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G7, Guttuso e Wojtyla: l’apoteosi di Boscarato

G7, Guttuso e Wojtyla: l’apoteosi di Boscarato
Dino Boscarato (Ansa)
Ultima puntata sulla vita di «sior» Dino e del suo ristorante di Mestre, una calamita per celebrità e artisti di fama mondiale L’imprenditore si trova coinvolto nell’accoglienza dei grandi della Terra al summit di Venezia. E sfama pure Giovanni Paolo II.

Ultima puntata sulla vita di Dino Boscarato. Nella varia e curiosa antologia del centinaio di serate organizzate per «A tavola con l’autore», con personaggi del calibro di Mario Soldati, Carlo Sgorlon, Giovanni Spadolini, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, non potevano mancare eccellenze di livello internazionale, come ad esempio l’argentino Jorge Luis Borges. Qui la sfida era tosta, coniugare con elegante originalità la sua cucina sudamericana con la terra veneziana. Una felice sintesi con i ravioli alla Borges (pasta italiana ripiena di pescato argentino, un misto di pesci marini e d’acqua dolce), churrasco, un festival di carni diverse, ovine, suine, vaccine, lavorate alla griglia e, a chiudere il tutto, un turbante di banane. Nel suo diario, affidato a cassette registrate negli ultimi mesi di vita, così lo descrisse sior Dino: «Ero felicissimo di questo menù dove ho riversato ricordi ed emozioni delle mie letture adolescenziali, in cui i libri di Borges erano un rifugio magico e misterioso». Peccato che il maestro, quella sera, ebbe un malessere e dovette accontentarsi di un brodetto nella sua stanza d’albergo, degnamente rappresentato, comunque, davanti ai numerosi ospiti dalla sua bella compagna di allora, la scrittrice María Kodama.

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Putin piange Khamenei lo «statista»
Vladimir Putin (Ansa)
La Russia perde un ennesimo pezzo del sistema di alleanze, Pechino teme per il greggio. La Nato riposiziona le forze, dall’Ue aria fritta. Il Papa: «Stop alla spirale di violenza».
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Trump innesca la faida tra islamici: «Riad lo ha spinto ad attaccare»
Donald Trump (Ansa)
Altre rappresaglie sui Paesi del Golfo, anche se Teheran invoca la de-escalation. La resa dei conti tra sunniti e sciiti allarma Erdogan, alleato dell’Iran. Trump ha fretta di chiudere: «Siamo in anticipo, parlerò al regime».

«L’Iran avrebbe avuto l’arma nucleare fra due settimane senza i nostri attacchi alle sue installazioni». Donald Trump, ieri, ha affidato a Fox news un primo bilancio dell’operazione Epic fury, costata già la vita a tre militari americani, ma che il presidente considera «in anticipo sui tempi previsti». Se sia vero, lo capiremo presto. Per l’equazione della guerra lampo, è dirimente una variabile: le scintille nel mondo islamico si trasformeranno o meno in un incendio?

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Una pioggia di missili piomba su Israele. Attivati i riservisti: è guerra regionale
I soccorritori nel luogo in cui un missile lanciato dall'Iran ha colpito una zona residenziale a Beit Shemesh, nel centro di Israele (Ansa)
  • Gli ayatollah cercano vendetta nei confronti dello Stato ebraico, mentre Washington punta tutto su una rivolta contro il regime.
  • Decapitata la linea di comando iraniana. È giallo sulla fine di Ahmadinejad. Gli Usa: «Eliminati 48 obiettivi in un colpo solo». Uccisi anche dei soldati americani.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 2 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 2 marzo con Carlo Cambi

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