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Il Viminale smonta «Repubblica»: «Voli per protezione»

Il Viminale smonta «Repubblica»: «Voli per protezione»
Ansa
  • Fascicolo della Corte dei conti sul ministro. Il Dipartimento di pubblica sicurezza: «Viaggi leciti, costati meno di 30.000 euro».
  • Per i pm di Busto Arsizio gli indagati avrebbero barattato posti dirigenziali in società partecipate con appoggi elettorali alle comunali. In un'intercettazione anche il nome del vicepremier, che dice: «I giudici siano veloci».
  • Il capo dei 5 stelle sfrutta gli assist delle Procure contro la Lega: «Il 26 sarà una scelta tra noi e tangentopoli bis». Gli dà man forte Alfonso Bonafede: «Il problema corruzione c'è». Matteo Salvini: «Il M5s usa politica, giornali e altri ambiti per attaccarci. È la storia che si ripete».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Disabili furibondi, Giannini tira dritto
Massimo Giannini (Ansa)
L’ex direttore della «Stampa» su X non fa retromarcia e parla di «accuse strumentali». I portatori di handicap: «Da lui frasi inaccettabili». Il ministro Alessandra Locatelli: «Ignorante».

Le parole sono pietre o, almeno, possono esserlo. Per questo vanno sempre impiegate con cura. Altrimenti si rischia di risultare inopportuni, se non gravemente offensivi. Strano che un giornalista navigato come Massimo Giannini, già direttore della Stampa, abbia per un momento dimenticato questa verità così elementare per chiunque faccia informazione. Eppure è successo. È avvenuto durante un intervento del giornalista a DiMartedì, il programma condotto da Giovanni Floris su La7. Nello sferrare la sua ennesima critica all’esecutivo di Giorgia Meloni, Giannini voleva esprimere un concetto in sé pure condivisibile - un governo deve fare il suo, non tirare a campare -, ma la spiegazione non gli è riuscita benissimo, scadendo in una seria mancanza di rispetto. Vediamo perché.

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Da Crozza a Gruber, i pifferai rossi si sono scatenati dopo il referendum
Maurizio Crozza (Ansa)
All’indomani del voto sulla giustizia, gli alfieri televisivi della sinistra hanno rotto gli argini per attaccare il governo Meloni a ogni trasmissione utile. Dentro il piccolo schermo, la campagna per le politiche è iniziata

Addio freni inibitori. Autocontrollo, questo sconosciuto. Ora che la meta si avvicina e in fondo al rettilineo s’intravede lo striscione del traguardo, vale tutto. La meta è la vittoria del campo largo alle prossime elezioni. O, detto in altro modo, la detronizzazione di Giorgia Meloni; e non si sa per che cosa si goda maggiormente.

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Il Teatro Regio di Torino annuncia una stagione «Fatale»: inaugurazione con Mascagni e Leoncavallo
Presentato il cartellone 2026/27: quindici titoli, nove nuovi allestimenti, tre appuntamenti dedicati alla danza e il gioiello barocco di Vivaldi Juditha triumphans. Un’ambiziosa tetralogia verista per l’inaugurazione e il gran finale russo con Evgenij Onegin di Ciajkovskij e la regia di Robert Carsen.
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Il bilancio di Tedros: 3 vittime, 5 casi confermati («Ma aumenteranno»). Rispuntano Bassetti, Burioni & C. Il capitano della MV Hondius dopo la morte del primo paziente: «Nave sicura». Hostess ricoverata in Olanda.

Mamma mia, here we go again. Ci risiamo davvero? L’epidemia di Hantavirus non è nemmeno un’epidemia, ma i giornali hanno subito ritrovato il gusto dell’apocalisse sanitaria. E sono ricomparse le virostar. Al solito, con tutto e il suo contrario: Matteo Bassetti è preoccupato per la letalità della malattia e per la dispersione dei potenziali untori; Fabrizio Pregliasco esorta a evitare «inutili allarmismi»; Roberto Burioni rispolvera l’arte della spocchia e deride i «milioni di esperti» passati da Hormuz a Garlasco al virus.

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