andato giù duro, sollecitato da Balestra: «I problemi della denatalità non credo che si risolvano con l’apertura indiscriminata a flussi di migratori incontrollati, tanto più se questi sono frutto di azioni di organizzazioni transnazionali che sono vere e proprie organizzazioni criminali, quelle che gestiscono i traffici incontrollati, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, del corridoio del Mediterraneo centrale e dal Nord Africa». Forse non serve aggiungere altro. Ma magari sì, dato che a Bologna Piantedosi è stato accusato dal sindaco, Matteo Lepore, di non aver ben vigilato sugli scontri provocati dai pro Pal a cui l’amministrazione felsinea ed ex comunista è assai vicina, e che flirta con Avs di Ilaria Salis, l’eurodeputata occupante, che degli scafisti ha questa opinione: «Sono contrabbandieri che organizzano - un po’ come fecero quelli che aiutarono gli ebrei - l’attraversamento di un confine chiuso, per persone che hanno scelto volontariamente di partire e pagano per il servizio. Un servizio basato sul consenso e che non avrebbe motivo di esistere se ci fossero vie legali e sicure per la migrazione». Piantedosi a questi vuole togliere la patente nautica. E insiste: «Siamo decisi a contrastare in tutti i modi l’immigrazione irregolare, ma noi siamo anche il governo che ha ripreso dopo anni la programmazione di flussi di ingresso regolare, quindi per motivi di lavoro, che sono richiesti anche dal nostro sistema economico. Abbiamo fatto due programmazioni triennali per 952.000 nuovi ingressi in sei anni; credo che sia evidente che il governo non ha un pregiudizio sui temi delle immigrazioni, ha solo l’aspirazione e l’ambizione di governare i flussi migratori e lo stiamo facendo in mille direzioni». E però poi bisogna stare con la guardia alta, magari anche con i centri di rimpatrio fuori dall’Italia. Quelli in Albania che non piacciono ai giudici, quelli su cui Mattarella nulla dice, ma che invece piacciono tanto all’Europa. Piantedosi prima di arrivare a Bologna ha fatto tappa a La Valletta dove si è svolta la riunione del Med5 (Cipro, Grecia, Italia, Malta, Spagna) e ha posto a tutti la necessità di «cambiare atteggiamento verso le Ong che operano nel Mediterraneo e spesso costituisco un pull factor». Insomma un altro stop di Piantedosi e stavolta alla pesca a strascico dei migranti da navi in stile Open Arms o Mediterranea di Luca Casarini, che naviga con tanto di appoggio della Cei guidata dall’arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, a cui fa riferimento di fede e politica il consigliere Garofani. A La Valletta Piantedosi ha visto gli omologhi cipriota (avrà la presidenza europea) e greco Thanos Plevris. Tutti e tre vogliono regole più efficaci sui rimpatri degli irregolari e più cooperazione tra le polizie. Per tenere a bada quei migranti che, secondo Sergio Mattarella, sono la soluzione alle culle vuote. Il presidente della Repubblica agli Stati generali della natalità aveva detto: «La natalità non è in contrapposizione con l’integrazione dei migranti, che anzi spesso garantiscono un contributo prezioso nelle professioni della cura, contribuiscono al benessere della nostra comunità». Non la pensa così l’Ocse; in uno studio, firmato da Gudrun Kugler, ammonisce: «L’opzione migranti può offrire alla denatalità solo un sollievo temporaneo e apre invece a conseguenze complesse: si tende a ignorare che anche gli immigrati invecchiano e alla fine avranno bisogno di sostegno, perciò il numero di anziani nel lungo termine non diminuisce e resta aperta la questione integrazione, che si complica, data la chiara difficoltà a mantenere la coesione sociale e la fiducia all’interno della comunità». Come dire, i migranti annacquano l’identità, non risolvono il problema delle culle vuote e pongono gli stessi problemi d’invecchiamento. Ma non ditelo a Sergio Mattarella, potrebbe restarci male. Meglio che queste cose le dicano i tecnici e quei sovranisti del governo di centrodestra. A cominciare da Matteo Piantedosi.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa (Ansa)
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