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Giorgetti, Bankitalia e Intesa d’accordo sui rischi con la Bce

Giorgetti, Bankitalia e Intesa d’accordo sui rischi con la Bce
Ignazio Visco e Giancarlo Giorgetti (Ansa)
  • Convergenza fra Giancarlo Giorgetti e Ignazio Visco, che chiedono alla Bce di procedere con attenzione sulle politiche contro l’inflazione. Carlo Messina elogia Alessandro Rivera, dg del Mef a rischio spoils system: «Perderlo? Sarebbe un peccato».
  • Salgono un po’ le previsioni sul Pil. Il dato provvisorio del terzo trimestre è positivo (+0,5%) e smentisce le stime di un calo. Ma Palazzo Koch ricorda: «Prudenza, visto il contesto di grande incertezza».

Lo speciale comprende due articoli.

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Bruxelles apre le porte ai brasiliani e loro boicottano le aziende europee
(Ansa)
  • L’Unione punta sul Mercosur che rafforza gli scambi con mercati instabili dove la legge della forza prevale sui contratti. A Rio si moltiplicano attacchi politici e minacce fisiche contro i gruppi del Vecchio continente.
  • I giapponesi lodano le nostre piccole e medie imprese che hanno resistito ai dazi di Donald Trump. Buoni i numeri dei marchi di lusso.

Lo speciale contiene due articoli

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I premi elettorali sono una specialità del Pd
Romano Prodi premier nel 2006 (Ansa)
I progressisti strepitano di «deriva autoritaria» per il piano presentato dal centrodestra. Ma nel 2006 Prodi entrò a Palazzo Chigi grazie al bonus e nessuno fiatò. Pure Enrico Letta divenne premier con l’aiutino. E tanti saluti al rispetto delle indicazioni degli elettori.

In effetti sentivamo proprio il bisogno di tornare a dibattere pubblicamente di deriva autoritaria, di pericoli per la democrazia e di fascismo di ritorno. A quanto pare, però, l’opposizione manca di argomenti più seri e, dunque, le tocca aggrapparsi ai grandi classici del piagnisteo progressista. I salotti che contano sono già in fibrillazione, lo studio di Lilli Gruber da qualche giorno è percorso da brividi freddi e timori feroci: la dittatura incombe. Ad alimentare l’ansia ci ha pensato l’altra sera Massimo Giannini, il quale ha sobriamente commentato il progetto di legge elettorale appena presentato dal centrodestra.

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Se prolungato, il blocco dello strategico Stretto potrebbe causare l’impennata del prezzo del greggio e del gas. Choc negativo per il Bitcoin, sceso sotto i 64.000 dollari.

Quando parlano i cannoni, i mercati smettono di ragionare. Risultato? Il primo effetto dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non è soltanto geopolitico ma economico e finanziario. Come sempre accade, dolorosamente globale. Con i listini tradizionali chiusi nel weekend, l’unico termometro acceso sono rimaste le criptovalute. E il termometro è sceso di colpo.

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Iran, l’Ue ciancia di vertici e de-escalation. Francia e Germania all’opera con Uk
Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer (Ansa)
Il formato volenterosi eclissa ancora Bruxelles. Mosca e Pechino contro gli States.

Mentre il leone ruggisce, Bruxelles fa la parte del micino spelacchiato. Di fronte all’operazione «Ruggito del leone» lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, l’Unione europea reagisce come spesso accade nei momenti decisivi: convocando riunioni. Per oggi, l’Alta Rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha convocato un Consiglio Affari Esteri straordinario in collegamento video con i ministri degli Stati membri.

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