Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy
Articles By Author
Chiudere l’inutile e costoso doppione della sede dell’Eurocamera sarebbe un segnale ai cittadini. Eppure la Francia, che disapprova il criterio dell’unanimità, impone il veto.

Il dibattito sulla necessità di rivedere i Trattati europei per cambiare le modalità decisionali delle istituzioni europee, passando dal voto all’unanimità a quello a maggioranza, viene giustificato con l’urgenza di prendere decisioni veloci. Nella recente riunione informale dei capi di governo (non tutti presenti) tenutasi ad Alden Biensen, in Belgio, si è tornati sull’argomento, ribadendo, a partire dal super ospite fisso Mario Draghi, che le difficoltà economiche dell’Europa, stretta tra Usa e Cina, impongono decisioni rapide. L’impressione che lascia questa inconcludente discussione è che l’obiettivo principale del superamento dell’unanimità non sia tanto quello di dare slancio al progetto europeo e di migliorarne l’efficienza, ma quello di escludere alcuni Paesi dal circuito decisionale. Soprattutto quelli non allineati completamente alle linee dettate da Berlino e Parigi e dai cosiddetti volenterosi. Su questo dibattito ingannevole, come dimostrano sondaggi ed elezioni in diversi Paesi, l’opinione pubblica europea non intende sintonizzarsi.

Continua a leggereRiduci
Ostilità al governo e al Guardasigilli. Gli unici valori per il Pd della Schlein
Elly Schlein (Ansa)
Il Partito democratico non ha una visione chiara sulle alleanze e sulle strategie internazionali.

Centosessantadue favorevoli, undici astenuti, nessun contrario. Questo è l’esito conclusivo della direzione del Pd, di qualche giorno fa, che ha approvato la relazione del segretario Schlein. Tutto bene, quindi: almeno in apparenza il partito si mostra compatto e pronto per le battaglie che lo attendono nei prossimi mesi.

Continua a leggereRiduci
L’Unione europea assomiglia sempre di più alle autocrazie che dice di osteggiare
Palazzo Berlaymont (Getty Images)
Confiscare i beni congelati alla Russia è una deriva da «capitalismo di Stato» anti libero mercato.

Le intenzioni della Commissione europea riguardo all’utilizzo degli asset sovrani russi attualmente trattenuti dall’Unione europea, in Belgio, sono alquanto pericolose e altamente rischiose. Proprio ieri, la presidenza danese ha informato che il Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue, ha approvato l’avvio di una procedura scritta per la decisione formale del Consiglio entrooggi alle 17. La mossa prevede il rinnovo a tempo indeterminato delle sanzioni che immobilizzano gli asset russi in Europa usando l’articolo 122 del Trattato che consente di procedere a maggioranza qualificata.

Continua a leggereRiduci