
«Non sei benvenuto a Firenze». La genialata questa volta è frutto della mente di un personaggio noto in tutte le cancellerie internazionali, che terranno certamente conto del suo pronunciamento: l’assessore di Sesto Fiorentino alla Cultura, al Lavoro e alle Politiche giovanili, Jacopo Madau. Il suo bersaglio è il giocatore israeliano Manor Solomon, acquistato dalla Fiorentina per rinforzare la squadra che non è messa troppo bene. La questione è proprio data dalla sua origine israeliana. Il signor Madau sostiene, dall’alto della sua posizione, che Solomon avrebbe legittimato a varie riprese il genocidio di Gaza. A noi risulta, per la verità, che tutta questa propaganda pro Netanyahu in realtà non ci sia stata. Ci risulta invece che quando a Udine si è giocata la partita Italia-Israele Solomon, essendo il giorno della liberazione degli ostaggi israeliani, abbia molto giustamente esultato per il ritorno alla vita normale dei suoi connazionali tenuti in ostaggio da Hamas. Forse il signor assessore Madau trova in questo qualcosa di disdicevole.
Sappia in tal caso che in tutto il mondo civile, dunque escluso quello terroristico, tutti, come Solomon, hanno gioito della liberazione degli ostaggi. Se fossi sindaco di Sesto Fiorentino, noto feudo «rossissimo» nella rossa Toscana, delegherei immediatamente l’assessore Madau anche agli affari internazionali del Comune e lo invierei a Gaza, certo che darebbe un contributo insostituibile alla causa della pace e soprattutto se lo toglierebbe dalle palle prima che facesse qualche altro danno.
A nome di chi parla il signor assessore Madau? A titolo personale? A nome di Sinistra italiana, partito di cui è segretario provinciale a Firenze? Dei cittadini di Sesto Fiorentino? Dei tifosi della Fiorentina? O di sé stesso? Il Madau ha pure respinto le critiche dicendo che «nel 25/26 Solomon ha giocato 146 minuti sugli oltre 2.000 disponibili». Sarebbe bello sapere quanti minuti l’assessore adoperi il cervello sui 1.440 disponibili ogni giorno. In attesa del dato, potrebbe fare un ripassino di dottrina dello Stato, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra nazione, popolo, Stato e governo, perché ci pare che abbia un po’ di confusione in testa. Se ce l’avesse solo in testa e non ne parlasse, non ci sarebbe problema. Per carità, il signor Madau sarà intelligentissimo, ma da quel che dice qualche dubbio ci viene. Anche noi non condividiamo la reazione spropositata di Netanyahu. Né la condivide il governo italiano. Ma cosa c’entra Solomon? È un giocatore di calcio di valore, che ha giocato in squadre importanti. In campo bisogna saper giocare: la nazionalità non conta, conta il merito. La nazione è l’insieme di tutti i cittadini entro un determinato territorio e con tradizioni culturali comuni: in questo caso, si tratta delle tradizioni ebraiche. Allora, delle due l’una: o a Madau danno noia queste tradizioni (si chiama antisemitismo), e non le ritiene legittime ma anzi dannose, oppure ha preso una cantonata che per rinvenirsi dalla botta ci vorranno anni.
Il suo partito e la sinistra in generale, legittimamente, sostengono un’apertura delle frontiere contro ogni discriminazione, soprattutto razziale, etnica, religiosa. E come si chiama il contenuto della dichiarazione «Non sei benvenuto a Firenze»? Se Solomon non è ascrivibile alle politiche del governo israeliano, è certamente il suo essere israeliano a costituire la motivazione per la quale non è benvenuto a Firenze. Ma come si fa a sostenere una tesi del genere senza neanche porsi la questione della differenza tra essere cittadino israeliano - ed ebreo - e quella delle politiche del governo israeliano stesso? Si rivela un’ignoranza che non distingue perché non capisce: e non capisce o perché non ci arriva proprio, o perché capisce solo un’impostazione ideologica che niente ha a che fare con le caratteristiche di uno Stato di diritto nel quale non si possono identificare i cittadini con il governo ma, semmai con la nazione e con lo Stato. Sono istituzioni diverse e dalla loro distinzione viene fuori la baggianata che ha detto il signor assessore di Sesto.
Sarebbe come se nell’Italia fascista l’architettura di alcuni artisti italiani fosse stata e fosse valutata in relazione a quel periodo infame della nostra storia. Non c’è differenza. Qui si tratta di un giocatore di calcio, ma la questione non cambia. La Fiorentina ha valutato che questo giocatore è un giocatore bravo nel suo mestiere e per questo lo ha acquistato. Ci sorprende tutto questo casino perché sono concetti abbastanza semplici: non occorre essere particolarmente intelligenti o esperti. Basta utilizzare una minima parte di neuroni, quasi trascurabile, per capire le distinzioni e le differenze di cui abbiamo parlato. Evidentemente tutto ciò risulta difficile da comprendersi, e volendo si fare paladini dei diritti dei palestinesi abitanti nella striscia di Gaza, si finisce per ritenere inferiori i diritti degli abitanti di Israele. Questo è inammissibile. Purtroppo l’ignoranza in politica non è una virtù: è un vizio che si può curare, basterebbe sfogliare un testo sullo Stato di diritto. Ne esistono anche di semplici, che vengono forniti in preparazione a concorsi nella pubblica amministrazione. Delle specie di bignamini o, come si dice, «bigini». Il costo si aggira intorno ai 10 euro e pensate che con 10 euro si possono evitare delle figure del cazzo.



