- Obbligo di protezioni prorogato ovunque, tranne che nei luoghi in cui già se ne fa a meno: bar e ristoranti. Confermato nelle scuole fino alle vacanze, sui mezzi, in cinema e teatri. Parziale ammorbidimento sui luoghi di lavoro: rimane solo la «raccomandazione».
- Pechino verso il lockdown. Morto in un Covid hotel di Hong Kong l’attore cinese di 007.
Obbligo di protezioni prorogato ovunque, tranne che nei luoghi in cui già se ne fa a meno: bar e ristoranti. Confermato nelle scuole fino alle vacanze, sui mezzi, in cinema e teatri. Parziale ammorbidimento sui luoghi di lavoro: rimane solo la «raccomandazione».Pechino verso il lockdown. Morto in un Covid hotel di Hong Kong l’attore cinese di 007.Lo speciale contiene due articoli.Alla fine hanno deciso. Di non cambiare quasi nulla. Il massaggio propagandato è che da domenica termina l’obbligo delle mascherine al chiuso, ma ci vuole poco per capire che tolgono quello che già non c’era e lasciano ancora restrizioni. L’emendamento al decreto Riaperture, approvato in commissione alla Camera e inserito ieri sera in un’ordinanza ponte del ministro alla Salute, Roberto Speranza, mantiene fino al 15 giugno la Ffp2 su tutti i mezzi pubblici (tram, arei, treni), in cinema, teatri, sale da concerto, locali di intrattenimento e musica dal vivo, eventi e competizioni sportive. Da dove sparisce, dunque? Da bar e ristoranti al chiuso, dove non era più obbligatoria visto che per le consumazioni al tavolo o al banco non serviva il bavaglio. Resta, invece, nei luoghi di lavoro senza distinzione tra pubblico e privato, seppure travestita da raccomandazione, perché se imprese e sindacati non modificano i protocolli in scadenza, e non si ritrovano per nuovi accordi, la mascherina chirurgica o la Ffp2 continuano a essere considerate un utile presidio di sicurezza in ufficio e in fabbrica. Il dispositivo di protezione continuerà a penalizzare i bambini, costretti a indossarlo fino al termine dell’anno scolastico. Diciamolo pure, anche questa non è una novità. Il decreto Riaperture l’aveva stabilito il 24 marzo, che in aula e nelle zone comuni sarebbe rimasto sino al termine delle lezioni «l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo chirurgico, o di maggiore efficacia protettiva, fatta eccezione per i bambini sino a sei anni di età, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei predetti dispositivi e per lo svolgimento delle attività sportive». Quello che si sperava, era almeno un ripensamento sull’obbligatorietà nella scuola d’infanzia per chi ha già compiuto i sei anni, ed è costretto a stare mascherato in mezzo agli amichetti che respirano liberamente. Invece, nulla di fatto.Bisognerà tenere la mascherina anche per entrare nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, dagli ospedali alle residenze sanitarie, dagli hospice alle strutture riabilitative, almeno fino al prossimo 15 giugno. Poi gli esperti del ministro della Salute valuteranno eventuali proroghe, incuranti dell’estate che avanza e del rischio sempre più ridotto della diffusione dei contagi. Da domenica il green pass non servirà più per aprire le porte di ristoranti e locali al chiuso, con grande dispiacere di Walter Ricciardi, consulente di Speranza, convinto che abbia ancora «una duplice valenza», ovvero incentivare la vaccinazione e «aiutare a proteggere i fragili nella loro vita sociale». In quale modo lo sa solo l’ex presidente dell’Iss, visto che i cittadini con tre o quattro dosi di anti Covid si infettano ugualmente e contagiano, a dispetto dell’odioso lasciapassare oggi accantonato. Certificato verde non più necessario in bar, ristoranti, palestre, congressi, mentre sarà ancora richiesto fino al 31 dicembre per le visite in ospedale e Rsa e per coloro che vi lavorano. Nella forma base servirà per viaggiare, attestando vaccinazione, guarigione o tampone negativo. «Sono personalmente soddisfatto del risultato raggiunto», ha commentato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, sostenendo di aver sempre detto che «ci fossero le condizioni per proseguire nel graduale ritorno alla normalità. L’inizio di questa fase nuova è coerente con la responsabilità dimostrata dagli italiani che hanno imparato a convivere con il virus con grande consapevolezza. È un atteso messaggio di fiducia per i cittadini». Risulta piuttosto comico sentir palare di fiducia accordata una tantum, quando la maggior parte dei Paesi europei ha già abbandonato restrizioni e uso di mascherine. Sottolineare, come ha fatto Costa, che «oggi ci sono le condizioni per dire che sarà certamente un’estate senza restrizioni. Poi, con il passare dei mesi e delle settimane, valuteremo lo scenario», in realtà è ancora una volta cercare di frenare, di impedire il rientro alla normalità. Già Ricciardi ci ha detto che «una dose di richiamo a ottobre dovremo farla tutti», non solo i più fragili, se poi appena si apre già pensiamo a richiudere allora è fare continuamente il gioco del ministro Speranza, che non dichiarerebbe mai il fine epidemia. Così come fa l’immunologa Antonella Viola, sempre pronta a ricordarci che «il virus non è scomparso, continua a circolare e non abbiamo idea di quello che accadrà, come si presenterà a settembre ottobre». Ieri c’è stato un nuovo calo delle positività, dei ricoveri ospedalieri e nelle terapie intensive, tutti segnali che bisogna allentare la tensione sanitaria, eppure al ministero della Salute non ci sentono proprio. Non ci sente nemmeno Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che fino all’ultimo ha tuonato: «Sarebbe una follia abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso, in particolare se affollati e/o scarsamente areati, e sui mezzi pubblici». Il gastroenterologo è stato accontentato, il divieto di muoversi senza è rimasto sul bus e al cinema, ma non solo.Ricordiamo, inoltre, che fino al 31 dicembre 2022 resterà in vigore l’obbligo vaccinale per i sanitari, mentre scade il 15 giugno quello per le forze dell’ordine, le forze armate, il personale della scuola e dell’università e per gli over 50 che se non vaccinati, continueranno nel frattempo a ricevere avvisi di pagamento della multa di 100 euro. Tutto questo non è ancora normalità.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/governo-imbavaglia-fino-meta-giugno-2657234150.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="pechino-si-blinda-per-50-contagi-niente-viaggi-il-primo-maggio" data-post-id="2657234150" data-published-at="1651183585" data-use-pagination="False"> Pechino si blinda per 50 contagi: «Niente viaggi il primo maggio» Pechino pensa a un duro lockdown se le infezioni continueranno a crescere. Già ha chiuso le scuole, sospeso matrimoni e funerali cercando di arginare i contagi per evitare in questa città un blocco Covid in stile Shanghai. Ora, la capitale cinese impedirà spostamenti in vista del primo maggio. Il numero di casi dovrebbe aumentare nei prossimi giorni, ha detto al quotidiano China Daily il vicedirettore del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Pechino, Pang Xinghuo. Lunedì le autorità avevano ordinato a 3,5 milioni di residenti e lavoratori nel più grande distretto di Chaoyang di presentarsi per tre test la settimana, dopo che l’area aveva registrato 26 dei 47 casi sintomatici segnalati nella capitale cinese. Ieri erano stati annunciati solo 50 nuovi casi, portando il totale nell’ultima ondata di infezioni a circa 150. Non sono grandi cifre rispetto ai contagi negli altri Paesi, ma Pechino è terrorizzata e i suoi 22 milioni di abitanti hanno fatto scorta di alimenti e prodotti di prima necessità per non ritrovarsi con i supermercati vuoti come accade a Shanghai. «Ci sono stati solo un centinaio di morti per il Covid, ma ci sono stati molti deceduti in casa per altre malattie, perché il sistema sanitario è in piena paralisi e non consente l’accesso in ospedale per sottoporsi ad esempio alle chemioterapie», ha raccontato a Mattino Cinque News Alessandro, un italiano a Shanghai. «Rischio che mi riportino ancora in un centro d’isolamento, perché sono risultato di nuovo positivo», ha spiegato. «L’amministratore di condominio mi ha chiuso in casa, ma non è escluso che decidano di riportarmi in uno di quei “lazzaretti”, da dove sono uscito solo il 15 aprile scorso». Le immagini di lavoratori in tute ignifughe bianche che sigillano gli ingressi ai blocchi abitativi della città e che chiudono le strade con recinzioni verdi si sono diffuse nei giorni scorsi sui social media cinesi. Il nostro consolato a Shanghai ricorda che «i residenti di una lockdown area o controlled area devono ottenere il permesso del proprio comitato di quartiere per recarsi presso strutture ospedaliere e per organizzare il trasporto». Ieri The Guardian riferiva di «più di 340 milioni di persone» che in Cina sarebbero in blocco totale o parziale in 46 città. Le infezioni da Covid-19 sono iniziate ad aumentare a marzo, quando hanno superato numeri che non si vedevano dall’inizio dell’epidemia di Wuhan. Le infezioni quotidiane hanno continuato a crescere per tutto aprile, il che secondo gli esperti dimostra che la strategia zero Covid non è efficace contro l’Omicron. Mercoledì c’è stata una vittima nel mondo dello spettacolo, l’ottantaseienne attore cinese Kenneth Tsang, noto in Occidente per aver interpretato film come Colpo grosso al Drago Rosso e 007 La morte può attendere. L’hanno trovato morto in un hotel di Hong Kong, dove era costretto alla quarantena obbligata dopo essere tornato da un viaggio a Singapore ed essersi scoperto positivo, come scrive il South China Morning Post. Pochi giorni fa, il governo di Hong Kong ha affermato che i non residenti vaccinati e risultati negativi al test del virus potranno volare di nuovo a partire dal 1 maggio. Questo allenterebbe uno dei divieti di viaggio più severi al mondo, imposto nel marzo 2020.
Maria Chiara Monacelli
Maria Chiara Monacelli, fondatrice dell’azienda umbra Sensorial è riuscita a convertire un materiale tecnico in un veicolo emozionale per il design: «Il progetto intreccia neuroscienze, artigianato e luce. Vogliamo essere una nuova piattaforma creativa anche nell’arredamento».
In Umbria, terra di saperi antichi e materie autentiche, Maria Chiara Monacelli ha dato vita a una realtà capace di trasformare uno dei materiali più umili e tecnici - il cemento - in un linguaggio sensoriale e poetico. Con il suo progetto Sensorial, Monacelli ridefinisce i confini del design artigianale italiano, esplorando il cemento come materia viva, capace di catturare la luce, restituire emozioni tattili e raccontare nuove forme di bellezza. La sua azienda, nata da una visione che unisce ricerca materica, manualità e innovazione, eleva l’artigianato a esperienza, portando il cemento oltre la funzione strutturale e trasformandolo in superficie, texture e gioiello. Un percorso che testimonia quanto la creatività, quando radicata nel territorio e nel saper fare italiano, possa dare nuova vita anche alle materie più inattese.
Diego Fusaro (Imagoeconomica)
Il filosofo Diego Fusaro: «Il cibo nutre la pancia ma anche la testa. È in atto una vera e propria guerra contro la nostra identità culinaria».
La filosofia si nutre di pasta e fagioli, meglio se con le cotiche. La filosofia apprezza molto l’ossobuco alla milanese con il ris giald, il riso allo zafferano giallo come l’oro. E i bucatini all’amatriciana? I saltinbocca alla romana? La finocchiona toscana? La filosofia è ghiotta di questa e di quelli. È ghiotta di ogni piatto che ha un passato, una tradizione, un’identità territoriale, una cultura. Lo spiega bene Diego Fusaro, filosofo, docente di storia della filosofia all’Istituto alti studi strategici e politici di Milano, autore del libro La dittatura del sapore: «La filosofia va a nozze con i piatti che si nutrono di cultura e ci aiutano a combattere il dilagante globalismo guidato dalle multinazionali che ci vorrebbero tutti omologati nei gusti, con le stesse abitudini alimentari, con uno stesso piatto unico. Sedersi a tavola in buona compagnia e mangiare i piatti tradizionali del proprio territorio è un atto filosofico, culturale. La filosofia è pensiero e i migliori pensieri nascono a tavola dove si difende ciò che siamo, la nostra identità dalla dittatura del sapore che dopo averci imposto il politicamente corretto vorrebbe imporci il gastronomicamente corretto: larve, insetti, grilli».
Leonardo
Il fondo è pronto a entrare nella divisione aerostrutture della società della difesa. Possibile accordo già dopo l’incontro di settimana prossima tra Meloni e Bin Salman.
La data da segnare con il circoletto rosso nell’agenda finanziaria è quella del 3 dicembre. Quando il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà al quarantaseiesimo vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), su espressa richiesta del re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa. Una presenza assolutamente non scontata, perché nella Penisola araba sono solitamente parchi con gli inviti. Negli anni hanno fatto qualche eccezione per l’ex premier britannica Theresa May, l’ex presidente francese François Hollande e l’attuale leader cinese Xi Jinping e poco altro.
Emmanuel Macron (Ansa)
Bruxelles apre una procedura sull’Italia per le banche e tace sull’acciaio transalpino.
L’Europa continua a strizzare l’occhio alla Francia, o meglio, a chiuderlo. Questa volta si tratta della nazionalizzazione di ArcelorMittal France, la controllata transalpina del colosso dell’acciaio indiano. La Camera dei deputati francese ha votato la proposta del partito di estrema sinistra La France Insoumise guidato da Jean-Luc Mélenchon. Il provvedimento è stato approvato con il supporto degli altri partiti di sinistra, mentre Rassemblement National ha ritenuto di astenersi. Manca il voto in Senato dove l’approvazione si preannuncia più difficile, visto che destra e centro sono contrari alla nazionalizzazione e possono contare su un numero maggiore di senatori. All’Assemblée Nationale hanno votato a favore 127 deputati contro 41. Il governo è contrario alla proposta di legge, mentre il leader di La France Insoumise, Mélenchon, su X ha commentato: «Una pagina di storia all’Assemblea nazionale».






