Un commissario contro i danni del governo

Un commissario contro i danni del governo
Giuseppe Conte (Ansa)

Bisogna restare a casa. Se il governo avesse spiegato quello che c'era da spiegare a proposito dell'epidemia che sta mettendo in ginocchio l'Italia e il mondo, il mio articolo si potrebbe anche chiudere qui, perché altro da aggiungere non ci sarebbe. Purtroppo, la politica, e ahinoi anche qualche presunto esperto, di pronunciare il semplice e perentorio invito a mettersi in auto quarantena per una settimana o un mese non ha avuto il coraggio. Fino all'ultimo si sono preferiti i messaggi tranquillizzanti e consolatori, preoccupandosi più di non diffondere la paura che di fermare il contagio. Il risultato è che anche di fronte a un aumento esponenziale dei malati e alle notizie allarmanti che arrivano dalle corsie degli ospedali, molte persone continuano a non assumere (...)

Nardella, Gori, Decaro: all’Europarlamento infornata di ex sindaci dem. Entrano anche Zan, Cecilia Strada e l’ex presidente Inps Tridico, che fa il pieno di voti al Sud. Bocciati il duo Santoro-Vauro, la sardina Cristallo, Cecchi Paone. Tarquinio tra i sospesi.
L’Avvocato ha perso la causa. Conte umiliato da Casaleggio: «Dovrebbe dimettersi»
Giuseppe Conte (Ansa)
Il figlio del guru dei pentastellati liquida Giuseppi: «Risultato disastroso». Anche Grillo lo aspetta al varco. Alla leadership ambiscono le ex «sindache» Raggi e Appendino.
Schlein si fa superare dai big del Pd ma ipoteca la guida dell’opposizione
Elly Schlein (Ansa)
Stefano Bonaccini (rivale alle primarie) e il sindaco uscente di Bari, Antonio Decaro, surclassano in preferenze il segretario. Che avvisa gli alleati: «Il tempo dei veti è finito». Per il rinnovamento del partito, invece, bisognerà attendere.
Contro la guerra non avevamo volti credibili
Giuseppe Conte, Marco Tarquinio e Michele Santoro (Ansa)
Il bellicismo macroniano è stato punito dagli elettori, ma i pacifisti in Italia non sono pervenuti. Non lo erano Giuseppe Conte (votò sì alle armi), né Marco Tarquinio (candidatosi nel partito sbagliato) né Michele Santoro. Giorgia Meloni premiata per essersi smarcata sull’invio di truppe.
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