A Milano per far approvare i progetti dovevi cambiare in corsa l’architetto
Palazzo Marino a Milano (Imagoeconomica)
  • Il capo della commissione paesaggio, Giuseppe Marinoni, veniva ospitato da un costruttore in un resort di lusso: «Prima del mio arrivo dirò di coccolarti». Le chat sull’investitore arabo «sparito»: «È stato arrestato da Bin Salman».
  • Oggi l’ex assessore Tancredi dai pm. Saranno ascoltati anche altri indagati. E la Procura potrebbe aprire un altro filone investigativo sulla costruzione di un nuovo edificio di sette piani in viale Papiniano.

Lo speciale contiene due articoli.

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Dopo il caso Torre Futura, intervento prima respinto e poi approvato una volta affidata la progettazione ad Alessandro Scandurra (all’epoca membro della commissione per il paesaggio), ecco un nuovo episodio molto simile emergere da una memoria integrativa dei pm di Milano che indagano sull’inchiesta urbanistica. In pratica, nella Milano di Beppe Sala non basta un buon progetto: occorre che il progettista giusto sia al posto giusto. Il caso dell’intervento edilizio di via Fioravanti 5 – nel cuore del quartiere Isola – sembra confermare una dinamica già emersa in altre parti dell’inchiesta.

Secondo la Procura, l’architetto inizialmente incaricato, Marco Guido Savorelli, sarebbe stato sostituito con Carlo Colombo, figura ritenuta più vicina agli interessi dell’imprenditore Paolo Colombo (anche lui indagato). Architetto milanese, collaboratore della società A++ di Lugano, studio internazionale di architettura e interior design attivo in progetti urbanistici in Italia e all’estero, Colombo risulta strettamente legato a Giuseppe Marinoni, presidente della commissione per il paesaggio (accusato di corruzione, conflitto d’interessi e false dichiarazioni) con il quale condivide non solo relazioni personali, ma anche attività professionali di pianificazione urbanistica. Le comunicazioni intercettate mostrano che Colombo cura i propri progetti , ma agisce anche da facilitatore. Il caso del progetto edilizio in via Fioravanti 5 è considerato emblematico: Colombo avrebbe ottenuto l’approvazione agevolata del progetto e pilotato la sostituzione del progettista originario con un professionista a lui legato. La motivazione? Secondo una memoria integrativa degli inquirenti Marinoni avrebbe orientato l’intera operazione, rimuovendo l’architetto originario per facilitare un iter più «allineato» agli interessi di chi spingeva il progetto.

È in questo contesto che proprio Marinoni, architetto e figura centrale dell’urbanistica milanese degli ultimi anni, comparirà davanti al giudice Mattia Fiorentini per le indagini preliminari per rispondere all’accusa di corruzione: rischia il carcere. Secondo l’informativa della Guardia di Finanza, Marinoni avrebbe operato per anni in una posizione di forza all’interno della macchina pubblica milanese: da presidente della commissione per il paesaggio avrebbe promosso e agevolato iniziative urbanistiche su cui lui stesso o i suoi partner avevano interessi economici diretti, grazie a rapporti consolidati con investitori privati e al sostegno politico dell’assessore, Giancarlo Tancredi. Marinoni è uno che conta. Il 16 luglio 2024 scrive a Federico Pella di J+S: «Il ministro dell’Ambiente mi ha chiesto se conosco qualche società che progetta infrastrutture. Io ho detto che sono partner di una società che non solo progetta infrastrutture. Ma infrastrutture sostenibili!», vantando così i suoi contatti e il ruolo in una società del settore.

Del resto è un sodalizio duraturo, personale e professionale, quello tra Marinoni e Colombo, che emerge con chiarezza dagli scambi intercorsi dal 2017 a oggi. I due condividono progetti, missioni all’estero e una visione comune per l’espansione immobiliare tra Italia e Paesi emergenti. Fin dalle prime chat si intuisce il ruolo attivo di Marinoni nella ricerca di aree da sviluppare all’estero, su input dello stesso Colombo Tra le mete comuni, Andermatt, Dubai, Istanbul, fino all’Azerbaijan. Ma il rapporto va oltre la progettazione. La fidanzata di Marinoni, Jana Vassiljeva, entra persino in campo per promuovere il libro del compagno in vista della Cop29 a Baku, proponendone la traduzione in russo.

Spunta anche l’eco di una vicenda oscura: «Al Hokair è tra i 200 arabi arrestati… ecco perché era sparito», scrive Marinoni nel 2017 a Colombo, riferendosi a un investitore mediorientale dato per prossimo a un viaggio a Milano. La frase si riferisce alla grande retata anticorruzione avvenuta in Arabia Saudita nel novembre 2017, voluta dal principe ereditario Mohammed bin Salman. In quell’occasione furono arrestati circa 200 tra principi, ministri e uomini d’affari.

E’ una lunga trama fatta di confidenze e viaggi d’affari, in cui, come dice Marinoni, «non possiamo perdere occasione». Il presidente della commissione paesaggio coordinava le strategie, curava le brochure con J+S – società con cui aveva rapporti economici continuativi (369.000 euro tra il 2022 e il 2025) – e influenzava le valutazioni. Marinoni beneficiava anche di altre utilità in relazione al suo ruolo. Nel 2023 è stato ospite con la compagna in tre occasioni – a maggio, luglio e settembre – in un resort di lusso a Costa Merlata, Ostuni, di proprietà dell’imprenditore Ennio Bozzarelli (amico di Colombo e anche lui «svizzero») interessato a vari progetti immobiliari nel capoluogo lombardo. Tra questi c’era un albergo diffuso in via Lecco – progetto «tornato in auge»” nel 2023 – e altri due in via Quaranta e via Macchi. Le comunicazioni avvenivano tramite l’app Signal.

Bozzarelli, in alcune chat agli atti, scrive: «Grazie a te Giuseppe x interessarti al mio progetto. È stato un piacere avervi ospiti», e ancora: «Sono felice che domani sarai al resort […] fai come l’ultima volta, dirò […] di coccolarti in attesa del mio arrivo». Viene documentato anche un invito Vip allo stadio San Siro per il derby del 16 settembre: «Ho posti in tribuna rossa, ci sarò anche io con altri 2 amici e verrà anche a trovarmi ex arbitro di serie A Paparesta».

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