Nave da guerra Usa attaccata nel Mar Rosso
Il cacciatorpediniere americano Uss Carney
Colpite anche imbarcazioni mercantili. Sospetti sulle milizie yemenite pro Iran.

Israele ha allargato ieri la manovra terrestre al settore sud di Gaza. Lo ha confermato la radio militare: «Stanno operando a nord di Khan Yunis. In quell’area ci sono mezzi blindati che hanno iniziato ad attaccare obiettivi di Hamas» Secondo l’emittente, l’esercito intende così estendere le proprie attività di terra, dopo che nei giorni scorsi sono stati utilizzati ripetutamente i bombardamenti dell’artiglieria, della aviazione e della marina.

Grande preoccupazione invece per ciò che accade nel Mar Rosso; il cacciatorpediniere americano Uss Carney ieri ha risposto a droni e missili lanciati dal territorio dello Yemen controllato dai ribelli sciiti Houthi. Lo ha riferito un funzionario del Pentagono che ha precisato che il cacciatorpediniere era intervenuto in soccorso di due mercantili che navigavano nel Mar Rosso, al largo del porto yemenita di Hodeidah, che sono rimasti entrambi danneggiati da attacchi di droni. Una delle due navi colpite, sottolinea il sito del giornale israeliano Haaretz, è di una compagnia britannica di proprietà di Danny Ungar, figlio del magnate delle spedizioni israeliano Rami Ungar.

Il Pentagono ha confermato i fatti riguardo l’attacco alla Uss Carney e ad altre imbarcazioni commerciali e ha affermato «che offrirà informazioni non appena saranno disponibili». I cacciatorpedinieri statunitensi che operano nella regione hanno abbattuto numerosi droni nelle ultime settimane in un contesto di aumento degli incidenti che ha coinciso con gli attacchi israeliani contro Hamas. La settimana scorsa l’Uss Carney ha abbattuto un veicolo aereo senza pilota Kas-04 di fabbricazione iraniana mentre stava scortando una petroliera americana e una nave commerciale battente bandiera statunitense. Il drone proveniva da una zona dello Yemen controllata dagli Houthi.

John Kirby portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha detto che «non ci sono negoziati ufficiali al momento per una nuova pausa umanitaria o per il rilascio degli ostaggi», anche se ha affermato che gli Stati Uniti «sperano che i colloqui riprendano sulla buona strada». Kirby, ai microfoni del programma Meet the Press della Nbc, ha aggiunto «È inaccettabile che alla Croce Rossa non sia stato concesso l’accesso agli ostaggi tenuti prigionieri a Gaza. Hamas ha accettato di consentire alla Croce Rossa l’accesso a questi ostaggi mentre era in vigore la pausa e, naturalmente, ciò non è accaduto e non sta ancora accadendo».

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