L’Europa è un salasso
Incredibile uscita dell’ex premier e Commissario: «È molto complicato che un Paese vada frontalmente contro l’orientamento europeo. Telefonate in Ungheria per sapere com’è andata». Bella democrazia.
Incredibile uscita dell’ex premier e Commissario: «È molto complicato che un Paese vada frontalmente contro l’orientamento europeo. Telefonate in Ungheria per sapere com’è andata». Bella democrazia.
Il premier ad Assolombarda: «Rivedere i balzelli sul clima, danneggia le aziende. E chiederò flessibilità sulla spesa a causa dell’inflazione». Giorgetti: «È finita l’età dell’oro con scostamenti senza regole».
I fatti spazzano via la retorica ipocrita: nei primi nove mesi del 2026 l’Unione ha comprato oltre 12 milioni di tonnellate di Gnl dallo zar. Acquistando combustibili fossili per 230 miliardi. Però con Mosca non parla.
Rispetto al quadro finanziario 2021-2027, son stati tagliati circa 90 miliardi alle risorse previste per l’agricoltura (Pac). La stessa cifra destinata per gli aiuti all’Ucraina.
La battaglia sul prossimo bilancio comunitario ha una certezza: qualunque aumento peserà su di noi in quanto contribuenti netti.
Dal costo dell'energia all'inflazione, all'assemblea di Assolombarda il premier rilancia le richieste italiane a Bruxelles. Sul tavolo anche nucleare, agricoltura e Piano Mattei: il governo punta a difendere gli investimenti senza rinunciare alle priorità europee.
Il premier: auspico il ripristino del price cap, ma abbiamo i soldi per tagliare le accise. Da Bruxelles pochi spazi sulla flessibilità.
Sinistra isterica per l’esposizione sui nascituri al Parlamento europeo. Guai però a criticare le opere di dubbio gusto o blasfeme.
Arrivano le letterine delle procedure di infrazione, a partire dagli immobili green, direttiva che Roma non ha mai recepito. Rilievi anche perché diamo priorità al credito delle nostre aziende e per i ritardi sulle concessioni nelle spiagge. Che fare? Ignorarli.
Lettera del premier italiano alla Von der Leyen: «Prezzi troppo alti, dobbiamo poter aiutare famiglie e imprese. E l’Europa è ancora sorda sugli Ets, così non va: ci vuole pragmatismo e meno ideologia».
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