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Solo le passioni, le grandi passioni, possono innalzare lo spirito a grandi cose

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Solo le passioni, le grandi passioni, possono innalzare lo spirito a grandi cose
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In questo momento la passione per l'inconfondibile Gusto della qualità italiana è il quid che può fare la differenza, l'atmosfera del Vinitaly è stata la dimostrazione della voglia di investire e di guardare al futuro.

L'esplosione dei prezzi delle materie prime, la crisi economica internazionale, il pericolo dei tanto temuti dazi non devono diffondere allarmismo. Per combattere una sempre più agguerrita concorrenza, l'unica strada percorribile è la qualità. Proprio in questa direzione lavora con importanti risultati il ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, per rendere la nostra qualità un irrinunciabile valore sociale, culturale ed economico. La forza della tradizione, investendo in innovazione, ricerca e sviluppo, sono le carte vincenti dei produttori ambasciatori nel mondo di questa punta di eccellenza del Made in Italy: il vino. Guidati da indiscusse capacità, talento e quella passione "vibrante" che consente di realizzare grandi cose.

Per scaricare il magazine «Gusto» basta cliccare il link qui sotto.

Gusto.pdf

Guidesi: «Ora servono stipendi su base territoriale»
Guido Guidesi (Ansa)
L’assessore: «Il costo della vita non è uguale ovunque, le soluzioni nazionali non sono eque. Se non si differenziano salari e strumenti a livello regionale, il rischio è una contrazione dei consumi e meno crescita. Ci vuole un dibattito al governo».

Il costo della vita a Milano è maggiore del 10% rispetto a quello di Roma e Firenze, mentre rispetto a Palermo e Napoli la differenza supera il 50%. A dirlo è un recente studio dell’Osservatorio Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano, firmato da Carlo Cottarelli. Numeri che spingono l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia a lanciare un vero e proprio allarme: «Bisogna differenziare gli stipendi in base al territorio o si rischia un calo dei consumi generale e quindi meno produzione e meno Pil».

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Il condirettore della Verità Massimo De’ Manzoni intervista il generale Vannacci su Ucraina, remigrazione e tensioni politiche italiane.

Pil italiano sopra le attese nel 2025. E disoccupazione ai nuovi minimi
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Ma il vero problema restano gli inattivi saliti al 33,7%, oltre 31.000 persone in più.

Nel quarto trimestre 2025 il Pil italiano è salito dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% in termini tendenziali. L’andamento ha portato la crescita media del 2025 a +0,7% rispetto al 2024, nonostante tre giornate lavorative in meno.Il dato è importante perché nel confronto con il documento programmatico di finanza pubblica di ottobre la crescita reale del 2025 era indicata a +0,5%.

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Oltre 3.000 agricoltori si sono riuniti all’evento di Coldiretti al Parco della Musica, per un confronto sugli impegni europei e sulle sfide da affrontare. L’associazione di categoria denuncia gli aspetti che penalizzano i produttori italiani: «C’è un problema di concorrenza sleale quando non c’è la tracciabilità, quando si siglano accordi di libero scambio che non prevedono le stesse regole» ha dichiarato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.

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