Tag page

iStock

«È vergognoso e scandaloso che durante la prima puntata del programma tv 'Amore in quarantena' andato in onda sabato 24 su Rai 1, sia stata fatta pubblicità alla pratica dell'utero in affitto. Il servizio pubblico pensa forse di essere al di sopra della legge? Ma lo sa il direttore Stefano Coletta che in Italia la Corte Costituzionale ha dichiarato la maternità surrogata contraria alla dignità umana e all'ordine pubblico? All'AD della RAI e al Ministero dello Sviluppo Economico chiediamo di pubblicare una rettifica nella quale ci si scusi della messa in onda e si ribadisca che l'utero in affitto è un reato» così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus, sulla puntata del programma in questione andata in onda sabato scorso su Raiuno.

«Ma non basta, chiediamo anche all'AGCOM di intervenire con le censure e le sanzioni del caso. BASTA PROPAGANDA ALL'UTERO IN AFFITTO SULLA RAI. E per questo stiamo provvedendo non solo a una petizione contro chi vuole indottrinare gli italiani alla pratica della maternità surrogata, ma procederemo a livello legale depositando un esposto alla Procura della Repubblica perché venga ristabilita la legalità» ha concluso Coghe.

Ansa

«Figliuolo che ha parlato del prossimo obiettivo della campagna vaccinale che coinvolge i ragazzi dai 12 ai 18 anni oltre agli insegnanti non si rende forse conto di quello che afferma» così Maria Rachele Ruiu, responsabile scuola di Pro Vita e Famiglia onlus. «Lo sa il nostro generale che in Europa, Croazia, Portogallo, Irlanda, Islanda Norvegia e Ucraina - ha aggiunto il portavoce della onlus Jacopo Coghe - non hanno autorizzato il vaccino per i minorenni? E in Germania, Gran Bretagna, Svezia, Finlandia, Belgio, Olanda e Lussemburgo raccomandano il vaccino solo agli under 18 con fragilità sconsigliandolo agli altri adolescenti. Questo perché i loro istituti sanitari affermano che per i minorenni è meglio sviluppare la malattia per avere più protezioni in futuro».

Ha aggiunto ancora Ruiu: «È evidente che ancora non si hanno certezze in merito, e quindi, per i giovani, è d'obbligo la prudenza e il coinvolgimento delle famiglie. Siamo in un'emergenza educativa senza precendenti e che facciamo? Imponiamo il Green Pass dai 12 anni, cioè creiamo odiose discriminazioni fra studenti "vaccinati e non", rinchiudiamo a casa i ragazzi "come sorci", in dad, senza sport, senza musica dal vivo, senza possibilità di condivisione sociale, culturale, religiosa, politica e associazionistica. Vogliamo un esercito di disagiati sociopatici, magari da far campare con reddito di cittadinanza una volta che compiranno i 25 anni, se non si suicidano prima? Dopo tanti ritardi puntare tutto sui vaccini, senza coinvolgere le associazioni dei genitori è inaccettabile: si convochino con urgenza le organizzazioni rappresentative dei genitori (FONAGS), e ci si impegni perché a settembre non ci siano classi pollaio, perché ogni studente abbia docenti e insegnanti di sostegno ad accoglierli: non possiamo e vogliamo permettere che nessuno resti indietro» ha concluso Ruiu.

Ansa

«Il rinvio a settembre della discussione al Senato del Ddl Zan sia un tempo di riflessione. Il calendario del Senato dimostra quello che dicevamo da mesi, le urgenze sono altre. E ora grazie alla sensibilizzazione portata avanti nell'opinione pubblica da parte di tutti noi impegnati per le famiglie e per i bambini, non solo l'opinione degli italiani su questa norma liberticida è cambiata, ma anche quella del Parlamento sta evolvendo. Avanti così per vincere. La libertà non va in vacanza, il ddl Zan sì» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia dopo la discussione odierna sul Ddl Zan che ha portato a un nulla di fatto per ora.

«Noi continueremo con iniziative informative di ogni tipo nelle piazze e a informare sulla rete i genitori e gli italiani tutti, sulla pericolosità di introdurre bavagli alle libere opinioni e di portare certe tematiche sensibili nelle classi di ogni ordine e grado. Siamo convinti che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti e che tutti debbano essere tutelati contro la violenza, ma siamo altresì convinti che nessuno possa introdurre la propria ideologia nella mente dei nostri figli» ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente di Pro vita e Famiglia.

Le Firme
In diretta dal lunedì al venerdì alle 7 del mattino e alle 7 di sera
Ascolta tutti i nostri podcast
Guarda tutti i nostri video

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Trending Topics
Change privacy settings