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2024-07-14
Il calcio non torna a casa. L’Europeo è della Spagna
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Euro 2024, il capitano della Spagna Alvaro Morata alza al cielo di Berlino la coppa (Getty Images)
Inghilterra ko per la seconda volta consecutiva in finale. All’Olympiastadion di Berlino trionfa 2-1 la nazionale iberica, al suo quarto titolo continentale: decisivo il gol di Oyarzabal all’87’.
Spagna campione d’Europa per la quarta volta nella sua storia. È questo il verdetto emesso dalla finale giocata all’Olympiastadion di Berlino, dove la Roja ha battuto 2-1 l’Inghilterra. La nazionale dei Tre Leoni prosegue in quella che ormai è diventata una maledizione ed esce sconfitta per la seconda volta consecutiva dall’atto conclusivo del torneo continentale. A decidere il match è stato Oyarzabal con un gol a tre minuti dalla fine, quando ormai i tempi supplementari sembrano cosa certa, dopo l’1-1 maturato nel secondo tempo in virtù delle reti di Nico Williams e Palmer.
Il primo tempo è perlopiù uno studio tra le due squadre. I primi 45 minuti scorrono via infatti senza clamorose occasioni da gol, da una parte e dall'altra. Come prevedibile alla vigilia e, per come le due nazionali hanno affrontato tutto il cammino in questo Europeo, è la Spagna a prendere per prima il pallino del gioco. L’Inghilterra attende e gioca di rimessa, consapevole che davanti ha al suo arco frecce in grado di far male al momento giusto come Saka, Foden e Bellingham. L’undici di Southgate è schierato tatticamente bene in campo, prova ne è il fatto che nonostante il palleggio lasciato alla Roja, i due esterni offensivi Yamal e Williams non trovano quasi mai il varco giusto per accendersi in velocità. L’unico brivido degno di nota arriva giusto nel primo dei due minuti di recupero della prima frazione ed è targato Inghilterra: Foden arriva in spaccata su una punizione calciata sul secondo palo dalla destra da Shaw, il tiro però manca di forza e Unai Simon può tranquillamente bloccare a terra in due tempi. La Spagna non ha ancora centrato lo specchio della porta e questa è già una notizia.
La ripresa ricomincia con gli stessi 11 in campo per Southgate, mentre De La Fuente presenta, a sorpresa, la novità Zubimendi al posto di Rodri, costretto al forfait da un infortunio. Nemmeno il tempo di rimettersi seduti in tribuna per i tifosi che la partita si stappa. Yamal addomestica sulla destra un pallone apparentemente innocuo per la difesa inglese, si accentra e vede sul lato opposto il taglio dentro di Nico Williams. Al numero 17 spagnolo basta un controllo per piazzare il pallone del vantaggio alle spalle di Pickford. Proprio i due «ragazzini» che erano rimasti nascosti nel primo tempo, sono i protagonisti della giocata che rompe l’equilibrio di una finale fin qui bloccata. L’Inghilterra, sotto nel punteggio per la quarta partita consecutiva in questo Europeo, fatica a reagire.
Tra il 55’ e il 56’ la Spagna, però, va vicino al raddoppio due volte: prima con una conclusione debole di Morata e poi con un ormai scatenato Nico Williams, il cui tiro dalla distanza finisce di poco fuori a fil di palo. La Spagna non trova il colpo del ko e Southgate, a differenza delle partite precedenti, corre subito ai ripari inserendo Watkins al posto di Kane, fin qui isolato e stretto tra le maglie di Laporte e Le Normand. Il ct inglese prova a sfruttare l’onda emotiva del match winner della semifinale con l’Olanda. Al 64’ si fa vedere per la prima volta anche Bellingham. Il giocatore del Real Madrid si libera al tiro dal limite, ma pecca di precisione. Un minuto più tardi, dall'altra parte, è Yamal ad avere la palla del 2-0: il talento del Barcellona fa tutto bene, a negargli il gol è una gran parata di Pickford. Al 70’ Southgate si gioca la carta Palmer, dentro per Mainoo. All’attaccante del Chelsea bastano 3 minuti per risultare decisivo: Saka si accende a destra, mette a centro area per Bellingham che appoggia dietro a rimorchio per il numero 24 inglese, il cui sinistro di prima intenzione è chirurgico e non lascia scampo a Unai Simon. Ancora una volta i Tre Leoni dimostrano di essere feriti ma non morti e rientrano in partita. A salvare il pareggio raggiunto e tenere in vita l’Inghilterra è ancora un super Pickford, che all’82’ deve superarsi di nuovo su Yamal. Il portiere dell’Everton non può nulla all’87’ sulla deviazione sotto misura di Oyarzabal sul cross basso da sinistra di Cucurella. Il 2-1 spagnolo arriva a una manciata di minuti dai supplementari ed è un colpo senza possibilità di replica per gli inglesi, che anche stavolta tornano a casa con una medaglia d’argento dal gusto amaro.
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Inghilterra ko per la seconda volta consecutiva in finale. All’Olympiastadion di Berlino trionfa 2-1 la nazionale iberica, al suo quarto titolo continentale: decisivo il gol di Oyarzabal all’87’.Spagna campione d’Europa per la quarta volta nella sua storia. È questo il verdetto emesso dalla finale giocata all’Olympiastadion di Berlino, dove la Roja ha battuto 2-1 l’Inghilterra. La nazionale dei Tre Leoni prosegue in quella che ormai è diventata una maledizione ed esce sconfitta per la seconda volta consecutiva dall’atto conclusivo del torneo continentale. A decidere il match è stato Oyarzabal con un gol a tre minuti dalla fine, quando ormai i tempi supplementari sembrano cosa certa, dopo l’1-1 maturato nel secondo tempo in virtù delle reti di Nico Williams e Palmer. Il primo tempo è perlopiù uno studio tra le due squadre. I primi 45 minuti scorrono via infatti senza clamorose occasioni da gol, da una parte e dall'altra. Come prevedibile alla vigilia e, per come le due nazionali hanno affrontato tutto il cammino in questo Europeo, è la Spagna a prendere per prima il pallino del gioco. L’Inghilterra attende e gioca di rimessa, consapevole che davanti ha al suo arco frecce in grado di far male al momento giusto come Saka, Foden e Bellingham. L’undici di Southgate è schierato tatticamente bene in campo, prova ne è il fatto che nonostante il palleggio lasciato alla Roja, i due esterni offensivi Yamal e Williams non trovano quasi mai il varco giusto per accendersi in velocità. L’unico brivido degno di nota arriva giusto nel primo dei due minuti di recupero della prima frazione ed è targato Inghilterra: Foden arriva in spaccata su una punizione calciata sul secondo palo dalla destra da Shaw, il tiro però manca di forza e Unai Simon può tranquillamente bloccare a terra in due tempi. La Spagna non ha ancora centrato lo specchio della porta e questa è già una notizia. La ripresa ricomincia con gli stessi 11 in campo per Southgate, mentre De La Fuente presenta, a sorpresa, la novità Zubimendi al posto di Rodri, costretto al forfait da un infortunio. Nemmeno il tempo di rimettersi seduti in tribuna per i tifosi che la partita si stappa. Yamal addomestica sulla destra un pallone apparentemente innocuo per la difesa inglese, si accentra e vede sul lato opposto il taglio dentro di Nico Williams. Al numero 17 spagnolo basta un controllo per piazzare il pallone del vantaggio alle spalle di Pickford. Proprio i due «ragazzini» che erano rimasti nascosti nel primo tempo, sono i protagonisti della giocata che rompe l’equilibrio di una finale fin qui bloccata. L’Inghilterra, sotto nel punteggio per la quarta partita consecutiva in questo Europeo, fatica a reagire.Tra il 55’ e il 56’ la Spagna, però, va vicino al raddoppio due volte: prima con una conclusione debole di Morata e poi con un ormai scatenato Nico Williams, il cui tiro dalla distanza finisce di poco fuori a fil di palo. La Spagna non trova il colpo del ko e Southgate, a differenza delle partite precedenti, corre subito ai ripari inserendo Watkins al posto di Kane, fin qui isolato e stretto tra le maglie di Laporte e Le Normand. Il ct inglese prova a sfruttare l’onda emotiva del match winner della semifinale con l’Olanda. Al 64’ si fa vedere per la prima volta anche Bellingham. Il giocatore del Real Madrid si libera al tiro dal limite, ma pecca di precisione. Un minuto più tardi, dall'altra parte, è Yamal ad avere la palla del 2-0: il talento del Barcellona fa tutto bene, a negargli il gol è una gran parata di Pickford. Al 70’ Southgate si gioca la carta Palmer, dentro per Mainoo. All’attaccante del Chelsea bastano 3 minuti per risultare decisivo: Saka si accende a destra, mette a centro area per Bellingham che appoggia dietro a rimorchio per il numero 24 inglese, il cui sinistro di prima intenzione è chirurgico e non lascia scampo a Unai Simon. Ancora una volta i Tre Leoni dimostrano di essere feriti ma non morti e rientrano in partita. A salvare il pareggio raggiunto e tenere in vita l’Inghilterra è ancora un super Pickford, che all’82’ deve superarsi di nuovo su Yamal. Il portiere dell’Everton non può nulla all’87’ sulla deviazione sotto misura di Oyarzabal sul cross basso da sinistra di Cucurella. Il 2-1 spagnolo arriva a una manciata di minuti dai supplementari ed è un colpo senza possibilità di replica per gli inglesi, che anche stavolta tornano a casa con una medaglia d’argento dal gusto amaro.
«Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo» (@Giovanni Gasparro)
Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo vince la dodicesima edizione del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale. Per Giovanni Gasparro è un ritorno al successo, dopo la vittoria della prima edizione nel 2014.
Il quadro italiano più bello del 2025 è Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo di Giovanni Gasparro. A decretarlo è stata la giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale, giunto alla dodicesima edizione, che ogni anno seleziona le opere più rappresentative della pittura italiana contemporanea.
L’opera del pittore pugliese, nato a Bari nel 1983, è stata scelta tra i quadri realizzati negli ultimi dodici mesi e pubblicati sul sito Eccellenti Pittori. Si tratta di un’Adorazione vista da una prospettiva inedita: quella del Bambino. Un punto di vista che, secondo il fondatore del premio Camillo Langone, non ha precedenti nella storia dell’arte cristiana.
«È la prima volta che il premio viene assegnato a un artista che lo aveva già vinto in passato», spiega Langone. Gasparro, infatti, si era aggiudicato anche la prima edizione del riconoscimento nel 2014. «Allora la giuria era completamente diversa – ricorda – e questo dimostra la capacità dell’artista di parlare a generazioni e sensibilità differenti». Langone racconta di aver visto il dipinto in anteprima nello studio di Gasparro, subito dopo l’ultimo colpo di pennello: «Un quadro straordinario, capace di innovare restando fedele alla tradizione. Una Madonna di grande grazia, pastori realistici e una scena illuminata dalla mangiatoia: impossibile non rimanerne colpiti».
Giovanni Gasparro
La giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale è composta, oltre che dai fondatori Camillo Langone e Roberto Brazzale, da esponenti del mondo dell’impresa, dell’industria e della cultura, uniti non da ruoli professionali nel settore artistico ma da una comune passione per il bello. È una delle caratteristiche distintive del premio, primo in Italia dedicato esclusivamente alla pittura e unico a non essere giudicato da addetti ai lavori.
Oltre al riconoscimento per il miglior quadro dell’anno, il Premio organizza mostre dedicate alla nuova pittura italiana presso il Museo Le Carceri di Asiago. L’ultima esposizione si è tenuta nell’estate 2024 con il titolo Gran Turismo, mentre la prossima è prevista per l’estate del 2027.
Ideato da Camillo Langone e sostenuto dal Gruppo Brazzale, storica azienda casearia fondata nel 1784, Eccellenti Pittori – Brazzale si definisce «il diario della pittura italiana vivente»: un progetto che punta a offrire un panorama ampio e libero della produzione pittorica contemporanea, senza barriere di età, stile o curriculum e senza costi di partecipazione per gli artisti.
Con la vittoria del 2025, Giovanni Gasparro conferma un percorso artistico già ampiamente riconosciuto a livello nazionale e internazionale, segnato da importanti commissioni, premi e partecipazioni a mostre in musei e istituzioni di primo piano.
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