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San Siro, rogito firmato e indagine in Procura

San Siro, rogito firmato e indagine in Procura
Stadio di San Siro (Imagoeconomica)
Ieri il Meazza è diventato, per 197 milioni, ufficialmente di proprietà di Milan e Inter. Una compravendita sulla quale i pm ipotizzano una turbativa d’asta: nel mirino c’è il bando, contestato da un potenziale acquirente per le tempistiche troppo strette.

Azione-reazione, come il martelletto sul ginocchio. Il riflesso rotuleo della Procura di Milano indica un’ottima salute del sistema nervoso, sembra quello di Jannik Sinner. Erano trascorsi pochi minuti dalla firma del rogito con il quale lo stadio di San Siro è passato dal Comune ai club Inter e Milan che dal quarto piano del tribunale è ufficialmente partita un’inchiesta per turbativa d’asta. Se le Montblanc di Paolo Scaroni e Beppe Marotta fossero state scariche, il siluro giudiziario sarebbe arrivato anche prima delle firme, quindi prima dell’ipotetica fattispecie di reato. Il rito ambrosiano funziona così.

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Cortina 1956: quello che c'era e quello che resta delle Olimpiadi di 70 anni fa
Lo Stadio del Ghiaccio di Cortina il giorno dell'inaugurazione delle Olimpiadi il 26 gennaio 1956 (Getty Images)

A Cortina esistono ancora alcune strutture costruite per le prime Olimpiadi in Italia. La loro storia alla vigilia dei nuovi giochi del 2026.

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Roberto Vannacci lascia la Lega e lancia un nuovo partito, portando con sé oltre 560 mila preferenze e un’idea di destra più identitaria. La sua mossa scuote il centrodestra, apre nuovi equilibri e potrebbe pesare sulle prossime elezioni. Per il generale si apre quindi una sfida tra consenso reale, visibilità mediatica e capacità di costruire una squadra politica.

Toghe pro referendum zitte, temono vendette
Nel riquadro Carmen Giuffrida, giudice del Tribunale dei minorenni (Imagoeconomica)
In Italia è impossibile per un magistrato avanzare di grado solo per meriti. Separare le carriere è fondamentale. E l’Alta corte può porre fine alla prassi di utilizzare lo strumento disciplinare «allegramente» per colpire i non allineati e graziare i propri adepti.

Si avvicina la data del referendum e, in mezzo a un mare di slogan, se fossi una persona non esperta di diritto probabilmente voterei per tifoseria. Ma il referendum è una cosa seria, è un momento importante in cui chi di solito non ha voce in capitolo può finalmente dire la sua.

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Autogol Pd: «Chi vota Sì è un fascista». Dem per il Sì infuriati
Pina Picierno, tra gli indignati Pd per il post del partito sul referendum, nel riquadro (Ansa)
Grottesco video del partito della Schlein: per colpire Casapound finisce per far inviperire i propri esponenti favorevoli alla riforma.

Non possiamo dire di non averli avvisati: attenti ad accusare gli altri di essere fascisti, perché prima o poi qualcuno accuserà voi. E infatti, puntualmente, è accaduto. Anzi, a dirla tutta è successo qualcosa di persino più patetico: a sinistra, non sapendo più a chi ritirare la patacca nera, hanno cominciato a darsi dei fascisti tra di loro. Segno che davvero, con questi progressisti, nessuno è al sicuro.

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