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Le lettere del ministro di Zaev alla Cina: dateci i vaccini, rischi tutti nostri

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Le lettere del ministro di Zaev alla Cina: dateci i vaccini, rischi tutti nostri
Zoran Zaev (Getty Images)

A oggi la Macedonia, ancora priva di una linea di approvvigionamento, conta più di 3.200 morti a causa del Covid-19 su una popolazione di due milioni di abitanti. In seguito all'analisi pubblicata ieri dalla Verità sulle modalità di ricerca sul mercato dei vaccini da parte del governo locale, il premier Zoran Zaev ha ammesso che l'anticipo pagato alla Cina per ricevere i prodotti della Sinopharm potrebbe essere stato restituito, e i vaccini mai consegnati, a causa dell'utilizzo di società straniere quali intermediari. La Verità è in possesso di lettere del ministro della Salute Venko Filipche che tirano in causa una società diversa da quelle presentate come interlocutrici dal premier macedone durante la sua conferenza stampa di ieri e che potrebbe rappresentare il motivo della mancata collaborazione da parte di Pechino.



Tuttavia, la lettera degna di nota per le democrazie occidentali e l'Alleanza Atlantica è quella datata 25 gennaio 2021 nella quale il ministro della Salute, contraddicendo la sua stessa missione istituzionale di cura delle vite dei cittadini e calpestando numerose convenzioni internazionali, dichiara di sollevare la Sinopharm, ovvero il regime cinese, da qualsiasi responsabilità sull'eventuale malfunzionamento del vaccino. È oramai chiaro che a dicembre la Cina ha ricevuto quasi in contemporanea la richiesta di vaccini dalla Macedonia e dal vicino Montenegro. Il fatto che solo la prima sia riuscita a vedersi consegnare il vaccino lascia intendere che con Skopje anche il regime comunista di Pechino fatica a trovare una modalità di cooperazione che lo ponga al riparo da eventuali critiche legate alla gestione della cosiddetta diplomazia sanitaria.

Merz bocciato da nove tedeschi su dieci
Friedrich Merz (Ansa)
Dopo appena un anno di governo, il cancelliere ha solo il 13% dei consensi: non era mai successo a nessuno dei predecessori. Ieri i sindacati lo hanno riempito di fischi quando ha annunciato le sue prossime mosse: tagli alle pensioni e giornata lavorativa di 12 ore.

«I tedeschi devono darsi una mossa». E giù fischi. « Non siamo stati capaci di modernizzarci, ora siamo alla resa dei conti». A questo punto i boati e i lazzi con pollice verso travolgono il palchetto sul quale Friedrich Merz sta spiegando i componenti della medicina amara per far uscire la Germania dalla crisi sistemica in atto.

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Partito in rivolta, ministri dimissionari e tensioni sui bond. Starmer verso l’addio
Keir Starmer (Ansa)
Per andarsene il premier britannico attenderebbe il benservito del Labour. Interessi sui titoli di Stato ai massimi dal 2008.

Downing Street è diventato un bunker. Dentro c’è il premier Keir Starmer, in evidente crisi di popolarità e leadership; fuori ci sono tre ministri e un sottosegretario di peso che si sono già dimessi e un’ottantina di deputati del suo partito, il Labour, che gli hanno manifestato la loro sfiducia.

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Altra corsa ai vaccini a mRna dopo l’inefficacia di quelli anti Covid
(IStock)
Cavaleri (Ema): «I sieri anti Sars-Cov-2 stimolano il sistema immunitario». Ma gli studi dimostrano l’opposto. Zero processi a Guerra, Ruocco e Pompa sul mancato aggiornamento del piano pandemico: tutto prescritto.

Nella corsa a giustificare investimenti ingenti per produrre in tempi rapidi un vaccino contro l’Hantavirus, diventato un’emergenza solo per i pochi casi riscontrati sulla nave da crociera Mv Hondius, vengono rilasciate dichiarazioni sorprendenti.

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Barbara Berlusconi lascia la Cardi Gallery dopo 17 anni
Barbara Berlusconi (Ansa)
La terzogenita di Silvio Berlusconi esce dalla compagine societaria della Cardi Gallery, storica galleria d’arte contemporanea con sedi a Milano e Londra. Continuerà a occuparsi di cultura attraverso la fondazione no profit che porta il suo nome.
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