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2022-11-21
Mondiali, Inghilterra e Olanda non steccano l'esordio. Il silenzio dell'Iran fa rumore
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Ansa
La seconda giornata di partite del mondiale di calcio in Qatar ha proposto più di un tema, tecnico e non solo. A prendersi la copertina sono stati i calciatori dell'Iran che, durante il consueto e sacro momento dell'inno nazionale che ha preceduto il fischio d'inizio del match contro l'Inghilterra, hanno scelto di restare in silenzio, in segno di protesta contro il regime degli Ayatollah che dal 16 settembre sta sopprimendo con la violenza ogni protesta nel Paese del Golfo. Un gesto che è stato accolto in maniera differente sugli spalti: da una parte le lacrime di una donna iraniana, dall'altro i fischi dei tifosi.
Poi si è cominciato a giocare e a essere protagonista è stato il pallone e soprattutto i giocatori inglesi. La formazione messa in campo dal ct Gareth Southgate non poteva immaginare un esordio migliore in questa coppa del mondo, con l'auspicio di non essere partiti troppo forte per poi incepparsi strada facendo. Il 6-2 all'Iran è il frutto di una partita che non ha mai avuto una storia, tanto che il primo tempo, dopo l'infortunio al naso che ha costretto il portiere iraniano Alireza Beiranvand a lasciare porta e guanti al collega Hossein Hosseini, è finito sul 3-0 per gli inglesi grazie ai gol di Jude Bellingham, Bukayo Saka e Raheem Sterling. Nel secondo tempo la musica non cambia, Saka si regala la doppietta personale, Marcus Rashford e Jack Grealish imprimono al match numeri da set tennistico. L'Iran, però, ci mette l'orgoglio e riesce a rendere un po' meno amara la sconfitta con la doppietta del suo giocatore migliore, Mehdi Taremi, l'attaccante del Porto che sfiderà l'Inter agli ottavi di finale di Champions League il prossimo marzo. L'Inghilterra si piazza così immediatamente al primo posto del girone B, tenendo dietro anche gli Stati Uniti e il Galles, che nel match di serata decidono di rimandare ogni discorso di qualificazione come seconda del gruppo pareggiando 1-1 quello che aveva tutte le sembianze di uno scontro diretto. Un risultato però giusto per quel che si è visto sul campo dell'Ahmad bin Ali Stadium di Al Rayyan, con un tempo a testa, dove gli Usa hanno fatto meglio nei primi 45 minuti, capitalizzati con il gol del figlio d'arte Timothy Weah, e il Galles è stato in grado di reagire nella ripresa grazie all'inserimento dell'attaccante Kieffer Moore e al rigore procurato e trasformato dall'intramontabile Gareth Bale. Il prossimo turno, in programma venerdì 25, diventa già decisivo: il Galles dovrà fare risultato contro un Iran che non vuole svolgere il ruolo di vittima sacrificale del girone, gli Stati Uniti dovranno vedersela con l'Inghilterra.
Nel pomeriggio, invece, Senegal e Olanda hanno completato il primo turno del girone A, dopo la vittoria di ieri dell'Ecuador sul Qatar. La nazionale dei Tulipani ha sofferto più del previsto contro la squadra africana, ma alla fine è riuscita a spuntarla vincendo 2-0 per effetto delle reti messe a segno da Cody Gakpo e Davy Klaassen nei minuti finali. Il ct Louis van Gaal può così agguantare in vetta al girone l'Ecuador, prossimo avversario degli Orange venerdì 25. Lo stesso giorno il Senegal avrà la possibilità di riscatto nel match, sulla carta abbordabile, contro il Qatar, e approfittare dello scontro diretto tra Olanda ed Ecuador per rosicchiare punti.
E se oggi il calendario ha proposto tre partite, da domani l'offerta sale a quattro. E scendono in campo i big e le big. A cominciare dall'Argentina e da Lionel Messi che alle 11, al Lusail Iconic Stadium, sfidano l'Arabia Saudita nel primo match del girone C, che vedrà nel pomeriggio, alle 17, scendere in campo anche Messico e Polonia. Qualche ora prima, invece, alle 14, Danimarca e Tunisia inaugurano il gruppo D, lo stesso della Francia di Kylian Mbappé, che priva del pallone d'oro Karim Benzema, dovrà vedersela con l'Australia per partire con il piede giusto, nel tentativo di difendere e bissare il titolo vinto quattro anni fa in Russia.
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La nazionale dei Tre leoni travolge l'Iran con un netto 6-2, i Tulipani superano un buon Senegal 2-0 nei minuti finali. L'intramontabile Gareth Bale consente al Galles di riacciuffare gli Stati Uniti con un calcio di rigore. Domani scendono in campo gli assi: alle 11 Lionel Messi e l'Argentina sfidano l'Arabia Saudita, alle 20 Kylian Mbappé guida la Francia contro l'Australia. Danimarca-Tunisia alle 14 e Messico-Polonia alle 17.La seconda giornata di partite del mondiale di calcio in Qatar ha proposto più di un tema, tecnico e non solo. A prendersi la copertina sono stati i calciatori dell'Iran che, durante il consueto e sacro momento dell'inno nazionale che ha preceduto il fischio d'inizio del match contro l'Inghilterra, hanno scelto di restare in silenzio, in segno di protesta contro il regime degli Ayatollah che dal 16 settembre sta sopprimendo con la violenza ogni protesta nel Paese del Golfo. Un gesto che è stato accolto in maniera differente sugli spalti: da una parte le lacrime di una donna iraniana, dall'altro i fischi dei tifosi.Poi si è cominciato a giocare e a essere protagonista è stato il pallone e soprattutto i giocatori inglesi. La formazione messa in campo dal ct Gareth Southgate non poteva immaginare un esordio migliore in questa coppa del mondo, con l'auspicio di non essere partiti troppo forte per poi incepparsi strada facendo. Il 6-2 all'Iran è il frutto di una partita che non ha mai avuto una storia, tanto che il primo tempo, dopo l'infortunio al naso che ha costretto il portiere iraniano Alireza Beiranvand a lasciare porta e guanti al collega Hossein Hosseini, è finito sul 3-0 per gli inglesi grazie ai gol di Jude Bellingham, Bukayo Saka e Raheem Sterling. Nel secondo tempo la musica non cambia, Saka si regala la doppietta personale, Marcus Rashford e Jack Grealish imprimono al match numeri da set tennistico. L'Iran, però, ci mette l'orgoglio e riesce a rendere un po' meno amara la sconfitta con la doppietta del suo giocatore migliore, Mehdi Taremi, l'attaccante del Porto che sfiderà l'Inter agli ottavi di finale di Champions League il prossimo marzo. L'Inghilterra si piazza così immediatamente al primo posto del girone B, tenendo dietro anche gli Stati Uniti e il Galles, che nel match di serata decidono di rimandare ogni discorso di qualificazione come seconda del gruppo pareggiando 1-1 quello che aveva tutte le sembianze di uno scontro diretto. Un risultato però giusto per quel che si è visto sul campo dell'Ahmad bin Ali Stadium di Al Rayyan, con un tempo a testa, dove gli Usa hanno fatto meglio nei primi 45 minuti, capitalizzati con il gol del figlio d'arte Timothy Weah, e il Galles è stato in grado di reagire nella ripresa grazie all'inserimento dell'attaccante Kieffer Moore e al rigore procurato e trasformato dall'intramontabile Gareth Bale. Il prossimo turno, in programma venerdì 25, diventa già decisivo: il Galles dovrà fare risultato contro un Iran che non vuole svolgere il ruolo di vittima sacrificale del girone, gli Stati Uniti dovranno vedersela con l'Inghilterra.Nel pomeriggio, invece, Senegal e Olanda hanno completato il primo turno del girone A, dopo la vittoria di ieri dell'Ecuador sul Qatar. La nazionale dei Tulipani ha sofferto più del previsto contro la squadra africana, ma alla fine è riuscita a spuntarla vincendo 2-0 per effetto delle reti messe a segno da Cody Gakpo e Davy Klaassen nei minuti finali. Il ct Louis van Gaal può così agguantare in vetta al girone l'Ecuador, prossimo avversario degli Orange venerdì 25. Lo stesso giorno il Senegal avrà la possibilità di riscatto nel match, sulla carta abbordabile, contro il Qatar, e approfittare dello scontro diretto tra Olanda ed Ecuador per rosicchiare punti.E se oggi il calendario ha proposto tre partite, da domani l'offerta sale a quattro. E scendono in campo i big e le big. A cominciare dall'Argentina e da Lionel Messi che alle 11, al Lusail Iconic Stadium, sfidano l'Arabia Saudita nel primo match del girone C, che vedrà nel pomeriggio, alle 17, scendere in campo anche Messico e Polonia. Qualche ora prima, invece, alle 14, Danimarca e Tunisia inaugurano il gruppo D, lo stesso della Francia di Kylian Mbappé, che priva del pallone d'oro Karim Benzema, dovrà vedersela con l'Australia per partire con il piede giusto, nel tentativo di difendere e bissare il titolo vinto quattro anni fa in Russia.
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Stavolta l’allarme è assai più serio di quanto accaduto con la «infection boat», la nave da crociera Hondius arrivata ieri nel porto di Rotterdam e dove a bordo si era sviluppato il focolaio di Hantavirus. L’Oms, come si legge nel bollettino ufficiale, «ha dichiarato, il 17 maggio, un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale per l’epidemia di malattia da virus ebola causata dalla variante Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda».
Il focolaio si è sviluppato nella zona di confine tra Uganda e Sud Sudan, una delle aree più povere e depresse del mondo, ed è già passato in Congo dove questa è la diciassettesima epidemia di un virus insidiosissimo. Il governo congolese ha già preso misure di contenimento. Ma l’interrogativo che più preoccupa è: se si estende il contagio come contrastarlo? Questo ceppo di Ebola, scoperto nel 2007 anche se è lievemente meno letale con un’incidenza del 50% di mortalità rispetto alla variante Zaire che arriva fino al 90% di decessi, non ha nessun vaccino per contrastarlo né alcuna terapia: avvenuto il contagio si possono solo contenere gli effetti e sperare che il sistema immunitario faccia il suo lavoro. Questo però mette in evidenza come l’industria dei vaccini sia più attenta al mercato che alla salute. Anche nel caso dell’Hantavirus si è detto che in nove mesi si poteva arrivare al siero per contrastarlo, adottando come parametro i tempi per la puntura anti Covid. La verità è che l’Hantavirus è stato studiato e l’antidoto c’è, ma non è stato mai ultimato perché non ha mercato.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ammesso che ci sono «notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica». Le cifre attestano 246 casi sospetti con 80 decessi sospetti e 8 casi confermati, oltre a due decessi in Uganda e a un focolaio di almeno 80 contagi in Sud Sudan. Secondo le autorità congolesi, i morti in realtà sarebbero 95 e i contagiati 400. A queste cifre va aggiunto quanto riferiscono i Cdc americani: sei operatori sanitari statunitensi esposti al contagio. Sempre i Centers for disease control and prevention di Atlanta, sia pure parlando di rischio basso per la popolazione statunitense, hanno attivato le procedure d’emergenza e per il rimpatrio dei sei contagiati hanno predisposto un primo trasferimento in una base militare in Germania. L’ambasciata Usa a Kinshasa ha contestualmente vietato i viaggi nella provincia dell’Ituri, l’epicentro del focolaio. Da quel che si è saputo la paziente zero sarebbe un’infermiera del Congo che ha accusato la malattia dal 24 aprile. Per stessa ammissione dell’Oms, essendo così rara al variante Bundibugyo, la ricerca scientifica ed economica si è concentrata quasi interamente sul ceppo Zaire di Ebola, per il quale ora esistono vaccini e farmaci efficaci, lasciando un vuoto di ricerca per questa specie. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha anche precisato che «l’emergenza sanitaria internazionale è comunque uno dei livelli di allerta più alti, secondo solo alla pandemia». Come detto, al momento non ci sono cure. Gli unici provvedimenti terapeutici applicabili una volta che si manifestano i sintomi (febbre alta e forti dolori muscolari, vomito e diarrea, emorragie interne ed esterne) sono reidratazione aggressiva, supporto emodinamico e gestione dei sintomi con farmaci per il dolore, per la febbre e gli antiemetici. Il contagio avviene solo con contatti diretti con infetti, scambio di sangue e fluidi organici.
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