carlo nordio

{{ subpage.title }}

La Schlein fa cilecca sulla riforma. E fraintende pure l’appello di Nordio
Elly Schlein (Ansa)
Il segretario del Pd parla di scopi «estranei» ignorando la storia della Costituzione.

Pochi giorni fa, a Torino, durante una manifestazione di «mobilitazione del Pd per il No», Elly Schlein ha esposto le proprie ragioni contro la riforma della giustizia: «Il primo motivo valido è che la riforma costituzionale non rende più veloci i processi, non assume il personale che manca nei tribunali, non stabilizza 12.000 precari, non affronta i temi del sovraffollamento carcerario».

Continua a leggereRiduci
Basta tirare in ballo Gelli e Falcone per le ragioni del No
Giovanni Falcone (Imagoeconomica)
Il martire antimafia auspicava la separazione delle carriere. Sul piduista sentite Pisapia: «In malafede chi lo mette in mezzo».

Due fantasmi si aggirano nel dibattito pre referendum sulla giustizia: quelli di Giovanni Falcone e Licio Gelli. L’accostamento dell’eroe della guerra alla mafia al «maestro venerabile» della loggia P2 non suoni blasfemo. Perché sono stati i sostenitori del No a tirarli strumentalmente in ballo.

Continua a leggereRiduci

«Con un “Sì” le cose cambierebbero in meglio con la magistratura, ma se dovesse vincere il “No” sarebbe una vittoria dell’ala estrema della magistratura, che ipotecherebbe la politica». Così il ministro della Giustizia al Forum Ansa.

«Se dovesse vincere un “No” — prosegue Nordio — temo che, politicizzandosi il referendum anche attraverso l’intervento molto forte della magistratura, e come temo continui a fare, la politica in generale sarebbe sconfitta. La magistratura, forte di una vittoria alla quale ha conferito un forte significato politico, si sentirebbe nella facoltà di continuare l’ipoteca sulla politica».

Leggi anche l'articolo di Carlo Tarallo a questo LINK

Lo zar dell’antimafia eroe dei talebani del No
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Il procuratore, sotto scorta dal 1989, è diventato il paladino del M5s e dei sinistrati referendari. Eppure, risulta indigesto proprio a certe toghe rosse. Affetto da incontinenza mediatica, sa di poter dire la qualunque e lamentarsi poi di «frasi strumentalizzate».

Cognome e nome: Gratteri Nicola. Calabrese. Dal 2023 capo della Procura di Napoli, dopo aver retto quella di Catanzaro dal 2016.

Zar della guerra alla ’ndrangheta, che lo vuole morto, il che spiega perché viva sotto scorta dal 1989.

Oggi un eroe dei sinistrati referendari.

Addirittura un beniamino del M5s.

Continua a leggereRiduci
Fronda nell’Anm sul referendum: si usano soldi di chi vota Sì per il No
Imagoeconomica
I rappresentanti di Articolo Centouno bocciano la decisione di investire 800.000 euro per il comitato referendario contro la riforma Nordio. Critiche al bilancio: «Gestione antidemocratica dell’associazione».

Anche se l’Associazione nazionale magistrati non pubblica i suoi bilanci, c’è chi, nel sindacato delle toghe, non fa mancare i rilievi e denuncia l’opacità di alcune operazioni. È il gruppo di giudici e pm riuniti sotto le insegne di Articolo Centouno i cui rappresentanti dentro l’Anm non le mandano certo a dire.Mentre il governo invoca trasparenza sui finanziamenti versati da migliaia di cittadini al comitato «Giusto dire No», praticamente una costola dell’Anm, e l’opposizione denuncia schedature e liste di proscrizione, noi siamo andati a recuperare su Radio Radicale il dibattito del 12 luglio 2025 legato all’approvazione del bilancio del 2024 dell’Anm.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy