«Dall'invasione tedesca non smettiamo di recuperare i beni culturali polacchi»

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«Dall'invasione tedesca non smettiamo di recuperare i beni culturali polacchi»
Getty Images

Piotr Gliński, vicepresidente del Consiglio dei ministri polacco, Ministro della cultura e del patrimonio nazionale: «Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la Germania iniziò una campagna coerente e deliberata per cancellare la Polonia dalla mappa dell’Europa. Questa nazione doveva essere privata della sua élite intellettuale, della sua identità e della sua indipendenza. La distruzione e il saccheggio non risparmiarono la cultura polacca. Letteratura, musica, cinema, teatro, arti visive subirono perdite irreparabili, che si fanno sentire ancora oggi. La Polonia perse il maggior numero di cittadini a causa della seconda guerra mondiale in proporzione alla sua popolazione prebellica. Un cittadino prebellico polacco su sei morì. Le perdite subite in seguito allo sterminio delle élite non possono essere scontate. La loro morte inibì per molti anni la formazione di nuove élite intellettuali e artistiche e rallentò lo sviluppo della cultura polacca. C’è solo un ambito in cui l’ingiustizia storica causata dall’occupazione può essere, almeno parzialmente, riparata: i beni culturali, portati via dalla Polonia, possono ancora tornarvi».

L’allarme: «Mrna nel latte materno». Sieri obsoleti a chi fa la prima dose
(Ansa)
Lo studio su «Jama Pediatrics» ha rilevato del codice genetico fino a 45 ore dopo l’iniezione alla madre. Ignoti gli effetti sui neonati. Intanto, pur di non farli scadere, i farmaci vecchi son rifilati a chi inizia il ciclo vaccinale.
Mosca ridisegna i confini dell’Ucraina. «Pronti a trattare a nuove condizioni»
Coda per il referendum a Mariupol. Nel riquadro, il politologo Pavel Kimovich Baev (Ansa)
  • Il referendum dà il pretesto: «Donbass e le zone occupate sono Russia». Se Kiev spara ancora, per il Cremlino sarà aggressione.
  • Il politologo Pavel Kimovich Baev: «La mobilitazione parziale è lo sforzo massimo sostenibile. Putin è stato consigliato male, rischia un colpo di Stato».

Lo speciale contiene due articoli.

Tre buchi nel Nord Stream, giallo sabotaggio
La falla lungo il gasdotto Nord Stream 2 al largo di Borholm, Danimarca (Ansa/Danish Defense Command)
  • In poche ore le maxi perdite bloccano i gasdotti 1 e 2. I sismologi: «Lunedì registrate forti esplosioni». Per Polonia e Ucraina è colpa di Putin, che ritorce le accuse. Anche per gli Usa è «un attacco». Il prezzo schizza del 20 %, spinto pure dall’arbitrato tra Kiev e Mosca.
  • Ci vorranno settimane per la missione esplorativa. E quelle acque non sono sicure.

Lo speciale contiene due articoli.

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