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Parka al posto del blazer e abiti che definiscono i pettorali. Al Pitti si mescola tutto, ma con stile

  • Oltre 60.000 metri quadrati per l'esposizione di moda a Firenze. Quest'anno il tema è tutto social. Presenti oltre 1.220 espositori, 549 dei quali provengono dall'estero e 230 brand. Attese nella città dell'arte oltre 30.000 persone. L'evento più atteso? La sfilata di Luisa Via Roma.
  • Ta le novità presentate a Firenze l'utility jacket per manager in bicicletta e i jeans a cinque tasche in pelle.
  • Arianna Caprai presenta i primi total look in maglia firmati Cruciani.
  • La moda sostenibile conquista la Fortezza fiorentina grazie alle idee degli studenti dell'Istituto Europeo di design e Greenpeace.

Lo speciale contiene tre articoli, gallery fotografiche e video.


Il Pitti si fa magico in piazza della Signoria.

È il brand fiorentino Salvatore Ferragamo che prende possesso di diritto di uno dei luoghi più famosi al mondo. Passerella tenuta d'occhio dal David di Michelangelo e dal Perseo di Benvenuto Cellini, che se ne sta nella Loggia dei Lanzi. La collezione è il debutto per il menswear di Paul Andrewn, direttore creativo della maison. Si mescola con sapienza: il parka prende il posto di un classico blazer, il jeans cinque-tasche è in pelle e con gamba ampia mentre il pantalone ha un fit morbido. Cosi come la giacca sartoriale è interpretata in chiave sportiva.

È questo il diktat che esce da questo Pitti: mettere insieme, unire con stile. Lo dice e lo mette in pratica Brunello Cucinelli. «Tutto è molto interscambiabile, lo combini come vuoi». È tornato il gusto al bel vestirsi. Ma il formale diventa fantasioso con un abito beige portato con la camicia check. D'altronde è lo stesso Cucinelli, vero maestro di stile, a fare la differenza in gessato blu doppio petto e camicia a righe rosse. «La tendenza è miscelare bene e portare abiti in modo più fresco: l'abito con la t-shirt, con la polo, con camicia colorata. A fare la differenza sono i pantaloni più morbidi, corti ma non cortissimi. Ed è tutto più morbido, solo la giacca segna leggermente il punto vita in modo da definire la silhouette che delinea pettorali e fondo schiena, i punti guardati dalle donne. Il colore comincia a essere interessante nella maglieria, non nel capospalla. È un giovane chic e garbato». Ma ogni capo non ha limiti d'età. Non vuole sentir parlare di sostenibilità, Cucinelli. «Io la chiamo armonia con il creato. Naruhito, il nuovo imperatore giapponese, ha scelto per la sua era l'armonia. Era cosi quando eravamo contadini, in armonia con la terra, le persone, gli animali».

Chissà che non sia la strada giusta anche per dare una svolta ambientale. Ci provano i ragazzi dell'Istituto europeo di design insieme al Consorzio Cid-Detox e Greenpeace, che hanno lanciato il progetto The Time is now!: cinque capsule con materie prime ecostenibili. Finamore, a esempio, usa pregiati filati Riva - cotoni e lini – nei colori corallo e turchese, collo Capri e giro inglese per le sue inconfondibili camicie e la giacca-camicia che domina la proposta sport.Pensa ai manager che corrono in bicicletta per andare al lavoro Ph Appareal, che presenta le Utility Jacket ibrido al confine con la camicia-giubbino e la felpa, capsule realizzata con Gallia, capi performanti, traspiranti, ad alta prestazione tecnologica, dal doppio uso. «Sarà la camicia con cui si praticherà il personal commuting in bicicletta», spiega Marco Capra, ad di Gallia. Gas Jeans presenta Etx - Keep it green, collezione in tessuti rigorosamente organici: prodotti in puro cotone e cuciti con fili in tencel provenienti da coltivazioni biologiche che prevedono l'utilizzo esclusivo di fertilizzanti e antiparassitari naturali. Freddy unisce il sogno e l'arte della danza al famoso direttore artistico Luca Tommassini. Nasce così la tuta, l'hero-item di collezione in una singolare stampa creata ad hoc da Tommassini che finisce anche su parka, t-shirt e short: corpi nudi danzanti che si muovono sul fondo nero. Automobili Lamborghini, la brand extension dell'azienda di Sant'Agata Bolognese (siglato accordo di licenza con Swinger International) si presenta al Pitti con tre linee di abbigliamento e accessori: informal luxury, casual e pilota ufficiale.Jacob Cohën si presenta con il nuovo progetto Made to Order legato al mondo delle sneakers (la linea di luxury sneakers realizzate in cavallino di primissima qualità Dolmen, con rivetti e finalini in palladio personalizzati e rifinite manualmente) e le Limited Edition Handmade Candles, parte della nuova linea Home Fragrances. A. Testoni, azienda storica di calzature, ha aggiunto innovazione all'artigianalità: derby doppia fibbia in vitello delavé e sneackers giallo e turchese. Non manca lo zaino conciata a basso impatto ambientale.

Party esclusivo per Dr. Martens: l'occasione giusta per i nuovi sandali. Sia nella versione in pelle che in quella «vegan» (in materiale derivante da fibre vegetali), i sandali Dr. Martens mantengono il carattere distintivo del marchio: suole forti, durevoli e scanalate, cuciture a filetto gialle e costruzione robusta. Forti i rimandi alle collezioni di archivio di ispirazione più vintage, che prende spunto dalla scena grunge della East Coast americana.

Ferragamo

Basta un click e Pitti diventa social. L'evento più atteso: la sfilata di Luisa Via Roma

Un'edizione tutta all'insegna dei social, quella di Pitti Immagine Uomo 96, che - proprio a quel click che ormai regola le nostre vite davanti allo smartphone - dedica la manifestazione, con il titolo "The Pitti Special Click".

Fortezza da Basso, ma anche il resto di Firenze, si animano fino a venerdì grazie a 1.220 espositori, 549 dei quali provengono dall'estero (45% del totale). Sono invece 230 i brand che hanno deciso di presentare per la prima volta la loro collezione a Pitti e che sono tornati dopo qualche anno di assenza. Attesi nella città dell'arte oltre 30.000 persone, tra visitatori e buyer, che si preannuncia un successo, dopo che l'edizione estiva ha totalizzato oltre 19.100 compratori (8.400 dall'estero). I Paesi con più presenze sono in ordine: Giappone, Germania, Regno Unito, Olanda, Spagna, Turchia, Francia, Cina, Svizzera, Corea, Stati Uniti, Russia, Belgio, Austria e Svezia. Un ventaglio di culture che sembra trovare espressione massima a Pitti, ormai divenuto famoso anche per gli estrosi look sfoggiati dalle migliaia di influencer presenti.
Pitti Immagine Uomo si svolge lungo 60.000 metri quadrati, divisi in 13 tappe ben distinte. Qualsiasi uomo trova il suo spazio ideale. Anche gli appassionati di beauty hanno il loro spazio, dove, accanto alle proposte per la cura della barba e dei capelli, è possibile trovare anche le prime prove di makeup per uomo. Tra i marchi italiani che quest'anno hanno deciso di fare il loro debutto a Pitti Immagine troviamo anche un nome storico dell'universo moda, quello di Giorgio Armani, che a Firenze presenta la linea Armani Exchange. Anche le intramontabili Superga trovano il loro spazio in questa manifestazione, capace - molto più di altre - di unire lo stile elegante al casual, che mai come nella moda uomo si trovano a convivere.

Pitti Immagine Uomo dà i numeri. L'ultima cifra è 1000, come i metri quadrati su cui sorge nel cuore della Fortezza da Basso una palafitta a forma di Canaletto, delimitata da decine di bandiere che si muovono al vento. Un villaggio che diventa un'area relax, un luogo dove incontrarsi, parlarsi, conoscersi, e scambiarsi qualche numero di telefono. Dopotutto, bisogna essere sempre a portata di click.

The time is now!: il progetto Ied che rende la moda ecosostenibile

La moda sostenibile non è solo un trend del momento ma una questione urgente. Sultema l'Istituto Europeo di Design insieme al Consorzio Italiano Implementazione Detox e Greenpeace Italia ha lanciato a gennaio una call to action dando il via al progetto The time is now! per lo sviluppo di collezioni uomo orientate all'impiego di materie prime ecosostenibili. Il sistema moda è uno dei più inquinanti del mondo e caratterizzato da modelli di business che consumano molte più risorse di quanto il Pianeta possa permettersi.

Un network come Ied non solo intende agire per migliorare la situazione attuale, ma vuole impegnarsi per insegnare alle nuove generazioni a non commettere gli errori del passato, fornendo loro gli strumenti per diventare attori del cambiamento. The Time is Now! è questo, un progetto di trasformazione che presenta oggi il suo risultato finale: 5 capsule collection eco-friendly e 5 fashion film di racconto, frutto del lavoro di 15 creativi selezionati fra gli studenti Ied dei Corsi di Fashion Design e Fashion Stylist delle sedi di Milano, Roma, Firenze, Torino e Como. Il gruppo, con la Direzione Creativa di Alessia Crea, Alumna Ied e co-fondatrice del brand Casamadre, è stato guidato nel progettare collezioni che potessero essere sostenibili, realizzate impiegando tessuti che derivano da una filiera che segue processi produttivi certificati o che utilizza fibre naturali o di recupero.


Pd contro Salvini per il pedaggio imposto da Delrio
(iStock)
Nel 2017 i ministri dem firmano la concessione che introduce le tariffe sulla «Corda Molle». La Lega le limita e viene attaccata.

Prima si firma una convenzione dove si stabilisce che gli automobilisti dovranno pagare per percorrere un tratto di strada che prima era gratuito. Poi quando le tariffe diventano effettive si getta la croce su chi non aveva nulla a che fare con l’accordo precedente e anzi si è adoperato per limitare l’aggravio a carico della collettività. Mancano nomi e fatti specifici, ma è questa la rappresentazione più corretta del caos che si sta creando intorno alla bretella (raccordo autostradale) della Corda Molle, la Ospitaletto-Montichiari.

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Il sistema delle correnti calpesta Costituzione, meriti e indipendenza
(Imagoeconomica)
La vera posta in gioco della riforma è il sorteggio del Csm, poiché toglie ai vari gruppi all’interno dell’Anm il potere di gestire vita e carriera dei magistrati. La cui immagine di terzietà è ora distrutta dai talebani del No.

Sono Salvatore Cantaro. Nella mia carriera sono stato magistrato a Enna per circa un ventennio e lì condannato a morte dalla vecchia Cupola regionale di Cosa nostra. Durante la terribile permanenza nissena e gelese sono stato sottoposto a misure di protezione al massimo livello. In quel periodo venne a trovarmi Mario Almerighi, magistrato romano, il quale mi rappresentò che stava promuovendo un movimento anti-correnti, in cui raccogliere tutti i magistrati delusi dal potere delle correnti in seno al Csm: era quello denominato dei Verdi, al quale aveva già aderito anche Giovanni Falcone. In rappresentanza di tale gruppo fui anche eletto più volte componente del Consiglio giudiziario a Caltanissetta.

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Non c’è nessuna norma che affidi ai camici bianchi il potere di decidere chi entra in un Cpr. C’è solo un’indicazione ministeriale voluta da Luciana Lamorgese e Angelino Alfano. E che andrebbe eliminata quanto prima.

In margine al procedimento penale aperto a Ravenna contro alcuni medici accusati di falso ideologico per avere attestato, contrariamente al vero, che le condizioni di salute di un certo numero di stranieri colpiti da provvedimento di espulsione non consentivano di dare attuazione al provvedimento del questore che disponeva la loro collocazione nei Cpr (Centri di permanenza e rimpatrio), appare legittimo chiedersi da quale fonte normativa risulti che l’avvio ai Cpr non possa avvenire senza la previa certificazione sanitaria che ciò sia compatibile con le condizioni di salute degli interessati.

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Piantedosi: «Sicurezza minata da sentenze ideologiche»
Matteo Piantedosi (Ansa)
Il ministro Matteo Piantedosi commenta i pronunciamenti dei giudici di Roma che hanno rimandato in Italia stupratori e pedofili stranieri inviati in Albania: «Il lavoro contro gli irregolari sovvertito da magistrati impegnati in appartenenze correntizie».

Quattro criminali marocchini torneranno in libertà. Omicidi, violenze sessuali, pedofilia, furti, rapine e tanto altro nei curricula di queste risorse che la Corte d’appello di Roma ha deciso di far rilasciare dopo che erano stati trasferiti nei centri di accoglienza in Albania in attesa del rimpatrio. Nonostante fossero stati giudicati colpevoli di tutti questi reati, reiterando i crimini nel tempo, alcuni giudici hanno stabilito che non fosse opportuno che rimanessero nel Cpr di Gjader. Notizia che ha suscitato grande indignazione in ampia parte dell’esecutivo.

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