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2022-12-02
Mondiali, chiusa la fase a gironi. Da domani si parte con gli ottavi
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L'ultima giornata della fase a gironi del mondiale in Qatar regala altre quattro partite ricche di emozioni, sorprese e capovolgimenti di fronte in ottica qualificazione agli ottavi di finale. Alle già qualificate Portogallo e Brasile, rispettivamente nei gironi H e G, mancavano le ultime due nazionali per comporre il tabellone delle migliori sedici del mondo. La sorpresa più grande si è materializzata nel pomeriggio, con la Corea del Sud in grado di compiere un autentico miracolo battendo il Portogallo e raggiungendo al secondo posto in classifica del girone, con 4 punti, l'Uruguay, che nel frattempo ha superato 2-0 il Ghana, ultimo a 3 punti. Le Tigri d'Asia, però, rispetto alla Celeste, a parità di punti e con una uguale differenza reti, godono di un numero maggiore di gol segnati, 4 a 2, e da seconde del girone andranno ad affrontare proprio il Brasile lunedì 5 dicembre alle 20 allo Stadium 974.
Corea del Sud che, dopo essersi trovata in svantaggio per effetto del gol portoghese messo a segno da Ricardo Horta al 5' del primo tempo, è riuscita a ribaltare tutto con il pareggio di uno dei suoi Kim, Young-Gwon al 27', e il gol qualificazione di Hwang Hee-Chan in pieno recupero. Tutto mentre all'Al Janoub Stadium di Al Wakrah l'Uruguay era comodamente in vantaggio 2-0 sul Ghana, grazie alla doppietta nel primo tempo di Giorgian de Arrascaeta, e convinto di essere ormai agli ottavi, salvo poi riversarsi negli ultimi minuti in avanti alla ricerca del terzo gol che avrebbe permesso ai ragazzi di Diego Alonso di superare la Corea del Sud nella differenza reti. Un assedio tardivo che non ha prodotto i risultati sperati e che, con il senno di poi, denota un errore di valutazione dei sudamericani, che forse avevano dato per scontato che all'Education City Stadium di Al Rayyan gli asiatici non avrebbero mai potuto avere la meglio sui portoghesi, tanto da indurre il ct Alonso a sostituire all'80' l'attaccante Darwin Nunez, pagato la scorsa estate 100 milioni di euro dal Liverpool, con il più difensivo centrocampista Agustin Canobbio. Ma questo mondiale, ancora una volta, ha dimostrato che nel gioco del calcio a questi livelli, non si può dare proprio nulla per scontato. Ne sa qualcosa anche il Brasile, che seppur già qualificato agli ottavi con un turno di anticipo, ha leggermente rischiato di vedersi scavalcato dalla Svizzera al primo posto e avere, sulla carta, un incrocio più impegnativo contro il Portogallo. La sconfitta della Seleçao contro il Camerun alla fine non crea problemi in tal senso, ma accende qualche campanello di allarme in casa verdeoro, seppur con l'attenuante di aver fatto un discreto turn over. Per il Camerun, invece, rimane oltre alla vittoria di assoluto prestigio, decisa dal gol al 92' di Vincent Aboubakar, la consapevolezza di aver disputato un buon mondiale, con il rammarico di aver lasciato per strada punti preziosi contro la Svizzera e la Serbia. I Leoni indomabili per un momento hanno addirittura accarezzato il sogno di volare agli ottavi, ma anche se fosse arrivato il gol del pareggio della Serbia sulla Svizzera, che avrebbe visto africani ed elvetici a pari punti, con la stessa differenza reti e lo stesso numero di gol segnati, sarebbero andati incontro alla beffa clamorosa dei cartellini gialli, raccolti in numero superiore rispetto alla Svizzera. Svizzera e Serbia che si sono giocate il tutto per tutto nello spareggio dell'altro match del girone G. Agli elvetici sarebbe bastato anche un pareggio, i balcanici erano costretti a vincere. Nel primo tempo accade di tutto, con il primo vantaggio svizzero firmato dall'ex interista Xherdan Shaqiri dopo 20', il sorpasso serbo con i gol di Aleksandar Mitrovic al 26' e Dusan Vlahovic al 35', e il nuovo pareggio svizzero al 44' con Breel Embolo. A spezzare i sogni di gloria della Serbia ci ha pensato l'ex centrocampista dell'Atalanta Remo Freuler con il 3-2 messo a segno dopo appena 3' dall'inizio del secondo tempo.
Archiviata la fase a gironi, con 48 partite giocate in 13 giorni, da domani è già tempo di gare a eliminazione diretta. Da adesso si fa sul serio con gli ottavi di finale. Cominciano Olanda-Usa e Argentina-Australia, in campo rispettivamente alle 16 e alle 20. Domenica è il turno di Francia-Polonia alle 16 e Inghilterra-Senegal alle 20. Lunedì Giappone-Croazia e Brasile-Corea del Sud; mentre martedì chiudono Marocco-Spagna e Portogallo-Svizzera.
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Corea del Sud e Svizzera si aggiungono al tabellone delle migliori sedici del mondo. Per Brasile e Portogallo due sconfitte indolori. Il Camerun ci mette l'orgoglio. Delusione per Serbia e Uruguay.L'ultima giornata della fase a gironi del mondiale in Qatar regala altre quattro partite ricche di emozioni, sorprese e capovolgimenti di fronte in ottica qualificazione agli ottavi di finale. Alle già qualificate Portogallo e Brasile, rispettivamente nei gironi H e G, mancavano le ultime due nazionali per comporre il tabellone delle migliori sedici del mondo. La sorpresa più grande si è materializzata nel pomeriggio, con la Corea del Sud in grado di compiere un autentico miracolo battendo il Portogallo e raggiungendo al secondo posto in classifica del girone, con 4 punti, l'Uruguay, che nel frattempo ha superato 2-0 il Ghana, ultimo a 3 punti. Le Tigri d'Asia, però, rispetto alla Celeste, a parità di punti e con una uguale differenza reti, godono di un numero maggiore di gol segnati, 4 a 2, e da seconde del girone andranno ad affrontare proprio il Brasile lunedì 5 dicembre alle 20 allo Stadium 974.Corea del Sud che, dopo essersi trovata in svantaggio per effetto del gol portoghese messo a segno da Ricardo Horta al 5' del primo tempo, è riuscita a ribaltare tutto con il pareggio di uno dei suoi Kim, Young-Gwon al 27', e il gol qualificazione di Hwang Hee-Chan in pieno recupero. Tutto mentre all'Al Janoub Stadium di Al Wakrah l'Uruguay era comodamente in vantaggio 2-0 sul Ghana, grazie alla doppietta nel primo tempo di Giorgian de Arrascaeta, e convinto di essere ormai agli ottavi, salvo poi riversarsi negli ultimi minuti in avanti alla ricerca del terzo gol che avrebbe permesso ai ragazzi di Diego Alonso di superare la Corea del Sud nella differenza reti. Un assedio tardivo che non ha prodotto i risultati sperati e che, con il senno di poi, denota un errore di valutazione dei sudamericani, che forse avevano dato per scontato che all'Education City Stadium di Al Rayyan gli asiatici non avrebbero mai potuto avere la meglio sui portoghesi, tanto da indurre il ct Alonso a sostituire all'80' l'attaccante Darwin Nunez, pagato la scorsa estate 100 milioni di euro dal Liverpool, con il più difensivo centrocampista Agustin Canobbio. Ma questo mondiale, ancora una volta, ha dimostrato che nel gioco del calcio a questi livelli, non si può dare proprio nulla per scontato. Ne sa qualcosa anche il Brasile, che seppur già qualificato agli ottavi con un turno di anticipo, ha leggermente rischiato di vedersi scavalcato dalla Svizzera al primo posto e avere, sulla carta, un incrocio più impegnativo contro il Portogallo. La sconfitta della Seleçao contro il Camerun alla fine non crea problemi in tal senso, ma accende qualche campanello di allarme in casa verdeoro, seppur con l'attenuante di aver fatto un discreto turn over. Per il Camerun, invece, rimane oltre alla vittoria di assoluto prestigio, decisa dal gol al 92' di Vincent Aboubakar, la consapevolezza di aver disputato un buon mondiale, con il rammarico di aver lasciato per strada punti preziosi contro la Svizzera e la Serbia. I Leoni indomabili per un momento hanno addirittura accarezzato il sogno di volare agli ottavi, ma anche se fosse arrivato il gol del pareggio della Serbia sulla Svizzera, che avrebbe visto africani ed elvetici a pari punti, con la stessa differenza reti e lo stesso numero di gol segnati, sarebbero andati incontro alla beffa clamorosa dei cartellini gialli, raccolti in numero superiore rispetto alla Svizzera. Svizzera e Serbia che si sono giocate il tutto per tutto nello spareggio dell'altro match del girone G. Agli elvetici sarebbe bastato anche un pareggio, i balcanici erano costretti a vincere. Nel primo tempo accade di tutto, con il primo vantaggio svizzero firmato dall'ex interista Xherdan Shaqiri dopo 20', il sorpasso serbo con i gol di Aleksandar Mitrovic al 26' e Dusan Vlahovic al 35', e il nuovo pareggio svizzero al 44' con Breel Embolo. A spezzare i sogni di gloria della Serbia ci ha pensato l'ex centrocampista dell'Atalanta Remo Freuler con il 3-2 messo a segno dopo appena 3' dall'inizio del secondo tempo.Archiviata la fase a gironi, con 48 partite giocate in 13 giorni, da domani è già tempo di gare a eliminazione diretta. Da adesso si fa sul serio con gli ottavi di finale. Cominciano Olanda-Usa e Argentina-Australia, in campo rispettivamente alle 16 e alle 20. Domenica è il turno di Francia-Polonia alle 16 e Inghilterra-Senegal alle 20. Lunedì Giappone-Croazia e Brasile-Corea del Sud; mentre martedì chiudono Marocco-Spagna e Portogallo-Svizzera.
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In venti contro 4 li aggrediscono armati di spranghe. Le immagini sono al vaglio della Digos. Uno dei quattro militanti è stato trasportato in ospedale in codice giallo.
Getty images
Domani 9 gennaio a Milano arrivano migliaia di trattori per dire no all’accordo; si mobilitano da Rivolta agricola, agli allevatori piemontesi, fino ai Comitati degli agricoltori ormai diffusi in tutto il Nord e Centro Italia. Fanno quello che sta succedendo in Francia dove da settimane il Paese è bloccato dalle proteste, in Polonia dove alla fine dell’anno i trattori hanno bloccato le autostrade, in Ungheria, in Romania e in Repubblica Ceca dove oltre al no al trattato commerciale con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay a cui si aggiunge la Bolivia, c’è anche il no all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Queste proteste stanno raffreddando i governi e l’intesa che appena 48 ore fa era data per fatta dopo che Giorgia Meloni aveva ottenuto la disponibilità di Ursula von der Leyen a mettere sulla prossima Pac 45 miliardi (all’Italia ne andrebbero 10 con un miliardo di vantaggio rispetto alla quota consolidata) è tornata in discussione.
Ieri il presidente della Commissione aveva favorito una riunione dei ministri agricoli dei 27 con i commissari all’agricoltura e al commercio per arrivare alla ratifica del Mercosur. Il nostro ministro Francesco Lollobrigida ha detto: «Firmiamo solo se ci sono delle garanzie. Guardiamo agli accordi che eliminano le barriere tariffarie e non tariffarie con uno sguardo positivo, ma non si può mettere in discussione il nostro sistema economico o una parte di questo». Tradotto: senza clausola di reciprocità (sui fitofarmaci, sui controlli sanitari e di qualità, sull’utilizzo di manodopera regolare) il Mercosur non passa. Lollobrigida ha rivendicato che la Commissione si è «convinta ad accettare la proposta italiana sulla Pac che torna centrale nelle politiche europee. La dotazione finanziaria», ha specificato, «deve garantire alcuni settori rispetto alle fluttuazioni di mercato. Ma non ci interessa pagare il funerale a qualcuno, ci interessa che qualcuno resti in vita e continui a produrre». La preoccupazione è per un’invasione di prodotti del Sudamerica (il Brasile è già il primo fornitore dell’Ue di materia agricola per quasi 10 miliardi): dalla carne alla soia, dal riso allo zucchero.
Ieri si è svolto anche un vertice dei Paesi di Visegrad. I ministri di Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno detto: «Siamo qui per difendere i nostri agricoltori, la sicurezza alimentare non deve essere oggetto dei giochi politici». L’ungherese Itsvan Nagy ha aggiunto: «Sono a Bruxelles sul campo di battaglia, le preoccupazioni degli agricoltori sono giustificate». Gianmarco Centinaio, vicepresidente del Senato (Lega, ex ministro agricolo) annuncia: «La Commissione europea non può pensare che le garanzie chieste dai nostri agricoltori siano in vendita. Un conto sono le risorse per la Pac, finalmente aumentate grazie al governo italiano, un altro conto è l’accordo Mercosur, per il quale serve reciprocità. Condivido la richiesta degli agricoltori e venerdì andrò ad ascoltare quanti scenderanno in piazza a Milano».
Del pari la Coldiretti sta in guardia sul Mercosur: un sì dell’Italia senza clausola di reciprocità è inaccettabile. Ettore Prandini, presidente, e Vincenzo Gesmundo, segretario, in una nota sostengono: l’annuncio dei 10 miliardi in più sulla Pac «ottenuto grazie al ruolo determinante svolto dal governo e dal ministro Lollobrigida» così come la marcia indietro sui tagli e le modifiche al fondo sulle aree rurali sono positivi, ma ora «devono seguire atti legislativi europei». Coldiretti non si fida della «tecnocrazia di Bruxelles» e annuncia: «Proseguiamo la mobilitazione permanente: dal 20 gennaio e fino alla fine del mese manifestazioni coinvolgeranno oltre 100.000 soci; inizieremo con Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio e si proseguirà in Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. Saranno le occasioni per difendere le conquiste ottenute sulla Pac e chiarire la nostra contrarietà a un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani».
In Francia i trattori stanno preparando l’assedio di Parigi. Ieri è stato approvato un decreto che blocca l’import dal Sudamerica e l’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha detto: «Se Emmanuel Macron firma il Mercosur presento la mozione di sfiducia al governo». La baronessa Von der Leyen deve attendere.
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Ansa
Cupi riverberi, brividi bipartisan senza senso, rigurgiti di una stagione dialetticamente isterica nelle piazze e pure dentro le istituzioni; tutti ricordano Maurizio Landini che pochi mesi fa da un palco invocava «la rivolta sociale». Sull’aggressione romana, le forze dell’ordine hanno sintetizzato i racconti delle vittime: gli assalitori erano a volto coperto, in possesso di coltelli e di radio per comunicare senza il rischio di essere intercettati. Il presidente di Gioventù nazionale Roma, Francesco Todde, ha parlato di «un commando di più di 20 professionisti dell’odio politico» e ha spiegato: «I nostri ragazzi sono stati aggrediti con violenza mentre affiggevano un manifesto che parla di libertà, con l’obiettivo di ricordare come figli d’Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre l’odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee. Mai il nostro movimento si è contraddistinto per attacchi pianificati e violenti per ragioni politiche; al contrario questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni ai nostri danni. Speriamo che la stampa, che un anno fa fece un gran rumore sul pericolo fascismo in Gioventù nazionale, parli anche di questo».
Difficile. Ancora più difficile che qualcuno si scomodi per la targa distrutta a Milano in memoria dell’agente ucciso dagli ultrà della rivoluzione permanente. Perché a tenere banco sono i proiettili alla Cgil, nella logica molto gauchiste dei «dos pesos y dos misuras» (copyright Paolo Pillitteri). Su quelli, con dinamiche e retroscena tutti da scoprire, si è immediatamente scatenata la grancassa del campo largo. Elly Schlein ha lanciato l’allarme selettivo: «Quanto accaduto a Primavalle è inaccettabile, esplodere colpi d’arma da fuoco contro la sede di un sindacato è un gesto di gravità inaudita. È urgente alzare la guardia, i sindacati sono presidi di democrazia e nessuna intimidazione ne depotenzierà il valore».
Più equilibrato Roberto Gualtieri, che si è ricordato di essere sindaco anche del Tuscolano: «Roma è una città che ripudia ogni forma di violenza politica, sia quando si manifesta contro sedi di partito, sindacati e associazioni, sia quando prende la forma di aggressione di strada come avvenuto nella notte in via Tuscolana ai danni dei militanti di Gioventù nazionale mentre affiggevano manifesti. La libertà di espressione e il confronto civile sono gli unici strumenti attraverso cui si costruisce la convivenza democratica».
Riguardo all’idiosincrasia nei confronti delle commemorazioni altrui, gli anni di piombo rimangono un nervo scoperto per la sinistra, che non ha mai voluto farci i conti tramandando alle galassie studentesche e ai centri sociali la mistica fasulla dei «compagni che sbagliano» e dei ragazzi «che volevano fare la rivoluzione». Dipinti come pulcini teneri e inconsapevoli, in realtà erano assassini, ben consci che le P38 sparavano proiettili veri ad altezza d’uomo. È surreale come, a distanza di mezzo secolo, quella parte politica faccia una fatica pazzesca a sopportare che chi ha avuto dei morti (in campo avverso o fra le forze dell’ordine) possa pretendere di ricordarli.
La commemorazione delle vittime (Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni) nel 48° anniversario di Acca Larenzia ha dato spunto a Giorgia Meloni per rilanciare un richiamo non certo alla memoria condivisa - dopo 50 anni a sinistra non si riesce neppure a condividere la pietà per i defunti -, ma a una pacificazione nazionale. Era l’obiettivo di Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi e Luciano Violante ma oggi, con il governo di centrodestra in sella, per l’opposizione è più facile evocare toni da guerra civile. Con indignazione lunare a giorni alterni per il pericolo fascismo.
La premier ha sottolineato come «quelli del terrorismo e dell’odio politico sono stati anni bui, in cui troppo sangue innocente è stato versato, da più parti. Ferite che hanno colpito famiglie, comunità, l’intero popolo italiano a prescindere dal colore politico. L’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale». Riferendosi alla battaglia politica attuale, Meloni ha aggiunto: «Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde sempre. Abbiamo il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare».
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Ecco #DimmiLaVerità dell'8 gennaio 2026. Il commento del nostro Fabio Amendolara: «Gli immigrati che delinquono vengono espulsi ma restano comunque in Italia. E a volte uccidono».