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Il mondo ha paura delle armi di Pechino

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Il mondo ha paura delle armi di Pechino
Ansa
  • Altro che Via della seta, Trump ha mille ragioni per temere l'espansione commerciale e militare di Pechino. Che già oggi, grazie anche a una marina militare immensa e la più grande Guardia Costiera del pianeta è in grado di invadere Asia e Pacifico fino all'Australia.
  • Con 32.000 chilometri di coste e 3,16 milioni di chilometri quadrati (tutto il Mediterraneo è 2,5 milioni di kmq) la Cina ha bisogno di una Marina Militare imponente con una portaerei e un centinaio di navi da battaglia. La chiamano Plan (People's Liberation Army Navy), ed entro il 2029 disporrà anche di altre cinque portaerei attualmente in costruzione.
  • A battere bandiera cinese sono anche migliaia di grandi e medi pescherecci (300-500 tonnellate) che costituiscono una forza complementare a quella navale, la Pafmm (People Armed Forces Maritime Militia).

Lo speciale contiene tre articoli e i numeri degli armamenti cinesi.

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Crans-Montana, i Moretti sospettati di riciclaggio. Indagato anche il sindaco
Nicolas Féraud (Ansa)
La Procura vallesana ha esteso l’inchiesta penale ad altre cinque persone: Nicolas Féraud, primo cittadino, è tra queste. I conti bancari della coppia sono al vaglio della Federpol.

Il sindaco di Crans-Montana finito tra gli indagati e i conti dei Moretti al vaglio della Federpol per un «sospetto schema finanziario criminale» basato sul «riciclaggio di denaro» e sull’utilizzo di garanzie fittizie per ottenere prestiti bancari, in una sorta di «schema Ponzi» giocato ad alto livello.

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Lo «spezzafame» diventato icona. Il tramezzino compie cent’anni
(IStock)
È la versione italiana del sandwich, ma tra i suoi antenati ci sarebbe l’ebraico «korech». Nel nostro Paese, Venezia e Torino se ne contendono i natali. E ogni città ha la sua ricetta tipica, dal baccalà alla cicoria.
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Jerry Calà: «Soltanto qui in Italia la parola “comico” è un po’ dispregiativa»
Jerry Calà (Getty Images)
L’attore: «I ragazzi che scoprono i miei film mi chiedono se non avevo paura a dire battute che adesso non si possono più fare».

Marco Ferreri, il più enigmatico regista italiano, soffriva d’insonnia. Trascorreva varie notti a vedere i film con Jerry Calà. In un’intervista tv antecedente al 1993 osservò: «Calà mi piace». Infatti, colui che consacrò Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Gérard Depardieu, volle proprio il Gatto emerso nel 1977 a Non stop, come protagonista di Diario di un vizio. Tuttavia, l’apice della «libidine» per l’attore siciliano, classe 1951, trasferitosi prima a Milano e poi, dopo la prima media, definitivamente a Verona, si verificò al Festival del cinema di Berlino.

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Aumenta il petrolio e il costo dei carburanti schizza alle stelle. È una speculazione clamorosa. Adesso tocca alle bollette.

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