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Meno Ue, meno moralismo: l’Italia può farcela

Meno Ue, meno moralismo: l’Italia può farcela
Ursula von der Leyen (Ansa). Nel riquadro, la copertina del libro «Creatività o sottomissione?», di Emmanuele Massagli e Maurizio Sacconi
Nel libro di Emmanuele Massagli e Maurizio Sacconi l’analisi dei boom economici italiani, costruiti su fiducia, famiglia e innovazione. Condizioni che l’era dell’Intelligenza artificiale può rilanciare, a patto di mollare gli eccessi ideologici dell’Unione e la sua iperregolazione soffocante.

A chi dubita che l’Italia possa esprimere vitalismo demografico e lavorativo, dobbiamo ricordare che nella sua storia più recente il nostro Paese ha conosciuto due stagioni di grande e diffuso dinamismo. Tra il 1947 e il 1964, il «miracolo italiano» coniugò boom demografico, straordinari livelli di sviluppo industriale e occupazionale, assenza (o quasi) di debito pubblico, grande forza della nostra moneta. L’anello di congiunzione tra le due demografie fu la famiglia, solida protagonista della grande dimensione della natalità e del nuovo, diffuso, capitalismo popolare. Ancora nel 1963, alla vigilia della cosiddetta «congiuntura» che interruppe l’età dell’oro, si registrarono circa 400.000 matrimoni ed oltre un milione di nascite. Gli investimenti superarono il 25% del Pil. La propensione al risparmio delle famiglie sfiorò il 21%. Le compravendite immobiliari raggiunsero un valore di quasi il 4% del Pil. Si formò il grande ceto medio.

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Perù nel caos: destituito Jeri, Balcázar presidente ad interim
Il nuovo presidente ad interim del Perù José María Balcázar (Getty Images)
Il Parlamento di Perù rimuove José Enrique Jeri dopo quattro mesi e sceglie José Maria Balcázar, 83 anni, come nuovo capo di Stato ad interim. Tra scandali, inchieste, narcotraffico e proteste, il Paese arriva alle elezioni del 12 aprile in piena instabilità politica.
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Inizia la Quaresima e la chiesa diventa una moschea aperta per il Ramadan
Nel riquadro le Stalle Rosse, di proprietà della parrocchia di Staranzano in provincia di Gorizia (IStock)
  • Decisione choc della diocesi di Gorizia per Monfalcone, città in cui gli stranieri rappresentano oltre il 30 per cento degli abitanti.
  • A Genova una dirigente chiede maggior inclusione per il mese sacro degli islamici.

Lo speciale contiene due articoli.

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Ci tocca pure pagare Carola Rackete
Carola Rackete (Ansa)
Il tribunale di Palermo dà ragione a Sea Watch che ha contestato i mesi di stop dopo che Carola forzò il blocco italiano. Meloni furiosa: «I magistrati premiano chi si vanta di non rispettare la legge?».

Oltre 76.000 euro di risarcimento per il fermo disposto nei confronti della nave Ong che nel giugno 2019 forzò un divieto del governo gialloverde ed entrò in porto a Lampedusa con 43 migranti a bordo, speronando una nave da guerra della Guardia di finanza. Nel caso della Sea Watch 3 la magistratura riconosce alla nave del comandante Carola Rackete le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre 2019: costi portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva (per 76.181 euro, più rivalutazione e interessi) e spese legali (quantificate in 14.103 euro). È il conto presentato dai giudici del tribunale civile di Palermo alla prefettura di Agrigento, al ministero dell’Interno, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e al ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Risarcimento da 76.000 Euro alla Ong di Carola Rackete, cancellato il fermo di un'altra nave per il recupero dei migranti. E, come se non bastasse, si condanna l'Italia a risarcire un clandestino con 23 precedenti penali. La giustizia sta rivelando il suo volto più ideologico.

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