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Un commissario contro i danni del governo

Un commissario contro i danni del governo
Giuseppe Conte (Ansa)

Bisogna restare a casa. Se il governo avesse spiegato quello che c'era da spiegare a proposito dell'epidemia che sta mettendo in ginocchio l'Italia e il mondo, il mio articolo si potrebbe anche chiudere qui, perché altro da aggiungere non ci sarebbe. Purtroppo, la politica, e ahinoi anche qualche presunto esperto, di pronunciare il semplice e perentorio invito a mettersi in auto quarantena per una settimana o un mese non ha avuto il coraggio. Fino all'ultimo si sono preferiti i messaggi tranquillizzanti e consolatori, preoccupandosi più di non diffondere la paura che di fermare il contagio. Il risultato è che anche di fronte a un aumento esponenziale dei malati e alle notizie allarmanti che arrivano dalle corsie degli ospedali, molte persone continuano a non assumere (...)

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 25 febbraio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 24 febbraio con Carlo Cambi

I sindacati delle forze dell’ordine sono concordi: «Nessuno vuole essere al di sopra della legge, chiediamo solo un sostegno per non dissanguarci nei processi. I rimborsi sono esigui e tardivi. Nel frattempo dobbiamo pagare i legali e ci tagliano i salari».

Mentre il dibattito è concentrato su una parola che è diventata tossica, «immunità», gli operatori di polizia pensano alla parcella dell’avvocato, alla sospensione dal servizio che arriva prima della sentenza, allo stipendio che si assottiglia. È su questo piano che si gioca la vera partita.

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«De Raho, il pm guru dei 5 stelle, usava dossier per far carriera»
Federico Cafiero de Raho (Imagoeconomica)
La relazione della commissione Antimafia sull’ex procuratore diventato parlamentare con i 5 stelle: «Non era marginale e sapeva della prassi irregolare messa in atto da Striano per spiare anche i politici».

I pm delle inchieste sulle spiate nelle banche dati investigative ai danni di esponenti del mondo della politica, delle istituzioni e non solo, non avrebbero «valutato la gravità intrinseca dei comportamenti del procuratore nazionale antimafia, trattando ciò che avrebbe richiesto massimo rigore come se invece si trattasse di un profilo marginale».

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Rogoredo usato per spingere il No a suon di balle
La Scientifica a Rogoredo sul luogo dell'omicidio (Ansa)

Carmelo Cinturrino non ha soltanto ucciso Abderrahim Mansouri, ma rischia di aver stecchito anche la riforma della giustizia varata dal governo Meloni. L’agente omicida di Milano, che per simulare la tesi della legittima difesa ha messo accanto alla vittima una pistola, si è infatti rapidamente tramutato in un’arma nelle mani dell’opposizione per sostenere il No al referendum.

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