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Il pacchetto sicurezza alla prova

Il pacchetto sicurezza alla prova
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (Ansa)
Il prossimo corteo del centro sociale Askatasuna potrebbe essere il battesimo delle nuove norme. Gasparri: «Oltre a togliere loro la sede, speriamo arrivino le giuste condanne».

Torino, Milano e ancora Torino. Askatasuna rilancia e convoca una nuova piazza per il 28 marzo nel capoluogo piemontese. Un attacco allo Stato lo aveva definito gran parte dell’esecutivo, che, evidentemente, prosegue. L’annuncio è stato preceduto da un’intervista del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Corriere della Sera (ieri a Tripoli per una nuova missione dedicata al dossier migratorio e alla cooperazione in materia di sicurezza) che prevedeva nuove mobilitazioni.

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Quegli italiani diventati profughi a casa loro
Ansa
A guerra finita, migliaia di istriani e dalmati in fuga da Tito finirono nel campo di Padriciano, alle porte di Trieste, dove vissero in condizioni misere. A torto considerati fascisti, non potevano uscire dalla struttura. Alcuni, non reggendo, si ammazzarono.

Un leggero strato di brina ricopre l’erba attorno al campo profughi di Padriciano. Una sottile nebbia avvolge l’aria e sembra lasciare tutto in sospeso. Come quelle anime che sono passate da qui a guerra finita. Istriani e dalmati costretti a lasciare le loro terre mentre i titini avanzavano e attuavano una vera e propria pulizia etnica. Non restava altro che partire. Lasciare tutto in fretta e furia e dirigersi verso la città italiana più vicina e sicura: Trieste.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 10 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 10 febbraio con Carlo Cambi

Askatasuna lancia la sfida: «Il 28 marzo si torna in piazza contro il governo»
Ansa
Gli attivisti alzano il tiro e si danno appuntamento a Roma. Obbiettivo: la Meloni. Un blog anarchico rivendica il sabotaggio dei treni: «Fuoco alle Olimpiadi».

Una nuova manifestazione contro il governo. Appuntamento il 28 marzo, stavolta a Roma. Perché a detta di Askatasuna la questione va «complessificata». Parola degli autonomi. Dunque pazienza se lo scorso 31 gennaio la città di Torino è stata messa a ferro e fuoco, se decine di negozi sono stati distrutti e le vetrine sfondate. Pazienza per i 103 feriti oltre al poliziotto Alessandro Calista colpito con il martello. Chi ha innalzato il livello dello scontro, dichiara una portavoce del centro sociale a margine di un incontro con i media, «è chi ha ordinato lo sgombero. Un governo nemico del popolo».

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In giro 30.000 stranieri condannati
(iStock)
Oltre 140.000 persone sono state punite dalla giustizia ma restano fuori dal carcere, o per aver commesso reati cosiddetti lievi o perché non c’era posto nelle strutture. Il 20% di questi soggetti non è nato in Italia: un esercito di «invisibili» pronti a delinquere.

Ci sono trentamila stranieri condannati per reati più o meno gravi che non stanno in prigione ma sono lasciati liberi di circolare nelle nostre città e, spesso, di tornare a delinquere. Il ministero della Giustizia li classifica con una dicitura un po’ oscura, ossia «adulti in area penale esterna», un modo burocratico-ministeriale per dire che semplicemente non sono rinchiusi in una cella.

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