Con oltre 20 mostre, 100 autori e varie sedi espositive, fino al 23 ottobre 2022 la città di Lodi torna a ospitare il Festival della Fotografia Etica, arrivato quest’anno alla tredicesima edizione. Tante le novità, a partire da una tappa, l’unica italiana, del World Press Photo , il celebre concorso internazionale di fotogiornalismo e fotografia documentaria più famoso al mondo.
Con oltre 20 mostre, 100 autori e varie sedi espositive, fino al 23 ottobre 2022 la città di Lodi torna a ospitare il Festival della Fotografia Etica, arrivato quest’anno alla tredicesima edizione. Tante le novità, a partire da una tappa, l’unica italiana, del World Press Photo , il celebre concorso internazionale di fotogiornalismo e fotografia documentaria più famoso al mondo.Etica, no profit e una visione globale del mondo sono i punti cardine del Festival della Fotografia di Lodi, un Festival non tematico, ma che racconta tante storie. Storie speciali ed emozionanti, che parlano di cronaca ed attualità, di guerra e di ecologia, di natura e scienza, di animali e alberi, di vecchi e di bambini, di emarginati e ricchi. Vicende tragiche e felici. Eccezionali o normali. Comunque storie «necessarie», che cristallizzano i momenti e su quei momenti fanno riflettere. Ora, adesso,come fra cent’anni. Perché la fotografia è un’arte «a lungo termine», che invita a fermarsi e a pensare. E’ lentezza e sintesi, capacità di catturare in un attimo il tempo che passa. Ecco. Il Festival della Fotografia Etica va visto proprio con lentezza, magari in più giorni, per godere appieno della bellezza di queste mostre e dei luoghi che le ospitano.Palazzo Barni e il World Report AwardCuore della manifestazione Palazzo Barni, suggestiva dimora nobiliare a pochi passi da Piazza Maggiore – il salotto di Lodi - che ospita le cinque sezioni del World Report Award - Documenting Humanity con i relativi vincitori. Di struggente bellezza Eustasy, il lavoro del fotografo brasiliano Felipe Fittipaldi (vincitore della categoria Master) che documenta lo scontro fra le acque del fiume e del mare, acqua salmastra che fagocita acqua dolce e avanza spietata in una zona rurale del Brasile, provocando vittime e spopolamento. Una distruzione lenta, che ingoia città e paesi, una storia di migrazione ambientale che Fittipaldi coglie nei luoghi più che nelle persone. Nelle case distrutte, scure, desolate e abbandonate, cui gli umani – altrettanto tragici – fanno da contorno.A seguire, di grande impatto emotivo Uncovering Iraq, reportage in bianco e nero di Alessio Manno che ha documentato il lavoro di un team di esperti iracheni e internazionali per portare alla luce centinaia di fosse comuni . Di queste immagini, forti e toccanti, colpiscono le didascalie, lunghissime (perché raccontano una storia) e semplici, caratteri neri su scarni fogli bianchi (perché la sostanza deve prevalere sulla forma). Di tutt’altro genere, le immagini gioiose e colorate della fotografa (e commercialista) bolognese Isabella Franceschini – vincitrice della categoria Short Story - straordinario racconto di giovani cittadini che sostengono valori democratici e di Michelle, una ragazza di soli 15 anni, la sindaca più giovane d’Italia e la prima ad accedere alla carica di consigliere regionale.A chiudere il giro di mostre a Palazzo Barni, la storia sulla gioventù tedesca durante il lockdown del fotografo teutonico Valentin Goppel e le immagini che mostrano, nei loro toni cupi e scuri, l’impatto negativodella Brexit sulla vita di molte persone. Un racconto intimo, che porta la firma della reporter norvegese Line Ørnes Søndergaard.Ex Chiesa dell’Angelo e Giardini di Viale IV NovembreOrsi bianchi, pinguini, scimmie, gufi, ghiacciai, deserti, foreste, fiumi, mari e laghi. Assolutamente da non perdere, nella cornice dell’ Ex Chiesa dell’Angelo ( e nei Giardini di Viale IV Novembre), lo Spazio Approfondimento, che quest’anno ospita il progetto di Vital Impacts, un gruppo di fotografi della celebre rivista National Geographic (e non solo) che hanno fatto squadra per venire in soccorso della natura e farci riflettere sui tanti problemi che affliggono il nostro pianeta. Un progetto importante e di denuncia, che diventa mostra per la prima volta e che parla di ecologia, animali, ambiente. Di una Natura straordinaria, ma che stiamo irrimediabilmente perdendo, maltrattando, distruggendo.World Press Photo allo spazio Bipielle ArteNovità assoluta d questa edizione, quest’anno al Festival della Fotografia Etica di Lodi fa il suo arrivo il World Press Photo, con l’esposizione - ospitata presso lo spazio Bipielle Arte - dei vincitori del 2022. Il grande concorso internazionale di fotogiornalismo e fotografia documentaria più famoso al mondo, che si svolge da oltre 50 anni e indetto dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam, vede Lodi protagonista con una tappa del suo tour che conta oltre 100 città nel mondo. Quasi 150 immagini che arrivano dai 5 continenti per raccontare storie incredibili. I lavori premiati sono stati scelti tra i 64.823 candidati, tra fotografie e open format, realizzati da più di 4.000 fotografi provenienti da 130 paesi del mondo: si tratta di lavori firmati per le maggiori testate internazionali, come National Geographic, BBC, CNN, Times, Le Monde, El Pais che si contendono il titolo nelle diverse categorie del concorso di fotogiornalismo.Palazzo Modignani, Le Vite degli AltriTra i sei bellissimi focus fotografici ospitati a Palazzo Modignani, altra importante dimora storica della città situata fra via XX Settembre e il centralissimo corso Roma, di grande attualità e originalità e assolutamente da vedere il progetto del cinese Xiangyu Long, che con TikTok in Kham ha documentato come un video di sette secondi caricato su TikTok ha trasformato un pastore di yak del Tibet in una celebrità online nel giro di una notte, producendo un impatto profondo sul suo villaggio natale. Della fotografa canadese Barbara Davidson, davvero commovente Valeries and Henry :Unhoused but Unbroken, la storia di due dei 65.000 senzatetto di Los Angeles, dal loro matrimonio all’allontanamento dal parco in cui risiedevano, dalla loro nuova vita in un furgone al ritorno alla vita di strada. Sempre parte del tema Le Vite degli Altri, il russo Misha Maslennikov con The Don Steppe, uno spaccato molto realista di quella che è la vita nella steppa russa e il francese Thomas Morel-Fort con Donna, a Filipina Life of Sacrifice, in cui cattura le vite dei lavoratori filippini senza documenti impiegati presso le case dei ricchi a Parigi e in Costa Azzurra.Palazzo della Provincia. Uno Sguardo sul MondoGrande attenzione, come sempre, per la sezione Uno Sguardo sul Mondo, visitabile presso il Palazzo della Provincia, che quest'anno propone due percorsi realizzati in collaborazione con Agence France-Press attraverso lo sguardo di diversi fotogiornalisti che hanno raccontato alcune delle tematiche internazionali più calde: quali la guerra in Ucraina e la situazione in Afghanistan un anno dopo la ripresa del potere da parte dei Talebani.Il circuito FFE – OFFContemporaneamente al Festival, si svolge FFE – OFF, un circuito di mostre fotografiche esposte in negozi, bar, ristoranti, gallerie, circoli culturali e aree pubbliche della città. Lo scopo di FFE – OFF è quello di valorizzare e diffondere le opere di chiunque voglia proporre le proprie realizzazioni. Per questo motivo non ci sono vincoli tematici o di genere, in quanto FFE – OFF non è un’estensione del programma principale del Festival della Fotografia EticaQuesti, a mio parere, gli appuntamenti imperdibili del Festival della Fotografia Etica 2022, un’edizione caratterizzata oltre che dalla qualità delle mostre anche da un alto livello di incontri, visite guidate con i fotografi, letture portfolio, presentazioni di libri e attività educational, organizzate - come di consueto - in presenza, ma anche online.Una manifestazione di respiro internazionale per chi ama la fotografia, ma anche un'occasione per scoprire il territorio, la sua arte e, perchè no, anche la sua cucina...Il programma completo delle mostre e degli incontri è consultabile sul sito del Festival
Greta Thunberg (Ansa)
Greta Thunberg prosegue il suo tour da attivista, tingendo di verde il Canal Grande per denunciare un presunto «ecocidio», consapevole che nessun magistrato si muoverà per lei. Luca Zaia tuona: «Sono gesti che rovinano Venezia, necessari interventi».
Se c’è di mezzo Greta Thunberg e il vandalismo viene fatto passare come «grido di dolore» per il pianeta Terra «distrutto dall’uomo», i magistrati tacciono. Forse le toghe condividono lo scempio operato ancora una volta nelle nostre città tingendo di rosso o di verde la Laguna di Venezia, fiumi, laghetti, torrenti.
Giorgia Meloni (Getty)
Oggi vertice a Ginevra tra Ucraina, Stati Uniti e Unione sui punti della pace con Mosca. Troppi soldi e morti: si doveva siglare prima.
È il 1.368° giorno di guerra in Ucraina. Dopo quasi quattro anni dall’invasione della Russia, è il momento cruciale. Pace, ultima chiamata; o finirà adesso questa carneficina o non ci saranno più strade da percorrere. A scrivere le condizioni Stati Uniti e Russia; Unione europea messa con le spalle al muro. Come sempre. Né l’Ucraina, né i Paesi dell’Ue sono stati consultati. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, insieme al primo ministro britannico Keir Starmer, al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz, concordano sulla necessità di un «piano alternativo». Merz aggiunge: «Tutti i membri del G20 devono assumersi le proprie responsabilità, non solo per interessi economici». Ma Donald Trump schiaccia Zelensky alle corde.
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Kiev compenserà le perdite con le garanzie di sicurezza; gli Usa possono dividere Cina e Russia; Mosca sogna di riprendere fiato; il Vecchio continente potenzierà l’industria.
Analisi costi/benefici del piano statunitense per la cessazione del conflitto in Ucraina: viene tentata una valutazione dal punto di vista/interesse degli attori coinvolti, cioè Stati Uniti, Russia, Ucraina, Ue e Regno Unito e Cina. Tecnicamente appare prematuro tentare questo tipo di analisi, ma c’è un dato che la orienta: gli europei rilevanti dell’Unione e il Regno Unito hanno dichiarato che il piano americano è una «base» per arrivare a una pace equilibrata. L’Ucraina, nei giorni scorsi, aveva già dichiarato la volontà di discutere con l’America, ma senza respingere a priori un piano che appariva sbilanciato per eccesso di penalizzazione dell’Ucraina stessa.







