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Solo le passioni, le grandi passioni, possono innalzare lo spirito a grandi cose

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Solo le passioni, le grandi passioni, possono innalzare lo spirito a grandi cose
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In questo momento la passione per l'inconfondibile Gusto della qualità italiana è il quid che può fare la differenza, l'atmosfera del Vinitaly è stata la dimostrazione della voglia di investire e di guardare al futuro.

L'esplosione dei prezzi delle materie prime, la crisi economica internazionale, il pericolo dei tanto temuti dazi non devono diffondere allarmismo. Per combattere una sempre più agguerrita concorrenza, l'unica strada percorribile è la qualità. Proprio in questa direzione lavora con importanti risultati il ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, per rendere la nostra qualità un irrinunciabile valore sociale, culturale ed economico. La forza della tradizione, investendo in innovazione, ricerca e sviluppo, sono le carte vincenti dei produttori ambasciatori nel mondo di questa punta di eccellenza del Made in Italy: il vino. Guidati da indiscusse capacità, talento e quella passione "vibrante" che consente di realizzare grandi cose.

Per scaricare il magazine «Gusto» basta cliccare il link qui sotto.

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Marina fa piangere il Pd
Marina Berlusconi (Getty Images)
Dopo un retroscena della «Stampa» su contatti con i dem per decidere il prossimo capo dello Stato, la figlia del Cav rompe il silenzio e precisa: «Nulla di vero, affetto per Forza Italia e tutto il centrodestra».

Marina Berlusconi come non l’avete mai vista, anzi letta: la presidente di Fininvest firma in prima persona una durissima smentita a un retroscena apparso ieri sulla Stampa, che la dipingeva come intenta, manco a dirlo attraverso Gianni Letta, a flirtare politicamente con il Pd per scegliere insieme, nel 2029, un successore di Sergio Mattarella non di stretta osservanza meloniana. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Marina, a quanto raccontato dalla Stampa, occorre impedire il varo della nuova legge elettorale, puntare sul pareggio e poi dare vita a un «governo di scopo» Fi-Pd-chiunque ci stia (magari pure il M5s) della durata di due anni che porti all’elezione al Quirinale di, ad esempio, Pierferdinando Casini.

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Contro Sempio tanti indizi ma manca «la» prova
Andrea Sempio (Ansa)

Sono d’accordo con i legali di Andrea Sempio: contro il loro cliente non c’è alcuna pistola fumante. Le 310 pagine che sintetizzano le indagini svolte dai carabinieri di Milano contro il commesso accusato dell’omicidio di Chiara Poggi contengono diversi indizi, ma nessuna prova.

Non c’è un’evidenza scientifica che dimostri come l’amico del fratello della giovane assassinata fosse sulla scena del delitto, né vi è un riscontro che consenta di stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, la sua colpevolezza. Hanno detto bene gli avvocati del presunto assassino: quelle elencate dagli inquirenti sono suggestioni, ma per condannare qualcuno a molti anni di carcere (ad Alberto Stasi ne hanno appioppati 16) serve altro. O, per lo meno, dovrebbe servire visto che a distanza di quasi vent’anni dal delitto si scopre che di ragionevoli dubbi sulla colpevolezza dell’ex fidanzato di Chiara ce n’erano molti.

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Pillon nuovo difensore dei Trevallion
Simone Pillon (Imagoeconomica)
I legali della famiglia del bosco rimettono il mandato perché «non c’è visione comune». Subentra l’ex senatore leghista, che proverà anche a contenere il clamore mediatico.

Nuovo colpo di scena nella vicenda dei bambini del bosco allontanati dai genitori e finiti in una casa famiglia di Vasto, in provincia di Chieti. I due legali che rappresentavano i coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno rimesso a sorpresa il mandato. A sostituirli sarà Simone Pillon, ex senatore della Lega. Il nuovo avvocato è stato tra gli organizzatori e sostenitori del Family day ed è esperto di diritto di famiglia.

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Electrolux fa la dieta per i cinesi. I tagli al «bianco» colpa di Bruxelles
Imagoeconomica
Le regole Ue sono una zavorra competitiva. Gli svedesi in contatto con Midea.

Dopo lo choc (l’annuncio di 1.700 esuberi su 4.500 lavoratori) è l’ora delle proteste nei vari stabilimenti italiani della multinazionale Electrolux. A Porcia (Pordenone) c’è lo sciopero con presidio: «Questo non è un piano industriale», scandiscono gli operai, «ma una carneficina». A Solaro, nel Milanese, il sito resterà fermo per un paio di giorni. A Forlì è sceso in campo il sindaco: «Questa è un’altra alluvione. Dopo quella dell’acqua, questa è l’alluvione del lavoro», ha evidenziato Gian Luca Zattini davanti agli oltre 600 dipendenti dello fabbrica in viale Bologna. E anche nel resto degli impianti italiani del gruppo svedese il mood è lo stesso, se non peggiore.

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