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La task force di Colao scivola sulle deleghe al colosso americano Boston consulting

La task force di Colao scivola sulle deleghe al colosso americano Boston consulting
Vittorio Colao (Ansa)
  • La multinazionale chiede pareri a nome del governo, creando imbarazzo. Anche perché nel team c'è un manager del gruppo.
  • L'avvocato Stefano Simontacchi siede nel cda del Corriere della Sera, che spara a pallettoni sulla Regione Lombardia. E vanta una vasta rete di relazioni con fondi di private equity.

Lo speciale contiene due articoli.

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​Il programma del Pd: prima gli immigrati
Giovanni Paglia (Ansa)
L’Emilia-Romagna ha ridotto i «punti» che davano ai residenti di lunga data più diritti per ottenere una casa popolare. Fdi insorge: prevedere clausole che garantiscano una quota fissa per gli italiani.

Anni di residenza e di attesa per un alloggio popolare? Poco importa. Il migrante del Bangladesh in Italia da qualche anno con moglie e figli a carico ha la precedenza. E a Bologna, dove già un alloggio su quattro è assegnato a stranieri, per i cittadini italiani le case popolari potranno diventare un vero e proprio miraggio.

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I no Cpr sconfessavano gli psichiatri
Ansa
Nell’ordinanza di sospensione degli otto medici pro clandestini di Ravenna emergono diagnosi smentite a scopo ideologico. E gli extracomunitari tornavano a delinquere.

Nell’ordinanza di sospensione per tre degli otto medici del reparto di Malattie infettive del Santa Maria delle Croci di Ravenna c’è un passaggio che mette a fuoco l’ipotesi che abbiano agito per ideologia più che per deontologia: il ribaltamento delle diagnosi formulate dagli psichiatri. È uno degli elementi che risultano dall’analisi del giudice per le indagini preliminari, Federica Lipovscek, di una trentina di certificati utilizzati per dichiarare alcuni stranieri irregolari non idonei al trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).

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Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri a margine del Consiglio Affari esteri di Bruxelles.

Chi tocca il Sistema rischia grosso
Roberto Scarpinato (Ansa)
Roberto Scarpinato, ex toga oggi M5s, ha chiesto al Csm le carte sulla mia carriera dopo che mi sono esposta sulla politicizzazione della magistratura. Pure Andrea Delmastro è sotto attacco.

All’inizio del mese di dicembre, rompendo il riserbo che in questi anni ha caratterizzato la mia attività di magistrato, ho deciso di raccontare la mia storia sulla Verità. Ho scelto di parlare a cuore aperto con i lettori e i cittadini italiani. Nella mia vicenda avevo incrociato uno dei più accesi sostenitori del No al referendum, il senatore dei 5 stelle Roberto Scarpinato, che quando ero pm a Termini Imerese ricopriva il ruolo di procuratore generale di Palermo. Avevo raccontato di come nel corso di una lunga e faticosa indagine che coinvolgeva politici di partiti diversi, mi fosse stato indicato di dare priorità temporale ad alcuni indagati piuttosto che ad altri, per spiegare ai cittadini quanto potere abbiano i pubblici ministeri e quanto possano incidere sulla vita politica. Questo per dire che come contraltare di tale potere - dovere è essenziale spezzare, con il sorteggio, ogni legame reale o anche solo «casuale» tra ideologia politica e magistratura.

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