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Saviano in crisi d’idee ridotto a scrivere appelli

Saviano
 in crisi d’idee ridotto a scrivere
 appelli
Ansa

C'è un uomo da salvare. Il poveretto annaspa, si sbraccia e chiede aiuto, ma nessuno sembra considerarlo. Di più: nessuno ha voglia di correre in suo soccorso, preferendo ignorarne le grida per abbandonarlo in fretta al proprio destino.

Ma che vuole Saviano? Con chi ce l'ha? A quest'ultima domanda è facile rispondere: ce l'ha con Salvini, che essendo al momento il politico di maggior rilievo, è il solo che possa garantire un po' di visibilità a chi lo attacca e dunque anche allo scrittore, il quale da star internazionale è di recente stato retrocesso nella classifica della popolarità (e soprattutto delle vendite in libreria). Il ministro dell'Interno, secondo Saviano, meriterebbe una mobilitazione nazionale di ballerini, stilisti e cuochi (possibilmente stellati): un esercito di Vip che come un sol uomo si contrapponga al numero uno del Viminale e alla sua politica di chiusura dei porti agli immigrati. Il gomorroico (i suoi articoli non devono scendere mai sotto le diecimila battute per poter somigliare a dei piccoli saggi di pensiero) vorrebbe veder sfilare cantanti e attori, forse ispirato dal fenomeno americano, dove lo star system hollywoodiano è sceso in piazza contro il puzzone della Casa bianca. Qualche attrice come Susan Sarandon si è fatta addirittura arrestare durante la marcia anti Trump a Washington e ciò ha consentito alla manifestazione di conquistare qualche titolo sulla stampa quotidiana, in particolare quella italiana.

Ecco, Saviano sogna una marcia anti Salvini come quella davanti a Capitol Hill. Lui, Benigni, la Mannoia, lo chef Rubio, Caparezza, Costantino della Gherardesca, Fabio Fazio, Gad Lerner, Edoardo Albinati (quello che si augurava il bambino morto pur di far sloggiare questo governo), Zerocalcare, Carolina Crescentini, Fedez e Chiara Ferragni, tutti uniti nella lotta davanti al Viminale, in nome dei migranti e dell'accoglienza.

«Il silenzio, oggi, è un lusso che non possiamo permetterci. Il silenzio oggi è insopportabile», si dispera il povero Saviano a cui nessuno dei destinatari dell'appello risponde. «Non abbiamo scelta», insiste. «Oggi tacere significa dire: quello che sta accadendo mi sta bene». L'autore di Gomorra, per la verità, non è nuovo a questo genere di cose. Da quando gli si è inaridita la vena artistica si dedica con passione a lanciare appelli, quasi sempre sposando cause perse. Tempo fa ne lanciò uno contro il processo breve, salvo poi lamentarsi dei processi troppo lunghi. Poi, essendo trascorsi novant'anni, si fece interprete di una petizione per non dimenticare Sacco e Vanzetti, essendo l'esecuzione dei due anarchici di stretta attualità. Nel mezzo gli scappò anche una petizione pro canna libera in libero Stato, al grido di «legalizziamo la cannabis per un Paese migliore». Nella speranza di guadagnare un po' di visibilità, Saviano ha sposato perfino Emmanuel Macron, salutando l'elezione del Napoleone tascabile tanto caro a Brigitte come un'occasione storica per rifondare il progetto europeo. Non poteva mancare la Siria: per denunciare il silenzio che circonda i crimini di Assad, lo scrittore scelse un'immagine forte, facendosi fotografare con la mano su bocca e naso e invitando altri Vip a fare altrettanto.

Sempre pronto a farsi paladino, a parole, di qualsiasi causa gli porti notorietà e lo faccia apparire un San Giorgio contro il drago del male, l'unica volta che qualcuno gli ha rivolto un appello, lui se l'è data a gambe. Giorni fa, lo scrittore Sandro Veronesi gli propose di salire bordo delle navi delle Organizzazioni non governative, per trasformarsi in scudo umano pro migranti. Alla sollecitazione Saviano rispose dicendo di essere pronto «a ricacciare questo rigurgito (salviniano, ndr) nella fogna», e dichiarandosi intenzionato a invocare «una insurrezione civile e democratica contro questa barbarie fondata sulla menzogna sistematica». Ma poi, di un suo imbarco non si è avuta notizia.

Un leone da tastiera.

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I giovani cercano soltanto stimoli per avere un posto nella società
(IStock)
Un incontro con dei liceali desiderosi di capire il mondo apre speranze sul futuro.

Ho ricevuto nella mia casa di Verona una decina di studenti liceali veneti, friulani e triestini che avevano chiesto un incontro per un consulto sulle loro scelte universitarie. Ma i contenuti emersi nel dialogo sono stati sorprendenti e vorrei condividerli con i lettori perché motivo di ottimismo per il futuro.

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Giorgetti non cade nel trappolone della Ue
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Dopo l’apertura di Dombrovskis sulla possibile uscita dalla procedura d’infrazione in autunno, purché si evitino scostamenti per l’energia, il ministro ribadisce il suo credo: «Norme sbagliate generano conflitti. Nell’incertezza servono soluzioni realistiche».

Giancarlo Giorgetti non sa più come dirlo: in un momento di crisi come quello che sta attraversando praticamente l’intero pianeta, con la guerra di Usa e Israele contro l’Iran, con la conseguenza del blocco dello Stretto di Hormuz, che sta già facendo sentire i suoi effetti sui prezzi del carburante e quindi della vita soprattutto in Europa, occorre cambiare registro e liberarsi dai lacci delle regole della Ue, o almeno renderle flessibili, adeguarle alla situazione attuale.

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Ecco una preparazione co coniuga la Primavera con un classico della cucina di magro: il baccalà con i ceci. Se si afa in questo modo il piatto acquista freschezza e diventa saporito pur rimanendo nutriente e leggero. Si prepara in pochissimi minuti e il successo è garantito.
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