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«Solo in Italia è strano pubblicare le notizie»

«Solo in Italia è strano pubblicare le notizie»
Francesco Saverio Garofani (Imagoeconomica)
La posizione del segretario non è più sostenibile. Padellaro: «Si trattava di uno scoop e, come tale, bisognava farlo uscire». Anche Travaglio, sulla stessa linea, rincara la dose con la richiesta di allontanamento. Cavalli: «C’è in mezzo un pezzo del Pd».

Forse, dopotutto, la storia non è così ridicola, visto il putiferio che ha suscitato. E forse lo scoop della Verità sul consigliere del Quirinale Francesco Garofani non è nemmeno irrilevante dal punto di vista giornalistico. Almeno così sembrano pensarla in parecchi, di sicuro molti di più di quanto qualcuno vorrebbe far credere. Molti media si sono affannati nel tentativo di smontare le nostre ricostruzioni, hanno tentato di sminuire e di far torbide le acque. Ma ora cominciano a levarsi voci differenti. Un collega autorevole come Marcello Foa da giorni scrive che la squadra del presidente non è poi così super partes: «Questo è chiaro a tutti gli elettori di centrodestra e a quelli magari non schierati politicamente a cui la vicenda Garofani ha aperto gli occhi». Foa è stato lapidario: «Non potendo smentire, a Garofani non resta che una via. Quella delle dimissioni». A pensarla così è anche Marco Travaglio, che lo ha scritto chiaramente: «Garofani ha solo due strade: o smentisce, sperando di non essere sbugiardato da testimoni o registrazioni; o si dimette». Più articolato ma altrettanto netto è il ragionamento di Antonio Padellaro - fondatore e già direttore del Fatto, di certo non un uomo di destra - che parlando con la Verità inizia con ironia: «Sono molto amareggiato del fatto che a una riunione di romanisti non mi abbiano voluto», dice riferendosi al contesto in cui Garofani ha parlato dello «scossone» ai danni del governo Meloni. «A parte gli scherzi», continua, «sono abbastanza sorpreso, per non dire sbalordito, dalle reazioni che ci sono state su questa notizia, che è un fior di notizia. Qui non si tratta di esprimere opinioni. Qui c’è un fatto: La Verità, avendo ricevuto un documento e avendo probabilmente fatto tutte le verifiche, lo ha pubblicato. A me sembra una cosa di assoluta normalità, almeno in un normale mondo dell’informazione. Ma qui invece di guardare la luna si guarda il dito. La notizia è vera? Sì. È importante? Direi di sì, perché il clamore che ha suscitato dimostra che è di interesse pubblico. Quindi resto stupito - anche se fino a un certo punto, perché conosciamo i nostri polli - dalla reazione abbastanza stravagante che c’è stata».

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Secondo Maurizio Belpietro, l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela non è una novità ma l’ennesima prova che le grandi potenze agiscono per interesse, non per ideali. Da Donald Trump a Nicolás Maduro, il direttore de La Verità smaschera le contraddizioni della sinistra italiana, pronta a indignarsi solo quando fa comodo.

Milano è la città più cara d’Italia. L’olio d’oliva a Bolzano costa 10 euro
Beppe Sala (Ansa)
Pesano i servizi. Meno marcate le differenze sugli alimentari. Pane a 2,40 euro a Napoli.

Milano si conferma anche nel 2025 la città italiana con il costo della vita più elevato, almeno secondo la metrica Codacons basata sui listini al pubblico di beni e servizi su base Osservatorio prezzi del Mimit. Nel paniere complessivo costituito da 28 prodotti alimentari/ortofrutticoli più una selezione di servizi – il totale per Milano è 598,95 euro. Napoli, al contrario, è all’estremo opposto con 368,90 euro: la differenza è del 62,3%.

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Industria disperata per la tassa europea sull’import di acciaio. Va fermata subito
Fabbrica (iStock)
Il Cbam colpisce anche l’inquinamento da cemento e alluminio Imprenditori pronti a manifestare. Meglio pressare i governi.

Le norme ambientali dell’Ue stanno aumentando il rischio di de-industrializzazione in Italia e nel sistema economico europeo invece di ridurlo. Ora ritengo necessaria un’azione correttiva molto forte delle regole europee con lo scopo di armonizzare quelle ambientali di competitività industriale globale per evitare che la loro divergenza porti a crisi sistemiche. Il 2 gennaio e ieri ho ricevuto un numero inusuale di messaggi da attori industriali che mi chiedevano uno scenario strategico per perseguire una tale armonizzazione – che spesso ho invocato nei miei articoli sul piano macro – cominciando però dal livello micro percepito come più pericoloso dalle imprese: eliminare il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam, cioè il meccanismo di aggiustamento doganale per fini decarbonizzanti) in vigore dal 1° gennaio.

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Crolli nella villa dei Totti. E Ilary chiede al Tribunale: «Fate pagare il Pupone»
Ilary Blasi (Ansa). Nei riquadri, alcuni frame tratti dal video del controsoffitto crollato nella villa di Totti
Cede il controsoffitto nella magione da 25 vani. La conduttrice tv esige dal suo ex un intervento di manutenzione straordinaria attivando un ricorso d’urgenza.

Soffitti crollati, sospetti abusi edilizi, accuse di abbandono dei figli, ulteriori verifiche patrimoniali ordinate dai giudici. La guerra tra Ilary Blasi e Francesco Totti (la prossima udienza della causa di divorzio sarà a marzo) continua a riservare sorprese e colpi sotto le cinture. Tutto era iniziato con il tira e molla su rolex e borsette, ma da allora il livello dello scontro è salito notevolmente. Portando anche all’iscrizione del Pupone sul registro degli indagati per abbandono di minore, dopo la denuncia presentata dalla conduttrice tv.

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