Giancarlo Saran
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Quel babà che indusse Pertini in tentazione

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Diete quirinalizie: il presidente, costantemente a stecchetto, capitolò di fronte allo zabaione. Giovanni Leone sdoganò lo spumante, Francesco Cossiga era un picconatore di bottarga. La figlia di Oscar Luigi Scalfaro inventò i menù con gli affreschi in copertina. Sergio Mattarella adora zuppe e timballi.
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Quei piatti italiani nati nei ghetti degli ebrei

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Tortelli di zucca, orecchiette con cime di rape, sarde in saor e altre delizie sono frutto di contaminazioni con la cucina giudea Numerose ricette sono state messe a punto nelle corti medievali. Perfino il cacciucco avrebbe avuto la benedizione di un rabbino.
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Cucina ebraica, la Bibbia imparata nel piatto

Ansa

Regole ben precise indicano ciò che è «kosher», cioè permesso. Vietati equini, maiali, lepri e conigli. Esaltata l'oca, che divenne anche oggetto di posta nelle partite d'azzardo nel ghetto. Il pane azzimo simboleggia la Pasqua, ricordando l'esodo dall'Egitto.
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Bitto, la disfida si gioca a colpi d’inchiostro

Giancarlo Saran

I casari firmano le forme di formaggio per contraddistinguerle da quelle del consorzio Dop, che ha modificato il disciplinare della tradizione. L'origine risale ai celti, che trovarono rifugio in Valtellina. A Gerola veniva distribuito all'uscita della messa.
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Oltre le curve della bella Valentina. Il Crepax sconosciuto in mostra

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A Bassano del Grappa un evento per ricordare il disegnatore: c'è il suo celebre e conturbante personaggio, ispirato alla moglie Luisa. Ma anche le sue creazioni meno note, come quelle servite per famose pubblicità.
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Una trappola d’amore «cucina» il pesce spada

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Da sempre i pescatori sanno che, colpendo la femmina, si cattura il maschio. Re dello stretto di Messina, ha ispirato Ulisse e Strabone, che ne esaltò la caccia. Prediletto da Alexandre Dumas, fu servito alle truppe garibaldine e dato in dono a papa Leone XIII.
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Le beccacce, regine del bosco e dello spiedo

Dal Rinascimento gustate in arrosto con il pane condito dal grasso. De Guy De Maupassant scrisse un'opera sui nobili pennuti, mentre Hernest Hemingway le rese protagoniste della cena finale in «Addio alle armi». E a loro è dedicato anche il premio letterario L'Arcera.
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D’oro, salato, tropical: il panettone vive una nuova giovinezza

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Le infinite declinazioni del dolce milanese: al vin brulè, al cocco e ananas, con il parmigiano o ricoperto da una foglia a 24 carati. Ma non solo, dopo i panettoni firmati dagli chef stellati, ecco comparire quelli brandizzati da marchi famosi come nel caso di Fiasconaro le cui latte sono firmate Dolce & Gabbana.
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Panettone, da pane a dolce a colpi di doping

Nacque alla fine del 1400 da un po' di farina arricchita con burro, uvetta, uova. Le lievitazioni multiple lo hanno ingigantito, la forma attuale gli è stata data da Motta negli anni Venti. Era la perla della Milano dei signori, ma poi la sua fama si è estesa in tutta Italia.
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Bue grasso, nato con l’X factor per il bollito

Il bovino di Carrù, enormi natiche e cosce muscolose, mette il turbo al piatto di cui andavano ghiotti Camillo Benso di Cavour e Vittorio Emanuele II. Frutto di una mutazione genetica spontanea avvenuta nel 1886, ha reso speciale la fassona piemontese.