{{ subpage.title }}

Le lettere del ministro di Zaev alla Cina: dateci i vaccini, rischi tutti nostri

True
Le lettere del ministro di Zaev alla Cina: dateci i vaccini, rischi tutti nostri
Zoran Zaev (Getty Images)

A oggi la Macedonia, ancora priva di una linea di approvvigionamento, conta più di 3.200 morti a causa del Covid-19 su una popolazione di due milioni di abitanti. In seguito all'analisi pubblicata ieri dalla Verità sulle modalità di ricerca sul mercato dei vaccini da parte del governo locale, il premier Zoran Zaev ha ammesso che l'anticipo pagato alla Cina per ricevere i prodotti della Sinopharm potrebbe essere stato restituito, e i vaccini mai consegnati, a causa dell'utilizzo di società straniere quali intermediari. La Verità è in possesso di lettere del ministro della Salute Venko Filipche che tirano in causa una società diversa da quelle presentate come interlocutrici dal premier macedone durante la sua conferenza stampa di ieri e che potrebbe rappresentare il motivo della mancata collaborazione da parte di Pechino.



Tuttavia, la lettera degna di nota per le democrazie occidentali e l'Alleanza Atlantica è quella datata 25 gennaio 2021 nella quale il ministro della Salute, contraddicendo la sua stessa missione istituzionale di cura delle vite dei cittadini e calpestando numerose convenzioni internazionali, dichiara di sollevare la Sinopharm, ovvero il regime cinese, da qualsiasi responsabilità sull'eventuale malfunzionamento del vaccino. È oramai chiaro che a dicembre la Cina ha ricevuto quasi in contemporanea la richiesta di vaccini dalla Macedonia e dal vicino Montenegro. Il fatto che solo la prima sia riuscita a vedersi consegnare il vaccino lascia intendere che con Skopje anche il regime comunista di Pechino fatica a trovare una modalità di cooperazione che lo ponga al riparo da eventuali critiche legate alla gestione della cosiddetta diplomazia sanitaria.

Fs sigla una partnership in Francia per portare a Londra l’alta velocità
Ansa
Il piano con Certares prevede investimenti da 1 miliardo Oltralpe e nel Regno Unito.

C’è un’Europa che viaggia veloce senza chiedere permesso agli aeroporti. È l’Europa dell’Alta velocità, dove le stazioni tornano a essere crocevia strategici e il treno non è più un’alternativa, ma il protagonista. In questo scenario si inserisce la nuova mossa del gruppo Fs, che firma una partnership strategica in Francia. Obiettivo rafforzare la presenza internazionale e portare il Frecciarossa a Londra.

Continua a leggereRiduci
L’oltraggio dei socialisti alla Bardot
Brigitte Bardot guarda Gunter Sachs (Ansa)
A cadavere ancora caldo se la prendono con BB, «colpevole» di aver voltato le spalle ai valori repubblicani. Ma sono stati loro ad aver tradito, in questi anni, la vera Francia.

Brigitte Bardot è stata, per anni, l’immagine della Francia. Valeva più della Renault e dello champagne. Quelle sue labbra corrucciate, quel suo musetto, erano un marchio. Migliaia di donne provarono a imitarla, ma invano. BB era una donna a parte. Naturalmente bella (rifiutò l’idea di qualsiasi tipo di ritocco, affermando di non temere né la vecchiaia né la morte) e naturalmente controcorrente. A destra in un mondo che andava a sinistra, non accettò mai il compromesso. E lo pagò, anche di tasca sua, pur di difendere le idee in cui credeva.

Continua a leggereRiduci
«Gigolò per caso»: la seconda stagione tra famiglia e desideri
«Gigolò per caso» (Amazon Prime Video)
La seconda stagione di Gigolò per caso, in arrivo su Amazon Prime Video il 2 gennaio, segue Alfonso tra il ruolo ormai consolidato di gigolò, i rapporti familiari ritrovati e la crisi con la moglie, complicata dall’arrivo della guru femminista Rossana Astri.

La prima stagione era stata originale. Di quell'originalità che, spesso, manca alle produzioni televisive. Gigolò per caso aveva riscritto le dinamiche familiari, il dramma insito nelle relazioni fra figli e genitori, attraverso la commedia: di più, attraverso il pretesto di un sodalizio professionale, nato con la malattia di un padre assente e il cuore caritatevole di un figlio ormai adulto, incapace di mandare al diavolo quell'uomo un po' matto. Alfonso, il volto del sempre meraviglioso Pietro Sermonti, s'era trovato a fare le veci del padre, il cui vero mestiere, però, ignorava. Era un gigolò, Giacomo, interpretato da un altrettanto meraviglioso Christian De Sica.

Continua a leggereRiduci
Nuova app di Amplifon per assistere i clienti
iStock
Il gruppo rafforza il rapporto con i pazienti mentre il titolo è cresciuto dell’80% negli ultimi 10 anni, con ricavi fino a 2,4 miliardi. Il programma è integrato con servizi basati sull’Ia. Secondo l’Oms, 1,5 miliardi di persone nel mondo hanno problemi di udito.

Amplifon accelera sulla digitalizzazione e rafforza il rapporto con i pazienti con il lancio della nuova versione di Amplifon App, che da semplice strumento di gestione degli apparecchi acustici evolve in una piattaforma digitale integrata per la salute dell’udito. Un vero e proprio hub che accompagna le persone lungo tutto il percorso di cura, combinando tecnologia, accessibilità e assistenza continua, anche da remoto.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy