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I conti in tasca a chi dà le pagelle all’Italia

I conti in tasca a chi dà le pagelle all’Italia
ANSA
  • Nonostante il clamoroso abbaglio con il fallimento Lehman Brothers, le «tre grandi» agenzie del rating monopolizzano i giudizi su Paesi e colossi finanziari. Quasi sempre sono pagate dalle istituzioni che devono monitorare. Fatturati in crescita anche del 17%.
  • Jean Claude Juncker fa l'offeso per le critiche di Matteo Salvini e torna a minacciare: «Valuteremo la finanziaria il 15 e, nel caso, proporremo delle modifiche». La replica gialloblù: «Questa Europa alle prossime elezioni verrà licenziata».
  • Le visite di Mario Draghi da Sergio Mattarella sono sempre più frequenti. Il presidente, nonostante due collaboratori dedicati, cerca consigli da chi tiene il polso dei mercati finanziari.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Intesa offre 30,6 miliardi per Mps: «Nasce la seconda banca europea»
Carlo Messina (Ansa)
  • Messina lancia una Opas sull’istituto guidato da Lovaglio, puntando a valorizzare Mediobanca e la quota strategica in Generali. E riguardo la tassa sugli extraprofitti dice: «Non si torni ogni anno su questo tema».
  • Mef informato, ma «nessuno ha parlato con la Meloni». Il Monte: da Ca’ de Sass e Bpm proposte non sollecitate, le valuteremo.
  • Cimbri: «In campo per vincere, faremo un gruppo da 2 miliardi di utili. Da Castagna una lettera di un innamorato...»

Lo speciale contiene tre articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 9 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 9 giugno con Carlo Cambi

Dopo il primo turno, col trionfo non scontato a Venezia, il centrodestra la spunta a Lecco, Vigevano, Arezzo e Macerata. Il campo largo si consola con Chieti, Agrigento, Trani. Meloni: «Confermata la nostra forza». Tajani: «Battiamo il partito della patrimoniale».

Per usare un’espressione cara a Elly Schlein, segretaria pd, anche stavolta il campo largo non si è visto arrivare; nel senso che non è pervenuto. La partita dei ballottaggi di questa domenica e lunedì finisce in pareggio: tre a tre com’era iniziata. Il centrodestra, però, dopo la non scontata vittoria al primo turno a Venezia, ha qualche motivo di soddisfazione che manca alla coalizione sinistro-stellata.

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Commissione Covid: la sinistra ha paura e la sabota
Il senatore Marco Lisei, presidente Commissione Covid (Ansa)
Alcuni testimoni sentiti da funzionari di polizia fuori dall’Aula: i giallorossi lasciano i lavori per protesta. Siamo passati dall’«intercettateci tutti», ai tempi di Berlusconi , al «non interrogateci affatto» di adesso.

La sinistra non vuole che sul Covid si facciano troppe domande. Dunque, ha deciso di abbandonare i lavori della commissione istituita per fare chiarezza sulla gestione della pandemia. È successo ieri, durante una seduta agitata in cui la delegazione di Pd e 5 stelle ha addirittura chiesto le dimissioni del presidente dell’organismo bicamerale, il senatore Marco Lisei.

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