• Digitalizzazione, i rapporti virtuali e l’ampio utilizzo di sex toys, secondo un rapporto Censis, hanno cambiato le abitudini. Anche se siamo in controtendenza: il 33,2% di italiani tra i 18 e i 40 anni ha dichiarato di avere un’attività sessuale molto attiva.
  • Con meno di 1.000 euro e un visore per la realtà aumentata si può creare l’immagine della donna o dell’uomo con cui si vorrebbero intrattenere pratiche sessuali. Il rischio di stalking e ossessione verso la persona 3d è altissimo.

Lo speciale contiene due articoli.

Quella che nel mondo è conosciuta come «recessione sessuale», ovvero quel fenomeno per cui i più giovani, i millennials, preferiscono fare di tutto tranne che sesso, in Italia non esiste. Pur essendo cambiate le modalità con cui ci si approccia all’attività sessuale, il nostro Belpaese mantiene inalterata la fama che ci vuole, uomini e donne, «grandi amatori». Siamo solo un po’ più social, un po’ più iperconnessi, ci conosciamo magari attraverso internet e non più al bancone del bar come succedeva fino a 20 anni fa, ma non abbiamo paura di tenerci per mano per strada – come invece succede nell’avanzatissimo Giappone – o di mostrarci in coppia per paura di essere giudicati o tacciati di essere sovraesposti, come nella finta apertissima America.

Secondo il rapporto Censis-Bayer sui nuovi comportamenti sessuali degli italiani, 15,5 milioni di nostri connazionali di età compresa tra 18 e 40 anni ha senza paura affermato non solo di fare abbastanza sesso nel quotidiano ma di esserne soddisfatta e di riuscire a sperimentare una molteplicità di pratiche che affiancano e a volte sostituiscono i rapporti completi. Una cosa forse impensabile 20 anni fa, ma che oggi sembra invece essere qualcosa di così normale da non vergognarsene nemmeno un po’. È un rapporto, quello con il sesso, che gli esperti definiscono «decomplessato» ovvero privo di barriere che fino a una generazione fa sembravano invalicabili.

Ma cosa è cambiato? Innanzitutto la parità di sessi. Fino a qualche anno fa, «fare sesso» era cosa da uomini. Le donne non prendevano l’iniziativa, non ne parlavano e soprattutto si vedevano quasi imposta l’obbligatorietà di consumare rapporti solo ed esclusivamente con il proprio partner. In alcune aree dell’Italia, solo dopo il matrimonio. Oggi tutta questa differenza non esiste più, anzi. I ruoli sembrano essersi completamente capovolti. Una donna che prende l’iniziativa non viene vista come un essere raro, parlare e raccontare non solo le proprie esperienze ma dare consigli pratici e utili su come vivere al meglio il sesso è qualcosa di così normale da aver invaso la vita quotidiana, i social e le riviste. Ma a essere cambiata è anche la visione del sesso. È letteralmente decollata la concezione del sesso legato al piacere, la dimensione molto individuale anche dentro le coppie. Secondo il rapporto Censis-Bayer, è nesso sesso-amore ad aver cambiato volto. Se infatti nella fascia di età tra i 18 e i 40 anni di venti anni fa era molto più stretto, oggi il sesso lo si fa soprattutto per una ricerca spasmodica del proprio piacere. A colpire anche in questo caso è l’evoluzione delle donne: solo 20 anni fa, e parliamo degli inizi del 2000, non degli anni Cinquanta o Sessanta, solo il 37,5% riteneva sesso e amore separabili. Oggi, la percentuale è cresciuta fino al 77,4% e non si distanzia poi così tanto dagli uomini che considerano il sesso senza amore fattibile nell’81,8% dei casi.

Non è dunque vero che i giovani fanno meno sesso, o meglio: è vero che l’età in cui si fa sesso è molto cambiata. Ma chi pratica attivamente la propria sessualità, lo fa tanto e soprattutto con partner diversi. L’83,5% di chi ha tra i 18 e i 40 anni ha avuto esperienza di rapporti sessuali completi, il 6,3% ha avuto solo rapporti incompleti e il 10,2% non ha avuto rapporti sessuali. Tra chi ha avuto rapporti sessuali completi, l’8,4% ha una vita sessuale molto attiva (pratica sesso una volta al giorno), il 33,2% attiva, con rapporti sessuali due o tre volta alla settimana: il 41,6% pertanto ha una vita sessuale intensa. Poi il 27,7% fa sesso una volta alla settimana, il 21,2% meno di una volta alla settimana ma entro i tre o quattro mesi, e il 3,9% ha una vita sessuale rarefatta, cioè pratica sesso una volta ogni cinque, sei mesi o più.

Oggi dal sesso si attendono, e ottengono, piacere più che amore, e poi passione e complicità: la sessualità contribuisce, più e meglio di altre sfere della vita dei giovani, alla micro-felicità quotidiana, così importante in una società percepita come difficile e ostile. Sarà l’avvento di programmi come Tinder, l’ormai quotidianità del porno, l’accettazione di oggetti come i sex toys, ma per attività sessuale oggi si intende sempre più un arco di prestazioni, pratiche individuali e o di coppia, fisiche o mentali distinte e, a volte, alternative ai rapporti completi. Una vera e propria ubriacatura di opportunità raccontata in grande libertà da maschi e femmine: la sperimentazione è la cifra di una sessualità orientata al piacere soggettivo, dentro e fuori le coppie stabili, superando la distinzione tra la sessualità di routine e normalizzata delle coppie stabili e quella tutta passione e novità di solito legata all’infedeltà o alle avventure sporadiche.

Tutto viene rigiocato, dai maschi come dalle femmine, in chiave di piacere soggettivo. E persino un universo controverso e tradizionalmente di fruizione maschile come la pornografia trova ora una collocazione significativa e stabile nella sessualità delle donne giovani e in quella delle coppie stabili.

A non mancare, è l’area no sex. Oggi sono 1,6 milioni gli individui tra i 18 e i 40 anni che mai hanno fatto sesso nella vita, 700.000 non fanno sesso in questo periodo, mentre l’astinenza è capitata almeno una volta a 13 milioni con una durata media di 6 mesi. E sono circa 220.000 le persone tra i 18 e i 40 anni in “coppie bianche”, con relazioni affettive stabili ma senza alcun rapporto sessuale.

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