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La sinistra vuol ricorrere ai giudici per rimandare la riforma Nordio

La sinistra vuol ricorrere ai giudici per rimandare la riforma Nordio
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (Ansa)
Il «Comitato dei 15» per il «No» minaccia di rivolgersi a Tar e Consulta se il referendum verrà fissato prima del 30 gennaio. Raggiunte circa 200.000 sottoscrizioni, bisogna arrivare a quota 500.000.

Date cerchiate, il 22 e il 23 marzo. Manca solo l’ufficialità. Il guardasigilli, Carlo Nordio, suona la carica sul referendum della giustizia. E le opposizioni passano al contrattacco. Mentre prosegue spedita la raccolta di firme popolari, il «Comitato dei 15» è pronto a fare ricorso qualora l’esecutivo proceda a fissare l’appuntamento prima del 30 gennaio, quando scadranno i tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale.

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«A me pareva che il post pubblicato alle 8.30 del mattino fosse un segnale chiaro, poi ovviamente servivano parole più chiare e abbiamo detto anche parole più chiare». Lo ha detto il premier Giorgia Meloni in un punto stampa al Vinitaly di Verona, rispondendo a chi le domandava perché non avesse criticato subito le parole di Donald Trump sul Papa.

«Non so quanti leader le abbiano espresse, questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza», ha aggiunto, concludendo la frase con tono sarcastico.

Giuseppi ammette: il lockdown è stato una scelta politica e non «scientifica»
Giuseppe Conte (Getty Images)
Nel suo libro l’ex premier rivendica: «La decisione spettava soltanto a noi». E critica l’inchiesta parlamentare.

Si improvvisa psicosociologo, l’ex premier Giuseppe Conte, per regalare ai lettori qualche paginetta di strabiliante ricostruzione dell’epoca lockdown. Scrive: «La pandemia ci ha insegnato che uno Stato nazionale isolato e ripiegato su sé stesso non è in grado di rispondere efficacemente alle sfide più complesse che possono compromettere crescita economica e sviluppo sociale.

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Marco Lisei: «Conte si rifiuta ancora di testimoniare»
Marco Lisei (Imagoeconomica)
Il presidente della commissione Covid: «Gli ho offerto la possibilità di dimettersi da membro, essere audito e poi rientrare. Peraltro ha partecipato solo a 8 sedute su 112. Sulle mascherine emersi fatti nuovi, mi sorprenderebbe se la Procura non aprisse un fascicolo».

A sentire Marco Lisei, presidente della commissione parlamentare sul Covid, è una versione distorta, per usare un eufemismo, quella riferita a Fuori dal Coro dall’ex premier Giuseppe Conte sullo scandalo delle mascherine.

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«C’è una voce che vorrebbe introdurre limitazioni e innalzamento delle tasse su tutti gli alcolici indiscriminatamente». Lo ha dichiarato l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Pietro Fiocchi, a margine di Vinitaly 2026 a Verona.

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