La trappola del governo elettorale

Lo chiamano governo elettorale, ma non è dalle definizioni tecniche che Matteo Salvini dovrà guardarsi, bensì da ciò che sta dietro alle formule magiche che la politica sa scovare ogni volta che c'è una crisi e il Parlamento non ha voglia di andare a casa. Dopo aver dato a lungo la sensazione di essere indeciso, il capo della Lega ha deciso e fatto presentare ai suoi la mozione di sfiducia al governo Conte. Il ministro dell'Interno ha fretta di riportare l'Italia al voto e fosse per lui l'esecutivo si dimetterebbe in serata e lunedì si scioglierebbero le Camere.

Roberto Speranza (Ansa)
Che Roberto Speranza non fosse il ministro adatto a portare fuori l'Italia dalla pandemia lo avevamo capito più di un anno fa. Non soltanto per la clamorosa sottovalutazione del coronavirus nei mesi di gennaio e febbraio, quando ancora l'emergenza non aveva mietuto decine di migliaia di vittime (di lui rimarranno scolpite nella storia le frasi con cui definiva l'Italia prontissima ad affrontare il Covid), ma anche per la gaffe con cui in un libro celebrò la fine dell'epidemia sebbene il peggio dovesse ancora venire.
Il picco di under 60 immunizzati con Astrazeneca e ancora in attesa della seconda dose si trova in Lombardia e Lazio. Mancano gli studi: paura sia per gli effetti collaterali, sia per i dubbi sul livello di protezione.
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