Follia Lgbt: tolgono i figli ai genitori che si oppongono al cambio di sesso
  • Una coppia inglese perde la custodia del bimbo autistico perché si rifiuta di fargli assumere i farmaci blocca pubertà. Negli Stati Uniti chi contesta la transizione dei minorenni viene segnalato alle autorità.
  • Nella ricorrenza di San Giuseppe c’è davvero poco da festeggiare: la figura paterna, nell’ultimo anno, è stata attaccata su ogni fronte. E persino cancellata per sentenza.

Lo speciale contiene due articoli

«Non posso nemmeno sopportare l’idea che altre famiglie passino quello che abbiamo passato noi. È stato orrendo». A parlare è una madre inglese: ha raccontato la sua storia al Daily Mail, senza risparmiare i dettagli. Ma ha scelto di rimanere anonima, come tante altre donne nella sua condizione, e adesso capirete il perché. Questa donna ha un figlio adolescente con problemi legati alla sindrome di Asperger e all’autismo. Nel 2015, il ragazzino ha cominciato ad avere gravi problemi: faticava ad andare a scuola, si feriva. Così i genitori lo hanno portato da uno psicoterapeuta.

Durante una seduta, il ragazzo ha detto allo psicologo di essere intenzionato a cambiare sesso. E in quel momento è iniziato il calvario. Su suggerimento del terapista, i genitori hanno portato il figlio alla sede di Leeds della Tavistock Clinic, l’istituto (legato al servizio sanitario nazionale inglese) che si occupa dei minorenni «confusi sul loro genere».

Gli specialisti del Tavistock non sono andati molto per il sottile. Non si sono concentrati sull’autismo e l’Asperger, ma hanno spinto da subito per il cambio di sesso. Hanno prescritto al quindicenne i farmaci per il blocco della pubertà. I genitori, però, non erano d’accordo. Avevano letto che questi medicinali possono avere controindicazioni notevoli, e possono danneggiare lo sviluppo degli adolescenti. Così, nel 2017, hanno deciso di non mandare più il figlio alla Tavistock Clinic. Non l’avessero mai fatto. Sei mesi dopo, la famiglia ha appreso che il figlio non sarebbe tornato a casa. La scuola si era rivolta ai servizi sociali, segnalando i genitori. Gli insegnanti, racconta la madre, «erano preoccupati perché saltava le lezioni, andava in bagno, si tagliava e diceva che mamma e papà non sostenevano il suo desiderio di diventare una ragazza. La scuola e gli assistenti sociali hanno preso ciò che nostro figlio ha detto come vangelo. Ma considerando che è autistico, la sua percezione è filtrata dalla lente dell’autismo».

Ci sono voluti alcuni mesi (e la testimonianza di un amico di famiglia a favore dei genitori) prima che il ragazzo autistico potesse finalmente fare ritorno a casa. Ad altri genitori, tuttavia, è andata peggio. Il Daily Mail racconta che, nel 2018, «almeno tre bambini sono stati presi in carico dai servizi sociali perché i loro genitori si opponevano al cambio di sesso».

Situazioni analoghe si verificano negli Stati Uniti. Public Discourse, la rivista del Witherspoon Institute di Princeton, New Jersey (un centro di ricerca di orientamento conservatore molto attento alle problematiche legate al gender) nelle ultime settimane ha raccolto le testimonianze di cinque madri di minorenni intenzionati a cambiare sesso. Anche queste donne hanno scelto di rimanere anonime, ma le loro vicende sono piuttosto eloquenti. «Sono rimasta scioccata quando mia figlia di tredici anni mi ha detto di essere il figlio transgender», dice una delle mamme americane. Anche sua figlia aveva problemi legati all’autismo (come un terzo circa dei giovanissimi che si rivolgono alla clinica del gender britannica).

«L’ho portata da un medico specializzato nei temi legati al gender», continua la donna, «alla ricerca di una guida esperta. Invece, il medico ha accettato la sua nuova identità e mi ha detto che devo riferirmi a mia figlia con pronomi maschili, chiamarla con un nome maschile e comprarle una fascia contenitiva per appiattire i suoi seni».

L’aspetto più sconvolgente di questa testimonianza, però, è un altro. «I genitori come», spiega la madre americana, «devono rimanere anonimi. Dobbiamo difendere la privacy dei nostri figli e affrontiamo ripercussioni legali se i nostri nomi vengono rivelati. I genitori che non supportano l’identità di genere dei propri figli rischiano di essere denunciati ai Servizi di protezione dell’infanzia e rischiano di perdere la custodia dei figli. Nel New Jersey, il dipartimento dell’Istruzione incoraggia ufficialmente le scuole a segnalare tali genitori».

Già: i genitori che esprimono dubbi sul cambio di sesso dei propri figli minorenni vengono segnalati ai servizi sociali. Lo scorso novembre è accaduto anche in Texas. Il protagonista di questa bruttissima storia è Jeff Younger, colpevole di essersi opposto al cambio di sesso del figlio di sei anni, che si «identifica come femmina» da quando ne ha tre. Younger si stava separando dalla moglie e la donna lo ha accusato di maltrattare il piccolo poiché non supportava il suo desiderio di cambiare sesso. Younger ha fatto presente che il piccino dichiarava di «sentirsi femmina» solo in presenza della madre, ma non c’è stato nulla da fare. La moglie ha ottenuto un’ordinanza restrittiva, e Jeff rischia di perdere del tutto la possibilità di vedere suo figlio.

Ecco che cosa accade quando l’ideologia domina. Se si decide che cambiare sesso è «un diritto» del bambino, chi si oppone diventa un genitore degenere. Anche se sta semplicemente proteggendo suo figlio.

Da non perdere

Gesù e Donald: le due conversioni di Vance
Pensiero forte

Gesù e Donald: le due conversioni di Vance

Nel suo libro «Communion», il vicepresidente degli States racconta il passaggio dall’ateismo alla fede cattolica: sentì qualcosa durante la visita in una cattedrale. E ricorda come, partendo da oppositore, abbia poi realizzato la bontà delle idee di Trump.