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L’Anm festeggia il No con un giro di Tango
Giuseppe Tango
Eletto per acclamazione Giuseppe Tango, successore di Cesare Parodi. «Recuperiamo il dialogo con la politica», dichiara l’uomo di Magistratura indipendente, che ha come sponsor Md. Natalia Ceccarelli esce dal direttivo: «Dopo quei cori da stadio nessuno si sentirà più garantito».

Siamo caduti dalla padella nella brace. Che l’Italia fosse diventata la Repubblica dei giudici lo si era ormai capito e l’esito del referendum lo ha confermato. La sinistra si è intestata una vittoria che, invece, è solo delle toghe e presto scoprirà che quel 53% era solo un prestito, non un capitale. La magistratura associata non è mai un alleato politico: è un creditore che incassa e sparisce. Alla prossima tornata elettorale l’Anm non ci sarà. Non scenderà in piazza, non organizzerà comitati, non mobiliterà le toghe, perché non saranno in gioco i suoi interessi.

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L’Anm detta al governo le riforme da fare
Rocco Maruotti, segretario generale dell'Anm (Imagoeconomica)
Il sindacato dei magistrati si dice disponibile al dialogo «evitando contrapposizioni frontali», ma intanto elenca le leggi di suo gradimento e chiede assunzioni. Il successore del presidente dimissionario Parodi potrebbe essere eletto già sabato.

Il giorno dopo la bocciatura della riforma della giustizia l’Associazione nazionale magistrati da un lato tende la mano alla politica, ma dall’altro passa all’incasso per ottenere quel riconoscimento di interlocutore principale che il centrodestra non ha mai visto di buon occhio. Il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, ha spiegato così la posizione delle toghe associate: «Non ci siamo intestati una vittoria e siamo pronti a tornare sugli otto punti da cui siamo partiti il 5 marzo del 2025 nell’incontro a Palazzo Chigi.

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I magistrati per il Sì sono numerosi ma non si espongono: temono conseguenze
Nel riquadro il consigliere di Corte d’Appello di Catanzaro Anna Maria Torchia (Getty Images)
Questo dato da solo serve per far capire come l’attuale sistema di autogoverno non garantisca più una giustizia indipendente.

Sono un magistrato ordinario, che vive la sua ordinaria vita privata e il suo ordinario lavoro nella massima riservatezza. Sebbene rispetti, superfluo dirlo, tutti coloro che la pensano diversamente da me e anche i colleghi che sostengono il No - a molti dei quali sono legata da rapporti di amicizia che questa accesa campagna elettorale non minerà -, non condivido certi toni del confronto, né la scelta dell’Associazione nazionale magistrati di schierarsi in uno scontro politico e politicizzato che sono convinta sarebbe dovuto rimanere estraneo all’agire dei magistrati, i quali sarebbero stati più utili ai cittadini se impegnati in un’opera di mera informazione.

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Molti magistrati sono per il Sì. L’Anm è minoranza con idee radicali
Isabella Bertolini, Consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura (Ansa)
Alcuni giudici preferiscono non esporsi pubblicamente. Timore comprensibile in un sistema dominato dalle correnti.

Mancano pochissimi giorni al voto. E una cosa va detta subito: non è un referendum sul governo. Il Pd e il fronte del No hanno tentato di trasformarlo in un giudizio sull’esecutivo, ma qualunque sia il risultato, Giorgia Meloni resterà alla guida del governo fino alla scadenza naturale della legislatura.

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Bugie e troll contro noi magistrati per il Sì
Nel riquadro, il pm Anna Gallucci (Ansa)
Politica divisa, anime dell’Anm no. I difensori dello status quo dicono che i pm non svolgeranno più indagini a favore di chi è sotto inchiesta. Ma quante volte lo hanno mai fatto veramente? Simili fake news dovrebbero avere un limite di decenza.
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