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Al Met 2018 le star omaggiano papi e martiri. Per la star di Sex and the City, il presepe si porta in testa

Popolo di santi e di peccatori.
Al Met Gala va in scena l'arte cristiana interpretata dai maggiori stilisti internazionali. Kim Kardashian è fasciata in un abito dorato firmato Versace, madrina dell'evento insieme alla papessa Rihanna che ha invece optato per un look Maison Martin Margiela (sotto la guida del direttore creativo John Galliano). Lily Collins, figlia del famoso musicista, si è invece vestita da Maria Addolorata grazie all'aiuto di Givenchy mentre la giovane attrice Zendaya ha interpretato sul red carpet una moderna Giovanna d'Arco nata dall'estro artistico di Donatella Versace. Insieme a loro, Katy Perry anche lei in Versace ma con grandi ali bianche e dorate e Amal Clooney in Richard Quinn.

Come ormai da tradizione, anche quest'anno è stato un susseguirsi di stravaganti copricapi, primo tra tutti quello scelto da Sarah Jessica Parker. L'attrice resa nota da Sex and The City e famosa per le sue stravaganti scelte di moda, si è presentata sul tappeto rosso in Dolce&Gabbana con in testa un presepe della migliore tradizione italiana.

Il gala ha come sempre sancito l'apertura della nuova mostra ospitata al Metropolitan Museum di New York che quest'anno, oltre a pezzi di archivio di alta moda, raccoglie alcuni tesori del Vaticano che fino a oggi non avevano mai lasciato Roma.


  • Leggi qui il commento di Francesco Borgonovo alla mostra Heavenly Bodies
Meloni: «La sinistra vuole la patrimoniale, noi ridurre le tasse»
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier a Confcommercio: «Altri tagli per il ceto medio». Ok in cdm alle nuove norme per un’IA a servizio dell’uomo.

«L’Italia non è la repubblica delle banane». Non le manda a dire il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’assemblea di Confcommercio che si è tenuta ieri all’auditorium della Conciliazione di Roma. «Qui si rispettano le regole: come ricordava il presidente Sangalli, non c’è mercato senza regole, e senza regole non ci sono imprese sane e non c’è crescita».

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Edicola Verità | la rassegna stampa dell'11 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'11 giugno con Carlo Cambi

La nuova guerra iniziata da Teheran è quella di logoramento verso Trump
(Ansa)
Ancora nulla di fatto nei negoziati. Il tycoon, che minaccia ulteriori raid, inveisce: «L’Iran fa il bullo, vuole farci fessi». Il capo della Casa Bianca e Netanyahu allineati sugli ultimi attacchi contro il regime.

Torna a traballare il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri mattina, gli Stati Uniti hanno effettuato alcuni attacchi contro l’Iran come ritorsione all’abbattimento di un elicottero statunitense da parte del regime khomeinista. I pasdaran, per reazione, hanno usato dei droni contro la Quinta flotta americana in Bahrein per poi lanciare missili ai danni delle basi di Washington presenti in Giordania e Kuwait.

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La sanità sarà a pagamento per gli italiani all’estero. I clandestini? Tutto gratis
Imagoeconomica

I connazionali emigrati sborseranno 2.000 euro l’anno per potersi curare in un ospedale della penisola. Ci può stare dato che non versano qui le tasse. Però è ingiusto che i migranti siano assistiti per ogni cosa.

Gli italiani residenti in un Paese extra Ue dovranno pagare duemila euro l’anno nel caso decidano di tornare per farsi curare in un ospedale della penisola. Invece i clandestini che non dovrebbero soggiornare in Italia e andrebbero espulsi potranno continuare a beneficiare del Servizio sanitario nazionale gratuitamente. È uno dei paradossi dell’accoglienza, conseguenza di quell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, garantendo cure a spese dei contribuenti a chiunque sia ritenuto indigente.

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