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La Francia e i militari in apprensione per il carro di Leonardo-Rheinmetal

La Francia e i militari in apprensione per il carro di Leonardo-Rheinmetal
Roberto Cingolani (Ansa)

La scorsa settimana il Senato francese ha depositato la relazione di Bilancio. Al di là dei problemi politici e dei conseguenti impatti sull’esercizio provvisorio, è balzato agli occhi degli analisti della Difesa un paragrafo dedicato alla partneship italo tedesca (tra Leonardo e Rheinmetall) sul carro Panther.

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Salta il tavolo in Pakistan: americani a casa
Ansa
  • Trump, a sorpresa, annulla il viaggio di Witkoff e Kushner a Islamabad per il round di negoziati con Teheran fissato per domani: «Senza senso un volo di 18 ore, gli iraniani possono chiamarci. Dieci minuti dopo lo stop, però, hanno mandato un’altra proposta».
  • Unità tedesche verso il Mediterraneo. Missione gradita anche a Turchia e Giappone.

Lo speciale contiene due articoli.

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La Corte di Cassazione apre un procedimento disciplinare sul procuratore «violento»
Mario Fresa (Ansa)
Dopo gli scoop della «Verità» il Csm non ha avviato pratiche, mentre il Palazzaccio ha deciso di vederci chiaro. E, forse, di ascoltare quegli audio imbarazzanti di Fresa.

Dopo gli scoop della Verità la Procura generale della Cassazione si è svegliata e ha aperto un nuovo procedimento disciplinare nei confronti di Mario Fresa, storica toga progressista e magistrato «manesco» in servizio proprio presso il Palazzaccio con i gradi di sostituto procuratore generale. Il nostro giornale, a marzo, aveva svelato il contenuto di alcuni audio depositati dall’ex moglie di Fresa, che chiameremo B., in alcuni procedimenti che vedono contrapposta la coppia, in particolare in quello instaurato presso la sezione famiglia del tribunale civile della Capitale dove l’ex consorte ha chiesto la modifica delle condizioni della separazione.

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Mai dire Blackout | Transizione sotto attacco

Minerali critici, USA sostengono i prezzi. Rinnovabili vittime della guerra. Alluminio e allumina, la Cina vince. Il Congo riprende il controllo del suo cobalto. GNL, l'Asia regge, il Pakistan no.

Vescovi e sinistra vogliono i migranti ma non a casa loro
Pierfrancesco Majorino (Ansa)

Dall’Emilia-Romagna alla Campania, le amministrazioni Pd-M5s dicono no ai centri di rimpatrio pure con la scusa di salvare uccelli.

Giovedì scorso, durante una puntata di Dritto e rovescio, Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale lombardo del Pd e aspirante sindaco di Milano al posto di Beppe Sala, ha detto che se in Italia non si riescono a costruire Centri per il rimpatrio per chi non ha diritto di restare qui la colpa non è delle amministrazioni di sinistra, ma del governo. Non tocca ai Comuni, ha spiegato, scegliere dove aprire i Cpr, ma al ministero dell’Interno.

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