The Economist, il celebre settimanale inglese nato per sostenere, in economia, le istanze del liberismo, ha abbracciato, in bioetica, i princìpi del liberalismo. La famiglia ispiratrice rimane la stessa, quella che genera gli inebriati della libertà, come sottolineava un secolo fa l'abbè Augustin Roussel, dicendo che «il liberale è un fanatico dell'indipendenza, la esalta fino all'assurdo, in ogni ambito». Già nel 2015 la linea editoriale si schierò a sostegno di una legge più permissiva in materia di «morte assistita». Oggi, in occasione dei 175 anni dalla sua fondazione, il magazine propone un dibattito tra voci molto eterogenee, provenienti perlopiù dal mondo della medicina e del diritto, che espongono, di volta in volta, posizioni a favore o contro l'eutanasia.

Roberto Cingolani annuncia un primo punto di incontro sul bando, per limare i divieti e le nuove tasse. Ma rimane la questione dei materiali bio ricavati dalle fibre vegetali, un settore in cui siamo leader: «Lettura vecchia»
Nel riquadro Kate Grimes (Getty Images)
Kate Grimes contro le influenze esercitate dall'associazione arcobaleno Stonewall sul sistema sanitario: «Non ci fa proteggere i pazienti, soffoca la libertà di parola e dà consigli che aprono contenziosi legali».
Le Firme
In diretta dal lunedì al venerdì alle 7 del mattino e alle 7 di sera
Ascolta tutti i nostri podcast
Guarda tutti i nostri video

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Trending Topics
Change privacy settings