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2019-12-16
Più di un milione e mezzo di italiani non ha mai fatto sesso
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Quella che nel mondo è conosciuta come «recessione sessuale», ovvero quel fenomeno per cui i più giovani, i millennials, preferiscono fare di tutto tranne che sesso, in Italia non esiste. Pur essendo cambiate le modalità con cui ci si approccia all'attività sessuale, il nostro Belpaese mantiene inalterata la fama che ci vuole, uomini e donne, «grandi amatori». Siamo solo un po' più social, un po' più iperconnessi, ci conosciamo magari attraverso internet e non più al bancone del bar come succedeva fino a 20 anni fa, ma non abbiamo paura di tenerci per mano per strada - come invece succede nell'avanzatissimo Giappone - o di mostrarci in coppia per paura di essere giudicati o tacciati di essere sovraesposti, come nella finta apertissima America.
Secondo il rapporto Censis-Bayer sui nuovi comportamenti sessuali degli italiani, 15,5 milioni di nostri connazionali di età compresa tra 18 e 40 anni ha senza paura affermato non solo di fare abbastanza sesso nel quotidiano ma di esserne soddisfatta e di riuscire a sperimentare una molteplicità di pratiche che affiancano e a volte sostituiscono i rapporti completi. Una cosa forse impensabile 20 anni fa, ma che oggi sembra invece essere qualcosa di così normale da non vergognarsene nemmeno un po'. È un rapporto, quello con il sesso, che gli esperti definiscono «decomplessato» ovvero privo di barriere che fino a una generazione fa sembravano invalicabili.
Ma cosa è cambiato? Innanzitutto la parità di sessi. Fino a qualche anno fa, «fare sesso» era cosa da uomini. Le donne non prendevano l'iniziativa, non ne parlavano e soprattutto si vedevano quasi imposta l'obbligatorietà di consumare rapporti solo ed esclusivamente con il proprio partner. In alcune aree dell'Italia, solo dopo il matrimonio. Oggi tutta questa differenza non esiste più, anzi. I ruoli sembrano essersi completamente capovolti. Una donna che prende l'iniziativa non viene vista come un essere raro, parlare e raccontare non solo le proprie esperienze ma dare consigli pratici e utili su come vivere al meglio il sesso è qualcosa di così normale da aver invaso la vita quotidiana, i social e le riviste. Ma a essere cambiata è anche la visione del sesso. È letteralmente decollata la concezione del sesso legato al piacere, la dimensione molto individuale anche dentro le coppie. Secondo il rapporto Censis-Bayer, è nesso sesso-amore ad aver cambiato volto. Se infatti nella fascia di età tra i 18 e i 40 anni di venti anni fa era molto più stretto, oggi il sesso lo si fa soprattutto per una ricerca spasmodica del proprio piacere. A colpire anche in questo caso è l'evoluzione delle donne: solo 20 anni fa, e parliamo degli inizi del 2000, non degli anni Cinquanta o Sessanta, solo il 37,5% riteneva sesso e amore separabili. Oggi, la percentuale è cresciuta fino al 77,4% e non si distanzia poi così tanto dagli uomini che considerano il sesso senza amore fattibile nell'81,8% dei casi.
Non è dunque vero che i giovani fanno meno sesso, o meglio: è vero che l'età in cui si fa sesso è molto cambiata. Ma chi pratica attivamente la propria sessualità, lo fa tanto e soprattutto con partner diversi. L'83,5% di chi ha tra i 18 e i 40 anni ha avuto esperienza di rapporti sessuali completi, il 6,3% ha avuto solo rapporti incompleti e il 10,2% non ha avuto rapporti sessuali. Tra chi ha avuto rapporti sessuali completi, l'8,4% ha una vita sessuale molto attiva (pratica sesso una volta al giorno), il 33,2% attiva, con rapporti sessuali due o tre volta alla settimana: il 41,6% pertanto ha una vita sessuale intensa. Poi il 27,7% fa sesso una volta alla settimana, il 21,2% meno di una volta alla settimana ma entro i tre o quattro mesi, e il 3,9% ha una vita sessuale rarefatta, cioè pratica sesso una volta ogni cinque, sei mesi o più.
Oggi dal sesso si attendono, e ottengono, piacere più che amore, e poi passione e complicità: la sessualità contribuisce, più e meglio di altre sfere della vita dei giovani, alla micro-felicità quotidiana, così importante in una società percepita come difficile e ostile. Sarà l'avvento di programmi come Tinder, l'ormai quotidianità del porno, l'accettazione di oggetti come i sex toys, ma per attività sessuale oggi si intende sempre più un arco di prestazioni, pratiche individuali e o di coppia, fisiche o mentali distinte e, a volte, alternative ai rapporti completi. Una vera e propria ubriacatura di opportunità raccontata in grande libertà da maschi e femmine: la sperimentazione è la cifra di una sessualità orientata al piacere soggettivo, dentro e fuori le coppie stabili, superando la distinzione tra la sessualità di routine e normalizzata delle coppie stabili e quella tutta passione e novità di solito legata all'infedeltà o alle avventure sporadiche.
Tutto viene rigiocato, dai maschi come dalle femmine, in chiave di piacere soggettivo. E persino un universo controverso e tradizionalmente di fruizione maschile come la pornografia trova ora una collocazione significativa e stabile nella sessualità delle donne giovani e in quella delle coppie stabili.
A non mancare, è l'area no sex. Oggi sono 1,6 milioni gli individui tra i 18 e i 40 anni che mai hanno fatto sesso nella vita, 700.000 non fanno sesso in questo periodo, mentre l'astinenza è capitata almeno una volta a 13 milioni con una durata media di 6 mesi. E sono circa 220.000 le persone tra i 18 e i 40 anni in "coppie bianche", con relazioni affettive stabili ma senza alcun rapporto sessuale.
Adesso il sesso si fa con gli avatar 3d
L'idea è nata qualche mese fa su uno dei forum più famosi degli Stati Uniti: Reddit. Il portale che ospita migliaia di utenti ogni giorno ha assistito alla creazione di un numero sempre più alto di «thread» (pagine di discussione, ndr) dedicati al sesso 3d. L'idea non è certo nuova, il porno in realtà virtuale esiste già da diversi e anni, ma quella promossa su Reddit è un'idea decisamente diversa dal solito.
Il software usato dagli utenti interessati al sesso 3d si chiama Virt-A-Mate e viene utilizzato dai programmatori vr per creare giochi e simulazioni. Un utente ha però spiegato come col tempo abbia iniziato a sfruttare questo programma «per soddisfare le mie fantasie sessuali o replicare incontri sessuali avuti con le mie ex». Avete capito bene. Grazie a una specifica componente di questo software - chiamata Foto2Vam - è possibile utilizzare le foto di una persona in carne ed ossa e creare così un modello 3d identico all'originale. L'unica differenza? L'avatar è completamente nelle vostre mani e potete fargli fare tutto ciò che desiderate.
I giornalisti di Vice hanno per primi raccontato questo nuovo trend, inserendo alcuni dei commenti trovati su Reddit. Ad esempio, un ragazzo racconta come «Foto2Vam mi ha permesso di sentirmi ancora lì» per poi elencare una serie di pratiche sessuali che a oggi svolge virtualmente insieme alle sue ex ragazze (ignare che questo stia accadendo). Un altro utente ha dichiarato che d'ora in poi sarebbe utile chiedere alle ragazze «di posare da più angoli con un'espressione neutra e una luce diffusa per un paio di foto» per poi aggiungere che trova «fantastico modificare la realtà e aggiungere protesi alle tette, etc». Insomma, non c'è niente di meglio che avere completo potere su un'altra persona, che magari ti ha mollato qualche mese prima o ancora meglio non ha mai voluto nulla a che fare con te.
La comunità Virt-a-Mate su Reddit vanta circa 7.600 e sono tanti a offrire avatar su misure per circa 1.000 dollari. Ma basta avere dimestichezza con codici e i maggiori programmi di fotoritocco come Photoshop per imparare a creare il proprio avatar in maniera autonoma. È stata addirittura creata una pagina Wikipedia dove il processo per creare la propria figura è spiegato in maniera semplice e intuitiva. Per modellare una vagina 3d realistica, ad esempio, basta partire da un modello di Renderotica, community e marketplace per il porno 3d. Ma non solo, si possono acquistare anche una serie di modellazioni come «espressioni da orgasmo» a soli 2 dollari, oppure scene più complesse per un massimo di 32 dollari.
I sostenitori di questa pratica sono decisamente restii a parlare del loro nuovo hobby, ma alcuni dei creatori presenti sulla piattaforma di crowdfunding Patreon difendono questa pratica, ritenendo che l'uso di Vam non abbia niente di diverso «da qualsiasi gioco per adulti» o «un busto con l'argilla o fare uno schizzo su un foglio di ricordi e volti» e che i creatori non hanno alcuna responsabilità «se cambiano il nome della persona». In poche parole, basta dare alla tua ex un nome di fantasia e sei libero da qualsiasi senso di colpa. Questa soluzione non vale però quando si tratta di personaggi famosi. Nelle principali community del porno 3d è possibile trovare decine di modelli di celebrità come Emilia Clarke (Daneerys nel Trono di Spade), Natalia Portman, Emma Watson e Nicki Minaj. Il nome utilizzato può essere diverso, ma la loro riconoscibilità è talmente alta che anche uno pseudonimo può fare ben poco, soprattutto quando questo rimanda al vero nome o nei commenti compaiono poi riferimenti espliciti. Sul portale Daz 3d, un avatar dell'attrice Natalie Portman costa soltanto 19,95 dollari. Senza leggi specifiche e con i continui progressi nel campo della realtà virtuale, questo trend non potrà che prendere piede, diventando sempre più coinvolgente e realistico. Sono tanti i sex toys da collegare al proprio visore per un'esperienza davvero realistica. Ma a che prezzo?
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Digitalizzazione, i rapporti virtuali e l'ampio utilizzo di sex toys, secondo un rapporto Censis, hanno cambiato le abitudini. Anche se siamo in controtendenza: il 33,2% di italiani tra i 18 e i 40 anni ha dichiarato di avere un'attività sessuale molto attiva. Con meno di 1.000 euro e un visore per la realtà aumentata si può creare l'immagine della donna o dell'uomo con cui si vorrebbero intrattenere pratiche sessuali. Il rischio di stalking e ossessione verso la persona 3d è altissimo. Lo speciale contiene due articoli.Quella che nel mondo è conosciuta come «recessione sessuale», ovvero quel fenomeno per cui i più giovani, i millennials, preferiscono fare di tutto tranne che sesso, in Italia non esiste. Pur essendo cambiate le modalità con cui ci si approccia all'attività sessuale, il nostro Belpaese mantiene inalterata la fama che ci vuole, uomini e donne, «grandi amatori». Siamo solo un po' più social, un po' più iperconnessi, ci conosciamo magari attraverso internet e non più al bancone del bar come succedeva fino a 20 anni fa, ma non abbiamo paura di tenerci per mano per strada - come invece succede nell'avanzatissimo Giappone - o di mostrarci in coppia per paura di essere giudicati o tacciati di essere sovraesposti, come nella finta apertissima America.Secondo il rapporto Censis-Bayer sui nuovi comportamenti sessuali degli italiani, 15,5 milioni di nostri connazionali di età compresa tra 18 e 40 anni ha senza paura affermato non solo di fare abbastanza sesso nel quotidiano ma di esserne soddisfatta e di riuscire a sperimentare una molteplicità di pratiche che affiancano e a volte sostituiscono i rapporti completi. Una cosa forse impensabile 20 anni fa, ma che oggi sembra invece essere qualcosa di così normale da non vergognarsene nemmeno un po'. È un rapporto, quello con il sesso, che gli esperti definiscono «decomplessato» ovvero privo di barriere che fino a una generazione fa sembravano invalicabili.Ma cosa è cambiato? Innanzitutto la parità di sessi. Fino a qualche anno fa, «fare sesso» era cosa da uomini. Le donne non prendevano l'iniziativa, non ne parlavano e soprattutto si vedevano quasi imposta l'obbligatorietà di consumare rapporti solo ed esclusivamente con il proprio partner. In alcune aree dell'Italia, solo dopo il matrimonio. Oggi tutta questa differenza non esiste più, anzi. I ruoli sembrano essersi completamente capovolti. Una donna che prende l'iniziativa non viene vista come un essere raro, parlare e raccontare non solo le proprie esperienze ma dare consigli pratici e utili su come vivere al meglio il sesso è qualcosa di così normale da aver invaso la vita quotidiana, i social e le riviste. Ma a essere cambiata è anche la visione del sesso. È letteralmente decollata la concezione del sesso legato al piacere, la dimensione molto individuale anche dentro le coppie. Secondo il rapporto Censis-Bayer, è nesso sesso-amore ad aver cambiato volto. Se infatti nella fascia di età tra i 18 e i 40 anni di venti anni fa era molto più stretto, oggi il sesso lo si fa soprattutto per una ricerca spasmodica del proprio piacere. A colpire anche in questo caso è l'evoluzione delle donne: solo 20 anni fa, e parliamo degli inizi del 2000, non degli anni Cinquanta o Sessanta, solo il 37,5% riteneva sesso e amore separabili. Oggi, la percentuale è cresciuta fino al 77,4% e non si distanzia poi così tanto dagli uomini che considerano il sesso senza amore fattibile nell'81,8% dei casi. Non è dunque vero che i giovani fanno meno sesso, o meglio: è vero che l'età in cui si fa sesso è molto cambiata. Ma chi pratica attivamente la propria sessualità, lo fa tanto e soprattutto con partner diversi. L'83,5% di chi ha tra i 18 e i 40 anni ha avuto esperienza di rapporti sessuali completi, il 6,3% ha avuto solo rapporti incompleti e il 10,2% non ha avuto rapporti sessuali. Tra chi ha avuto rapporti sessuali completi, l'8,4% ha una vita sessuale molto attiva (pratica sesso una volta al giorno), il 33,2% attiva, con rapporti sessuali due o tre volta alla settimana: il 41,6% pertanto ha una vita sessuale intensa. Poi il 27,7% fa sesso una volta alla settimana, il 21,2% meno di una volta alla settimana ma entro i tre o quattro mesi, e il 3,9% ha una vita sessuale rarefatta, cioè pratica sesso una volta ogni cinque, sei mesi o più. Oggi dal sesso si attendono, e ottengono, piacere più che amore, e poi passione e complicità: la sessualità contribuisce, più e meglio di altre sfere della vita dei giovani, alla micro-felicità quotidiana, così importante in una società percepita come difficile e ostile. Sarà l'avvento di programmi come Tinder, l'ormai quotidianità del porno, l'accettazione di oggetti come i sex toys, ma per attività sessuale oggi si intende sempre più un arco di prestazioni, pratiche individuali e o di coppia, fisiche o mentali distinte e, a volte, alternative ai rapporti completi. Una vera e propria ubriacatura di opportunità raccontata in grande libertà da maschi e femmine: la sperimentazione è la cifra di una sessualità orientata al piacere soggettivo, dentro e fuori le coppie stabili, superando la distinzione tra la sessualità di routine e normalizzata delle coppie stabili e quella tutta passione e novità di solito legata all'infedeltà o alle avventure sporadiche. Tutto viene rigiocato, dai maschi come dalle femmine, in chiave di piacere soggettivo. E persino un universo controverso e tradizionalmente di fruizione maschile come la pornografia trova ora una collocazione significativa e stabile nella sessualità delle donne giovani e in quella delle coppie stabili. A non mancare, è l'area no sex. Oggi sono 1,6 milioni gli individui tra i 18 e i 40 anni che mai hanno fatto sesso nella vita, 700.000 non fanno sesso in questo periodo, mentre l'astinenza è capitata almeno una volta a 13 milioni con una durata media di 6 mesi. E sono circa 220.000 le persone tra i 18 e i 40 anni in "coppie bianche", con relazioni affettive stabili ma senza alcun rapporto sessuale.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/litalia-e-lunico-paese-al-mondo-in-cui-ai-giovani-piace-ancora-fare-sesso-2641598287.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="adesso-il-sesso-si-fa-con-gli-avatar-3d" data-post-id="2641598287" data-published-at="1775183716" data-use-pagination="False"> Adesso il sesso si fa con gli avatar 3d L'idea è nata qualche mese fa su uno dei forum più famosi degli Stati Uniti: Reddit. Il portale che ospita migliaia di utenti ogni giorno ha assistito alla creazione di un numero sempre più alto di «thread» (pagine di discussione, ndr) dedicati al sesso 3d. L'idea non è certo nuova, il porno in realtà virtuale esiste già da diversi e anni, ma quella promossa su Reddit è un'idea decisamente diversa dal solito. Il software usato dagli utenti interessati al sesso 3d si chiama Virt-A-Mate e viene utilizzato dai programmatori vr per creare giochi e simulazioni. Un utente ha però spiegato come col tempo abbia iniziato a sfruttare questo programma «per soddisfare le mie fantasie sessuali o replicare incontri sessuali avuti con le mie ex». Avete capito bene. Grazie a una specifica componente di questo software - chiamata Foto2Vam - è possibile utilizzare le foto di una persona in carne ed ossa e creare così un modello 3d identico all'originale. L'unica differenza? L'avatar è completamente nelle vostre mani e potete fargli fare tutto ciò che desiderate. I giornalisti di Vice hanno per primi raccontato questo nuovo trend, inserendo alcuni dei commenti trovati su Reddit. Ad esempio, un ragazzo racconta come «Foto2Vam mi ha permesso di sentirmi ancora lì» per poi elencare una serie di pratiche sessuali che a oggi svolge virtualmente insieme alle sue ex ragazze (ignare che questo stia accadendo). Un altro utente ha dichiarato che d'ora in poi sarebbe utile chiedere alle ragazze «di posare da più angoli con un'espressione neutra e una luce diffusa per un paio di foto» per poi aggiungere che trova «fantastico modificare la realtà e aggiungere protesi alle tette, etc». Insomma, non c'è niente di meglio che avere completo potere su un'altra persona, che magari ti ha mollato qualche mese prima o ancora meglio non ha mai voluto nulla a che fare con te. La comunità Virt-a-Mate su Reddit vanta circa 7.600 e sono tanti a offrire avatar su misure per circa 1.000 dollari. Ma basta avere dimestichezza con codici e i maggiori programmi di fotoritocco come Photoshop per imparare a creare il proprio avatar in maniera autonoma. È stata addirittura creata una pagina Wikipedia dove il processo per creare la propria figura è spiegato in maniera semplice e intuitiva. Per modellare una vagina 3d realistica, ad esempio, basta partire da un modello di Renderotica, community e marketplace per il porno 3d. Ma non solo, si possono acquistare anche una serie di modellazioni come «espressioni da orgasmo» a soli 2 dollari, oppure scene più complesse per un massimo di 32 dollari. I sostenitori di questa pratica sono decisamente restii a parlare del loro nuovo hobby, ma alcuni dei creatori presenti sulla piattaforma di crowdfunding Patreon difendono questa pratica, ritenendo che l'uso di Vam non abbia niente di diverso «da qualsiasi gioco per adulti» o «un busto con l'argilla o fare uno schizzo su un foglio di ricordi e volti» e che i creatori non hanno alcuna responsabilità «se cambiano il nome della persona». In poche parole, basta dare alla tua ex un nome di fantasia e sei libero da qualsiasi senso di colpa. Questa soluzione non vale però quando si tratta di personaggi famosi. Nelle principali community del porno 3d è possibile trovare decine di modelli di celebrità come Emilia Clarke (Daneerys nel Trono di Spade), Natalia Portman, Emma Watson e Nicki Minaj. Il nome utilizzato può essere diverso, ma la loro riconoscibilità è talmente alta che anche uno pseudonimo può fare ben poco, soprattutto quando questo rimanda al vero nome o nei commenti compaiono poi riferimenti espliciti. Sul portale Daz 3d, un avatar dell'attrice Natalie Portman costa soltanto 19,95 dollari. Senza leggi specifiche e con i continui progressi nel campo della realtà virtuale, questo trend non potrà che prendere piede, diventando sempre più coinvolgente e realistico. Sono tanti i sex toys da collegare al proprio visore per un'esperienza davvero realistica. Ma a che prezzo?
A finire sotto pressione sono stati i Gilt, i titoli di Stato britannici. «Sull’obbligazionario britannico avevamo visto segnali di stabilizzazione importanti, ma le tensioni internazionali hanno rimescolato le carte in modo brutale», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf. «Quello che doveva essere l’anno del grande allentamento monetario si è trasformato in un nuovo stress test sui rendimenti, con i tassi di interesse che hanno subito un’impennata vertiginosa, facendo scendere i prezzi delle obbligazioni».
Gli Etf sui governativi inglesi hanno accusato cali fra il -3,7% e il -4,5%, con punte di 7% sulle scadenze più lunghe. Il rendimento del decennale è tornato oltre il 5,1%, ai massimi dalla crisi del 2008.
A pesare non è solo il petrolio, ma la politica. Il governo laburista di Keir Starmer, nato con la promessa di riportare serietà a Westminster, si trova indebolito dalle ricadute dello scandalo Epstein. «L’instabilità politica è tornata a essere un fattore di rischio primario», osserva Gaziano. «I mercati reagiscono con estrema sensibilità quando percepiscono un vuoto di potere. Lo scandalo Epstein non è solo una questione di cronaca, ma un colpo alla stabilità di un governo già sotto pressione per la gestione economica».
La Borsa di Londra ha mostrato maggiore tenuta. «In un mondo incerto, i giganti dell’energia e delle materie prime, che abbondano a Londra, hanno agito parzialmente da paracadute», osserva Gaziano. Ma la spaccatura interna si allarga: se il Ftse 100 regge grazie alle multinazionali, il Ftse 250, più esposto all’economia domestica, soffre molto di più.
Il nodo, però, è anche strutturale. «il Regno Unito sconta una rigidità strutturale che l’Europa continentale ha in parte superato», spiega Salvatore Gaziano, «Mentre Germania e Francia hanno imparato a diversificare le scorte e gestire meglio i picchi dei prezzi energetici, l’Uk è rimasto prigioniero di un modello di fissazione dei prezzi che scarica immediatamente ogni aumento sulle bollette delle famiglie. Se a questo aggiungiamo mutui che corrono verso il 5%, capiamo perché la fiducia dei consumatori britannici sia oggi ai minimi termini, molto più che in Italia o in Spagna».
Fra i titoli spicca Legal & General, con dividendi elevati e il ruolo di «cassaforte». In negativo, invece, 3i Group, crollata del -19% in una sola seduta dopo i segnali di rallentamento della catena Action. «Quando le aspettative di crescita vengono deluse anche di poco, i multipli del private equity vengono ricalcolati con una rapidità brutale», conclude Gaziano.
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Maurizio Landini (Ansa)
Firme che giustificano, neanche a dirlo, il commento entusiasta del ministro Paolo Zangrillo, che ha parlato di «obiettivo raggiunto», e che hanno spinto il premier, parco di parole negli ultimi tempi, a intervenire via social per rivendicare il successo. «Il governo», ha evidenziato Giorgia Meloni, «continua a lavorare sull’aumento dei salari. Oggi la firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione, per il triennio 2025-2027, che interessa oltre un milione di dipendenti. È il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall’inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima».
La Meloni ha ragione a rivendicare la firma anche perché si tratta di uno schiaffo alla gestione politica che Maurizio Landini ha impresso alla Cgil. Schiaffone ancora più sonoro, perché non arriva dall’esecutivo, cosa che di questi tempi non farebbe notizia, ma dalla stessa Cgil. Il segretario ha fatto del no a prescindere al rinnovo dei contratti della Pa una delle cifre distintiva del suo mandato. Istruzione, sanità, lavoratori dei ministeri o delle Regioni poco importa. Nell’ultima tornata c’è stata solo opposizione. Il leader che ormai partecipa come capopolo a tutte le battaglie politiche della sinistra (l’impiego di forze della Cgil sul No al referendum della giustizia è comparabile a quello del Pd) si è sempre opposto ai nuovi contratti, nonostante il governo avesse messo sul piatto circa 20 miliardi. Un cifra record, insufficiente per i desiderata di Landini. Motivo? Nel rinnovo precedente, 2022-2024, non veniva coperta l’inflazione monstre del periodo. Copertura impossibile, visto che parlavamo di un costo della vita schizzato del 17%. Insomma, aumenti del 7-8% non bastavano. E adesso? Cos’è cambiato? Perché la Cgil firma? La motivazione ufficiale è che in quest’ultima tranche, incrementi in busta paga da 135 euro per la parte economica 2025-27, l’inflazione verrebbe potenzialmente coperta, ma la realtà è tutt’altra. Entrando nel merito, va infatti ricordato che senza il contratto precedente, che è stato rinnovato senza l’avallo della Cgil, quest’ultimo rinnovo non ci sarebbe mai stato. E del resto Landini questa firma la subisce. Il segretario è costretto a fare buon viso a cattivo gioco rispetto ai mal di pancia di una categoria, quella della scuola (e non è la sola), che è stanca di seguire la linea politica del capo e capisce che continuando a dire sempre no gli iscritti fuggono.
C’è di più. Perché i rapporti tra Maurizio Landini e Gianna Fracassi, la segretaria generale della Flc (Federazione lavoratori della conoscenza), non sono idilliaci. La Fracassi era legata alla gestione precedente (con Susanna Camusso è diventata segretaria confederale con deleghe importantissime, comprese le politiche economiche) e si sussurra che ambisca a prendere il posto dell’ex Fiom, anche per depoliticizzare il sindacato.
Ma al di là della questione personale, la firma sul contratto della scuola squarcia il velo di ipocrisia che ormai da mesi nasconde le tensioni tra la gestione del segretario e una parte consistente del sindacato.
Perso il sostegno dei suoi, sembra che nelle scorse ore Landini abbia addirittura contattato un esponente molto importante del governo, particolarmente vicino a Palazzo Chigi, per chiedere margini su una riapertura del contratto in caso di inflazione galoppante causa guerra. Il senso del discorso sarebbe stato: «Alla fine noi firmiamo, ma se la situazione precipita qui si ricontratta tutto». Diplomatica, ma eloquente la risposta: guarda che quello che chiedi non si può fare.
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Ecco #DimmiLaVerità del 2 aprile 2026. Il capogruppo di Fdi in Commissione Sport, Alessandro Amorese, commenta il flop dell'Italia e chiede più libertà per le tifoserie.
Tutti a guardare il prezzo del petrolio, ma a Wall Street si è svegliato un guru come Bill Ackman: è bastato un suo post su X, nel quale diceva che le azioni erano sottovalutate, per far partire gli acquisti sulle Borse lunedì. Un trend che continua a durare, fino alla prossima scusa per vendere.