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2018-08-06
Guida pratica alle misure del decreto Dignità
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Ansa
Il decreto Dignità, che è sbarcato in seconda lettura al Senato e che oggi alle 11 arriva in Aula, era stato approvato dalla Camera lo scorso 2 agosto alle 11 di sera. In assemblea a Montecitorio il provvedimento ha incassato 312 sì, 190 no e 1 astenuto. «Abbiamo vinto il primo round, ce l'abbiamo fatta, e senza la fiducia», aveva commento il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. «Ora c'è il Senato, lì i tempi sono più ridotti». Il premier Giuseppe Conte invece ha parlato di «un primo importante passo in avanti per la lotta al precariato, il contrasto all'azzardo e la semplificazione fiscale». Da venerdì le commissioni Finanze e Lavoro di Palazzo Madama hanno lavorato senza sosta, nominando come relatori Enrico Montani della Lega e Susy Matrisciano dei 5 stelle. «L'obiettivo è chiudere martedì (domani 7 agosto, ndr)», aveva detto sabato sera il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli interpellato dai giornalisti prima dell'avvio della seduta delle commissioni Finanze e Lavoro sui circa 700 emendamenti al decreto. Senza fiducia? «Assolutamente sì, anche perché al Senato la fiducia non ha nessun senso perché non si guadagna tempo». Con il decreto «diamo una spallata al precariato dei record e diamo ossigeno a imprese e professionisti con meno burocrazia». Ma sono in tanti a credere che la fiducia sarà necessaria visti i tempi stretti.
Ecco le principali misure del nuovo testo del decreto.
- Bonus per assunzioni stabili:prorogato per il biennio 2019-20 il bonus assunzioni al 50% dei contributi fino gli under 35 (non solo per gli under 30 come previsto dalle vecchie norme). Lo sconto vale per tre anni, tetto massimo 3.000 euro. Dovrebbe favorire 62.000 nuove assunzioni nel biennio.
- Più assunti nei centri per l'impiego: le Regioni dovranno dedicare una quota delle loro nuove assunzioni a rafforzare gli organici dei centri per l'impiego.
- Contratti a termine più brevi e costi, tornano le causali: massimo 24 mesi per il tempo determinato, dopo i primi 12 scattano le causali, senza di esse il contratto diventa automaticamente stabile. Ogni rinnovo a partire dal secondo ha un costo contributivo aggiuntivo dello 0,5%, escluso il lavoro domestico. Ridotte da cinque a quattro le proroghe. La stretta vale anche per i contratti a termine in somministrazione, esclusi i portuali.
- Regime transitorio fino al 31 ottobre: la stretta non si adotterà subito ai contratti in corso, ma scatterà da novembre. Fino al 31 ottobre rinnovi e proroghe di contratti in corso potranno essere firmati secondo le vecchie regole.
- Sale indennità di licenziamento, anche in conciliazione: in caso di licenziamento illegittimo le indennità passano da un minimo di sei a un massimo di 36 mensilità. Aumenta l'indennità anche in sede di conciliazione (3-27 mesi).
- Voucher fino a dieci giorni per turismo, agricoltura ed enti locali: esteso a piccoli alberghi e strutture ricettive del turismo fino a otto dipendenti (non più cinque) l'utilizzo dei nuovi voucher, di durata massima dieci giorni, anziché tre. Come già previsto potranno essere utilizzati come forma di pagamento per il lavoro di pensionati, disoccupati, studenti fino a 25 anni e percettori di forme di sostegno al reddito. Semplificato l'utilizzo per l'agricoltura.
- Multe a chi delocalizza: sanzioni da due a quattro volte i benefici per le aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti. Meccanismo di recapture per l'iperammortamento in caso di delocalizzazione o cessione degli investimenti. Scatta la revoca anche per gli aiuti legati a impatti occupazionali davanti a un taglio del 50% dei posti di lavoro.
- Gioco “nuoce alla salute" e obbligo tessera sanitaria: logo «no slot» per chi elimina le macchinette, tessera sanitaria obbligatoria per giocare, come per le sigarette, e scritta, anche sui Gratta e vinci, «il gioco nuoce alla salute». Tra le novità anche un maggiore aumento del Preu per finanziare il bonus assunzioni. Inasprite le sanzioni per chi viola il divieto di pubblicità sul gioco d'azzardo, che dal 2019 anche per le sponsorizzazioni: previste multe del 10% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, da un minimo di 50.000 euro. Salvi i contratti in essere per non più di un anno.
- Modifica su temi fiscali: stop al trattenimento diretto dell'Iva da parte dello Stato per i professionisti. Il calo del gettito è coperto sempre dal rincaro del Preu sui giochi e da fondi Mise e Mef. Rinviate le scadenze dello spesometro. Entra nel decreto anche il rinvio dell'obbligo di fattura elettronica per i benzinai al 1° gennaio.
- Stop società sportive dilettantistiche a scopo di lucro:abolita la disciplina voluta dall'ex ministro Luca Lotti con l'ultima legge di bilancio che consentiva di esercitare lo sport dilettantistico anche a scopo di lucro.
- Scuola regolare con maestre diplomate:Le maestre con diploma magistrale ante 2001-2002 potranno comunque insegnare, a dispetto dello stop arrivato dal Consiglio di Stato. La norma originaria viene modificata prevedendo la proroga dei contratti fino al 30 giugno 2019 (con la trasformazione però a tempo determinato anche dei contratti stabili) e un concorso straordinario. Eliminato il limite di 36 mesi per i precari.
- Compensazione crediti-debiti: Con un emendamento a firma Simone Baldelli (Forza Italia), è stata concessa a imprese e professionisti la possibilità anche nel 2018 di compensare le cartelle esattoriali con i crediti fiscali con la pubblica amministrazione.
Split payment abolito ma solo per i professionisti
Il decreto dignità contiene anche delle disposizioni in materia fiscale. Gli articoli 10, 11, 11bis e 12 del testo riguardano rispettivamente redditometro, spesometro, fatturazione elettronica per le cessioni di carburante e split payment. Quanto al primo, si tratta di una revisione dello strumento che il Fisco usa per determinare il reddito presunto del contribuente in base alle spese da esso sostenute. L'accertamento, che secondo la legge già vigente scatta solo in caso di scostamento tra reddito dichiarato e reddito accertato superiore del 20%, con la nuova norma avrà il filtro del parare dell'Istat e delle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori. Dunque, si tratta di una maggiore tutela per le persone fisiche.
Per facilitare la comprensione ai lettori, La Verità ha chiesto delucidazioni a Rosanna Acierno, dottore commercialista e revisore contabile che si occupa di contenziosi in materia fiscale. Sul redditometro, «che non è altro che una tipologia di accertamento utilizzata dall'Agenzia delle entrate nei confronti dei contribuenti persone fisiche, il decreto prevede un nuovo aggiornamento dei coefficienti presuntivi basato sul costo della vita». In realtà già da un paio d'anni l'Agenzia delle entrate lo usava pochissimo perché molto lungo come procedimento e poco vantaggioso sul piano del recupero di imposte evase. «Per lo spesometro, che è l'obbligo per i titolati di partita Iva di trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, in realtà si tratta di una proroga». Nel testo si legge che «la comunicazione dei dati relativi al terzo trimestre 2018 non debba essere effettuata entro il mese di novembre 2018 (in applicazione dell'art. 21, comma1, del decreto-legge n. 78 del 2010), bensì entro il 28 febbraio 2019».
Novità anche per la fatturazione elettronica del carburante, con il rinvio al primo gennaio 2019, previsto dall'art. 11-bis, della decorrenza dell'obbligo della fatturazione elettronica per la vendita di carburante a soggetti Iva presso gli impianti stradali di distribuzione. Quanto allo split payment (cioè il trattenimento diretto dell'Iva da parte dello Stato nel rapporto con i propri fornitori) è stato abolito ma solo per i professionisti (ovverosia per chi è iscritto a un albo, quindi sono esclusi ad esempio gli imprenditori non iscritti a un albo).
Tutte le regole del ritorno dei voucher
GiphyIl decreto Dignità ha visto il ritorno dei voucher, voluto con forza dalla Lega e introdotto in sede di conversione alla Camera, con una serie di disposizioni volte al fine di regolare le prestazioni occasionali. Per capirci meglio, la tipologia di ticket rimane la stessa introdotta dal governo Gentiloni, ma si allarga a turismo, agricoltura ed enti locali. I nuovi voucher saranno incassabili anche agli sportelli postali, saranno utilizzabili da imprese agricole fino a cinque dipendenti, da strutture alberghiere e ricettive del turismo fino a otto dipendenti e, come abbiamo detto, dagli enti locali.
Per servirsene sia i prestatori che gli utilizzatori dovranno registrarsi nel sito dell'Inps e i primi dovranno autocertificare la propria condizione all'atto della registrazione. Nel settore agricolo, in particolare, è stato introdotto l'obbligo per il prestatore di autocertificare la non iscrizione, nell'anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Secondo la norma, l'utilizzatore può «versare le somme dovute per l'attivazione del contratto di prestazione occasionale anche attraverso un consulente del lavoro».
Per quanto riguarda i dati che l'utilizzatore deve comunicare almeno un'ora prima dell'inizio della prestazione «si amplia il novero dei soggetti che sono tenuti a comunicare la data di inizio e il monte ore complessivo presunto […] comprendendovi non solo l'imprenditore agricolo, ma anche l'azienda alberghiera o la struttura ricettiva che opera nel settore del turismo, nonché gli enti locali». Per loro «si amplia l'arco temporale di riferimento della durata della prestazione, che non deve essere superiore a 10 giorni (in luogo dei 3 giorni attualmente previsti per gli imprenditori agricoli)». L'art. 2-bis del decreto specifica che «nel settore agricolo il limite massimo di quattro ore continuative di prestazione può essere commisurato con riferimento al suddetto arco temporale, anziché alla singola giornata».
Deroghe per le maestre non laureate
Cambiano le norme in fatto di scuola, con la deroga per le maestre con diploma magistrale ante 2001-2002 e quindi prive di laurea. Nonostante sia arrivato lo stop del Consiglio di Stato, le suddette potranno comunque insegnare. La norma originaria viene così modificata prevedendo la proroga dei contratti fino al 30 giungo 2019, con la trasformazione però a tempo determinato anche dei contratti stabili e soprattutto un concorso straordinario. Per l'immissione in ruolo procederà così: la metà dei posti vacanti verrà attinto dalle graduatorie, mentre l'altra metà tramite concorso, attingendo prima alle graduatorie dei concorsi banditi nel 2016 e poi procedendo, appunto, con il concorso straordinario. Esso sarà riservato ai diplomati magistrali e ai laureati in scienze della formazione primaria. Il decreto-legge elimina anche il limite dei 36 mesi per gli insegnanti precari, chiesto dall'Europa, e del personale della scuola a partire dal settembre 2016.
Il fine delle nuove norme è quello di salvaguardare la continuità didattica nell'anno scolastico 2018/2019, altrimenti messo a repentaglio dall'applicazione della sentenza dell'Adunanza plenaria n.11 del 2017 con la quale il Consiglio di Stato aveva dichiarato appunto il diploma magistrale titolo non sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie a esaurimento (Gae) del personale docente. Ricordiamo che le graduatorie permanenti dei docenti sono state trasformate in Gae dalla legge finanziaria 2007 che aveva fatto salva l'inclusione nelle medesime di determinate categorie di soggetti già in possesso di abilitazione e, con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, di quanti, alla data della sua entrata in vigore, stessero già frequentando alcuni corsi abilitanti speciali. Tornando al provvedimento in essere, esso disciplina anche la copertura dei posti nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Il concorso straordinario per titoli e prova orale, presenta varie analogie con il concorso previsto per il reclutamento del personale docente nella scuola secondaria.
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Oggi il rush finale al Senato dopo l'approvazione delle commissioni. Ecco cosa prevede il testo: deroghe per le maestre non laureate, tornano i voucher e sparisce lo split payment (ma solo per i professionisti). Arrivano le multe per chi delocalizza e restano i bonus fiscali alle assunzioni.Lo speciale contiene quattro articoli Il decreto Dignità, che è sbarcato in seconda lettura al Senato e che oggi alle 11 arriva in Aula, era stato approvato dalla Camera lo scorso 2 agosto alle 11 di sera. In assemblea a Montecitorio il provvedimento ha incassato 312 sì, 190 no e 1 astenuto. «Abbiamo vinto il primo round, ce l'abbiamo fatta, e senza la fiducia», aveva commento il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. «Ora c'è il Senato, lì i tempi sono più ridotti». Il premier Giuseppe Conte invece ha parlato di «un primo importante passo in avanti per la lotta al precariato, il contrasto all'azzardo e la semplificazione fiscale». Da venerdì le commissioni Finanze e Lavoro di Palazzo Madama hanno lavorato senza sosta, nominando come relatori Enrico Montani della Lega e Susy Matrisciano dei 5 stelle. «L'obiettivo è chiudere martedì (domani 7 agosto, ndr)», aveva detto sabato sera il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli interpellato dai giornalisti prima dell'avvio della seduta delle commissioni Finanze e Lavoro sui circa 700 emendamenti al decreto. Senza fiducia? «Assolutamente sì, anche perché al Senato la fiducia non ha nessun senso perché non si guadagna tempo». Con il decreto «diamo una spallata al precariato dei record e diamo ossigeno a imprese e professionisti con meno burocrazia». Ma sono in tanti a credere che la fiducia sarà necessaria visti i tempi stretti. Ecco le principali misure del nuovo testo del decreto. Bonus per assunzioni stabili:prorogato per il biennio 2019-20 il bonus assunzioni al 50% dei contributi fino gli under 35 (non solo per gli under 30 come previsto dalle vecchie norme). Lo sconto vale per tre anni, tetto massimo 3.000 euro. Dovrebbe favorire 62.000 nuove assunzioni nel biennio. Più assunti nei centri per l'impiego: le Regioni dovranno dedicare una quota delle loro nuove assunzioni a rafforzare gli organici dei centri per l'impiego. Contratti a termine più brevi e costi, tornano le causali: massimo 24 mesi per il tempo determinato, dopo i primi 12 scattano le causali, senza di esse il contratto diventa automaticamente stabile. Ogni rinnovo a partire dal secondo ha un costo contributivo aggiuntivo dello 0,5%, escluso il lavoro domestico. Ridotte da cinque a quattro le proroghe. La stretta vale anche per i contratti a termine in somministrazione, esclusi i portuali. Regime transitorio fino al 31 ottobre: la stretta non si adotterà subito ai contratti in corso, ma scatterà da novembre. Fino al 31 ottobre rinnovi e proroghe di contratti in corso potranno essere firmati secondo le vecchie regole. Sale indennità di licenziamento, anche in conciliazione: in caso di licenziamento illegittimo le indennità passano da un minimo di sei a un massimo di 36 mensilità. Aumenta l'indennità anche in sede di conciliazione (3-27 mesi). Voucher fino a dieci giorni per turismo, agricoltura ed enti locali: esteso a piccoli alberghi e strutture ricettive del turismo fino a otto dipendenti (non più cinque) l'utilizzo dei nuovi voucher, di durata massima dieci giorni, anziché tre. Come già previsto potranno essere utilizzati come forma di pagamento per il lavoro di pensionati, disoccupati, studenti fino a 25 anni e percettori di forme di sostegno al reddito. Semplificato l'utilizzo per l'agricoltura. Multe a chi delocalizza: sanzioni da due a quattro volte i benefici per le aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti. Meccanismo di recapture per l'iperammortamento in caso di delocalizzazione o cessione degli investimenti. Scatta la revoca anche per gli aiuti legati a impatti occupazionali davanti a un taglio del 50% dei posti di lavoro. Gioco “nuoce alla salute" e obbligo tessera sanitaria: logo «no slot» per chi elimina le macchinette, tessera sanitaria obbligatoria per giocare, come per le sigarette, e scritta, anche sui Gratta e vinci, «il gioco nuoce alla salute». Tra le novità anche un maggiore aumento del Preu per finanziare il bonus assunzioni. Inasprite le sanzioni per chi viola il divieto di pubblicità sul gioco d'azzardo, che dal 2019 anche per le sponsorizzazioni: previste multe del 10% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, da un minimo di 50.000 euro. Salvi i contratti in essere per non più di un anno. Modifica su temi fiscali: stop al trattenimento diretto dell'Iva da parte dello Stato per i professionisti. Il calo del gettito è coperto sempre dal rincaro del Preu sui giochi e da fondi Mise e Mef. Rinviate le scadenze dello spesometro. Entra nel decreto anche il rinvio dell'obbligo di fattura elettronica per i benzinai al 1° gennaio. Stop società sportive dilettantistiche a scopo di lucro:abolita la disciplina voluta dall'ex ministro Luca Lotti con l'ultima legge di bilancio che consentiva di esercitare lo sport dilettantistico anche a scopo di lucro. Scuola regolare con maestre diplomate:Le maestre con diploma magistrale ante 2001-2002 potranno comunque insegnare, a dispetto dello stop arrivato dal Consiglio di Stato. La norma originaria viene modificata prevedendo la proroga dei contratti fino al 30 giugno 2019 (con la trasformazione però a tempo determinato anche dei contratti stabili) e un concorso straordinario. Eliminato il limite di 36 mesi per i precari. Compensazione crediti-debiti: Con un emendamento a firma Simone Baldelli (Forza Italia), è stata concessa a imprese e professionisti la possibilità anche nel 2018 di compensare le cartelle esattoriali con i crediti fiscali con la pubblica amministrazione. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/guida-pratica-al-decreto-dignita-2592693045.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="split-payment-abolito-ma-solo-per-i-professionisti" data-post-id="2592693045" data-published-at="1773431460" data-use-pagination="False"> Split payment abolito ma solo per i professionisti Il decreto dignità contiene anche delle disposizioni in materia fiscale. Gli articoli 10, 11, 11bis e 12 del testo riguardano rispettivamente redditometro, spesometro, fatturazione elettronica per le cessioni di carburante e split payment. Quanto al primo, si tratta di una revisione dello strumento che il Fisco usa per determinare il reddito presunto del contribuente in base alle spese da esso sostenute. L'accertamento, che secondo la legge già vigente scatta solo in caso di scostamento tra reddito dichiarato e reddito accertato superiore del 20%, con la nuova norma avrà il filtro del parare dell'Istat e delle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori. Dunque, si tratta di una maggiore tutela per le persone fisiche.Per facilitare la comprensione ai lettori, La Verità ha chiesto delucidazioni a Rosanna Acierno, dottore commercialista e revisore contabile che si occupa di contenziosi in materia fiscale. Sul redditometro, «che non è altro che una tipologia di accertamento utilizzata dall'Agenzia delle entrate nei confronti dei contribuenti persone fisiche, il decreto prevede un nuovo aggiornamento dei coefficienti presuntivi basato sul costo della vita». In realtà già da un paio d'anni l'Agenzia delle entrate lo usava pochissimo perché molto lungo come procedimento e poco vantaggioso sul piano del recupero di imposte evase. «Per lo spesometro, che è l'obbligo per i titolati di partita Iva di trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, in realtà si tratta di una proroga». Nel testo si legge che «la comunicazione dei dati relativi al terzo trimestre 2018 non debba essere effettuata entro il mese di novembre 2018 (in applicazione dell'art. 21, comma1, del decreto-legge n. 78 del 2010), bensì entro il 28 febbraio 2019». Novità anche per la fatturazione elettronica del carburante, con il rinvio al primo gennaio 2019, previsto dall'art. 11-bis, della decorrenza dell'obbligo della fatturazione elettronica per la vendita di carburante a soggetti Iva presso gli impianti stradali di distribuzione. Quanto allo split payment (cioè il trattenimento diretto dell'Iva da parte dello Stato nel rapporto con i propri fornitori) è stato abolito ma solo per i professionisti (ovverosia per chi è iscritto a un albo, quindi sono esclusi ad esempio gli imprenditori non iscritti a un albo). <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/guida-pratica-al-decreto-dignita-2592693045.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="tutte-le-regole-del-ritorno-dei-voucher" data-post-id="2592693045" data-published-at="1773431460" data-use-pagination="False"> Tutte le regole del ritorno dei voucher Giphy Il decreto Dignità ha visto il ritorno dei voucher, voluto con forza dalla Lega e introdotto in sede di conversione alla Camera, con una serie di disposizioni volte al fine di regolare le prestazioni occasionali. Per capirci meglio, la tipologia di ticket rimane la stessa introdotta dal governo Gentiloni, ma si allarga a turismo, agricoltura ed enti locali. I nuovi voucher saranno incassabili anche agli sportelli postali, saranno utilizzabili da imprese agricole fino a cinque dipendenti, da strutture alberghiere e ricettive del turismo fino a otto dipendenti e, come abbiamo detto, dagli enti locali. Per servirsene sia i prestatori che gli utilizzatori dovranno registrarsi nel sito dell'Inps e i primi dovranno autocertificare la propria condizione all'atto della registrazione. Nel settore agricolo, in particolare, è stato introdotto l'obbligo per il prestatore di autocertificare la non iscrizione, nell'anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Secondo la norma, l'utilizzatore può «versare le somme dovute per l'attivazione del contratto di prestazione occasionale anche attraverso un consulente del lavoro». Per quanto riguarda i dati che l'utilizzatore deve comunicare almeno un'ora prima dell'inizio della prestazione «si amplia il novero dei soggetti che sono tenuti a comunicare la data di inizio e il monte ore complessivo presunto […] comprendendovi non solo l'imprenditore agricolo, ma anche l'azienda alberghiera o la struttura ricettiva che opera nel settore del turismo, nonché gli enti locali». Per loro «si amplia l'arco temporale di riferimento della durata della prestazione, che non deve essere superiore a 10 giorni (in luogo dei 3 giorni attualmente previsti per gli imprenditori agricoli)». L'art. 2-bis del decreto specifica che «nel settore agricolo il limite massimo di quattro ore continuative di prestazione può essere commisurato con riferimento al suddetto arco temporale, anziché alla singola giornata». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/guida-pratica-al-decreto-dignita-2592693045.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="deroghe-per-le-maestre-non-laureate" data-post-id="2592693045" data-published-at="1773431460" data-use-pagination="False"> Deroghe per le maestre non laureate Cambiano le norme in fatto di scuola, con la deroga per le maestre con diploma magistrale ante 2001-2002 e quindi prive di laurea. Nonostante sia arrivato lo stop del Consiglio di Stato, le suddette potranno comunque insegnare. La norma originaria viene così modificata prevedendo la proroga dei contratti fino al 30 giungo 2019, con la trasformazione però a tempo determinato anche dei contratti stabili e soprattutto un concorso straordinario. Per l'immissione in ruolo procederà così: la metà dei posti vacanti verrà attinto dalle graduatorie, mentre l'altra metà tramite concorso, attingendo prima alle graduatorie dei concorsi banditi nel 2016 e poi procedendo, appunto, con il concorso straordinario. Esso sarà riservato ai diplomati magistrali e ai laureati in scienze della formazione primaria. Il decreto-legge elimina anche il limite dei 36 mesi per gli insegnanti precari, chiesto dall'Europa, e del personale della scuola a partire dal settembre 2016. Il fine delle nuove norme è quello di salvaguardare la continuità didattica nell'anno scolastico 2018/2019, altrimenti messo a repentaglio dall'applicazione della sentenza dell'Adunanza plenaria n.11 del 2017 con la quale il Consiglio di Stato aveva dichiarato appunto il diploma magistrale titolo non sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie a esaurimento (Gae) del personale docente. Ricordiamo che le graduatorie permanenti dei docenti sono state trasformate in Gae dalla legge finanziaria 2007 che aveva fatto salva l'inclusione nelle medesime di determinate categorie di soggetti già in possesso di abilitazione e, con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, di quanti, alla data della sua entrata in vigore, stessero già frequentando alcuni corsi abilitanti speciali. Tornando al provvedimento in essere, esso disciplina anche la copertura dei posti nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Il concorso straordinario per titoli e prova orale, presenta varie analogie con il concorso previsto per il reclutamento del personale docente nella scuola secondaria.
Philippe Donnet (Ansa)
La cedola sale a 1,64 euro per azione, con un incremento del 14,7%, superiore alle attese degli analisti. Quasi 2,4 miliardi distribuiti agli azionisti. Donnet lancia anche un nuovo programma di buyback da 500 milioni di euro. In altre parole, soldi che tornano direttamente nelle tasche dei soci. Quando si distribuisce così tanta liquidità significa che il motore gira forte. Le masse gestite dal gruppo arrivano a sfiorare i 900 miliardi di euro, in crescita del 4,3%. Il risparmio gestito porta a casa oltre 1,19 miliardi di utile operativo. Ma il cuore pulsante resta l’attività assicurativa. I premi lordi complessivi salgono a 98,1 miliardi. La solidità patrimoniale resta robusta. In termini semplici: il capitale per coprire i rischi è più che abbondante. Accanto a Donnet, il nuovo direttore generale e vice ceo Giulio Terzariol prova a sintetizzare il momento dei mercati partendo da vicino: «Le assicurazioni non coprono i rischi di guerra». Ma la parte più interessante arriva quando si passa alla geografia della finanza. È cambiato l’azionista di riferimento di Mediobanca, la storica custode della quota strategica di Generali. Un passaggio che ha riacceso i riflettori sugli equilibri del capitalismo tricolore, con i soci Francesco Gaetano Caltagirone e la holding Delfin della famiglia Del Vecchio molto attivi nel riassetto del sistema. Donnet, con diplomazia d’ordinanza, dice di avere «rapporti positivi e istituzionali con tutti gli azionisti». Il riferimento è alla mancata alleanza con la francese Natixis nella gestione del risparmio, stoppata anche in nome della difesa della sovranità nazionale. Il ceo del Leone tira fuori la mossa più elegante della giornata. Se davvero il risparmio italiano deve restare in Italia, dice in sostanza Donnet, allora Generali è prontissima a dare una mano. L’accordo di bancassurance tra Banca Monte dei Paschi e la francese Axa scade il prossimo anno. «Il nostro mestiere è anche la gestione del risparmio», osserva Donnet. «Forse saremo un candidato per sostituire Axa». Pertanto: «Se possiamo rimpatriare questo risparmio italiano in Italia, saremo felici di farlo». Non solo patriottismo (Donnet ha preso la cittadinanza italiana) e tentativo di allacciare nuovi rapporti con la capogruppo: gli sportelli del Monte rappresentano una rete commerciale importante per vendere polizze, previdenza e prodotti di investimento. In altre parole, un affare che vale miliardi. E non è l’unica partita aperta. Generali guarda con interesse anche all’espansione dell’accordo di bancassurance con Unicredit, oggi limitato al Centro ed Est Europa. L’idea è ampliarlo e rafforzarlo sostituendo Amundi, altro gruppo francese. Intanto, mentre a Trieste si parlava di utili record, il titolo Generali a Piazza Affari chiudeva la seduta in controtendenza, salendo dell’1,48% a 33,6 euro. Segno che il mercato apprezza la traiettoria del Leone. Il prossimo appuntamento sarà l’assemblea del 23 aprile. Una riunione un po’ particolare: per la prima volta dopo il periodo Covid gli azionisti non saranno presenti fisicamente e voteranno solo tramite il rappresentante designato. Ma non è detto che mancherà lo spettacolo. Perché quando si parla di Generali, di Mediobanca e di finanza italiana, qualcosa succede sempre.
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«Quella Notte» (Netflix)
Il romanzo da cui Netflix ha deciso di trarre ispirazione, in Italia, non è mai arrivato. Non tradotto. Esiste solo la sua versione inglese, quella che il Sunday Times ha celebrato annoverandola tra i propri bestseller. Veloce, dinamico, capace di prendere le distanze dal classico giallo procedurale per trovare una complessità diversa, allargando l'ambito psicologico fino a interrogarsi sui confini che l'etica e la morale dovrebbero imporre ad ognuno di noi.
That Night, com'è stato intitolato in lingua originale il romanzo di Gillian McAllister, non ha falle, per la critica statunitense. Che, venerdì 13 marzo, sarà chiamata a valutare una nuova versione di questo libro perfetto: la serie televisiva che di qui ha avuto origine.Quella Notte, i cui episodi saranno rilasciati su Netflix nella modalità canonica del cofanetto, è l'adattamento televisivo del romanzo mai tradotto. E, con lo stesso ritmo, ne racconta la storia. Una storia difficile da valutare, quella di una donna, Elena, partita per una vacanza che avrebbe dovuto essere leggera. Aveva scelto la Repubblica Dominicana per passare qualche giorno lontano dalla città, sulle spiagge in cui il mare sovrasti i pensieri. Ma, poco dopo il proprio arrivo, con la macchina presa a nolo, ha investito un uomo. Lo ha ucciso e lasciato sul ciglio della strada. Elena è scappata, per paura. Paura della prigione in un Paese straniero, paura di essere separata dal figlio piccolo. Paura di ammettere il proprio errore, di non riuscire a giustificarlo come tale, di essere considerata un'assassina. Così, anziché fare quello che avrebbe dovuto, chiamare le autorità competenti, lascia che sia il panico a guidare le proprie azioni, scegliendo la famiglia. Sono le sue sorelle le prime persone che Elena avvisa, Paula e Cris. E sono loro a cedere al legame di sangue, acconsentendo a coprire l'omicidio. Peggio, ad insabbiarlo. Avevano le stesse paure di Elena, temevano il nipotino rimanesse senza sua madre. Coprono, dunque, rendendosi complici di un crimine che avrebbe dovuto essere denunciato.
Quella Notte comincia qui, allontanandosi dall'incedere tipico del giallo per raccontarne una variabile, il calvario di chi del giallo è parte, la pressione psicologica, l'ansia che schiaccia e toglie il fiato. E, ad agitare le coscienze, il dubbio e la colpa. Lo show, come il romanzo dal quale è tratto, cerca di interrogarsi sui limiti dell'etica individuale, capendo quanto possa essere elastica: fin dove si possano spingere gli esseri umani per proteggere se stessi e coloro che amano. La risposta è ambigua, volutamente fumosa. Tra le sorelle, una sembra patire meno il senso di colpa. L'altra vorrebbe aggiustare il tiro, fare diversamente. Non c'è moralismo, né la condanna dell'una o dell'altra. Solo l'interrogativo, declinato con lo schema sempre efficace di episodi breve e intensi.
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Il rischio da qui al 2035, dice il report, è di avere città meno illuminate, alcuni quartieri-dormitorio, popolazione anziana con difficoltà a fare la spesa e un maggior degrado del tessuto urbano. Il fenomeno è il risultato di una tempesta perfetta di fattori economici e sociali. In primo luogo, il cambiamento profondo nei modelli di acquisto: tra il 2015 e il 2025, mentre le vendite totali al dettaglio sono cresciute del 14,4%, quelle delle piccole superfici sono rimaste al palo (0,0%). Al contrario, il commercio online è quasi triplicato (+187%), passando da un valore di 31,4 miliardi nel 2019 ai 62,3 miliardi previsti per il 2025. Oggi l’e-commerce incide per l’11,3% sui consumi di beni e per il 18,4% sui servizi. Ha grande impatto sulle chiusure dei negozi la «turistificazione» dei centri storici. Gli affitti brevi e i B&B sono aumentati del 184,4%. Questo boom è particolarmente evidente nelle località del Mezzogiorno, dove i B&B sono quasi quadruplicati. Se da un lato questo alimenta l’indotto turistico, dall’altro sottrae spazi alla residenzialità e ai servizi di prossimità, modificando l’identità dei quartieri. Questa mutazione si esprime anche con una modifica del tessuto imprenditoriale: calano le imprese a titolarità italiana (-290.000) e aumentano quelle straniere (+134.000), che svolgono una funzione di «supplenza» commerciale, pur rimanendo spesso piccole e frammentate. Si nota inoltre un processo di professionalizzazione: crescono le società di capitale (passate dal 9% al 17% nel commercio al dettaglio e dal 14,2% al 30,6% nell’alloggio e ristorazione) mentre diminuiscono tutte le altre forme (ditte individuali, società di persone, cooperative, consorzi), segno che chi resta sul mercato cerca una struttura organizzativa più solida per resistere alla crisi. In molti casi la crescita degli alloggi turistici avviene a scapito delle strutture alberghiere tradizionali, mentre parte dei bar si riclassifica nella ristorazione.
Il fenomeno non colpisce l’Italia in modo uniforme. Il Nord è più sofferente, con perdite di negozi che in città come Belluno, Vercelli, Trieste e Alessandria superano il 33%. Al contrario, il Sud mostra una maggiore resilienza, sebbene fortemente dipendente dalla spinta turistica. Tra le città che hanno perso più imprese spiccano Agrigento (-37,5%) e Ancona (-35,9%).
Il bilancio sullo stato di salute delle varie categorie merceologiche è impietoso. In forte calo le edicole (-51,9%), l’abbigliamento e le calzature (-36,9%), i mobili e ferramenta (-35,9%) e i libri e giocattoli (-32,6%). In crescita invece ristorazione (+35%), rosticcerie e pasticcerie (+14,4%), farmacie e negozi di tecnologia. Il comparto alloggio e ristorazione è l’unico con segno positivo (+19.000 imprese totali).
Confcommercio azzarda una stima al 2035 che è a tinte fosche: città meno illuminate, aumento del degrado urbano, quartieri che diventano «dormitori» e crescenti difficoltà per la popolazione anziana, che perderebbe i punti di riferimento per la spesa quotidiana.
Per contrastare questo scenario, l’associazione del commercio, attraverso il progetto Cities, sottolinea l’urgenza di provvedimenti di rigenerazione urbana. Non si tratta solo di sostenere il commercio, ma di ripensare l’equilibrio tra residenti, turisti e servizi. È necessario passare da una crescita disordinata a una pianificazione che valorizzi i negozi di vicinato come presidi di sicurezza, socialità e vivibilità delle città italiane.
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