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2024-10-18
La serie capolavoro di Alfonso Cuarón sbarca su Apple Tv+
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«Disclaimer - La vita perfetta» (Apple Tv+)
Quando Alfonso Cuarón ha portato Disclaimer - La vita perfetta all'ottantunesima Mostra del Cinema di Venezia, lo scorso agosto, il giudizio è stato unanime. La critica ha incensato i primi episodi di quella serie televisiva, tratta dal romanzo omonimo che Renée Knight ha scritto e pubblicato nel 2015. Era dinamica, brillante, una versione fedele eppure originale del suo corrispettivo letterario. Cuarón, allora, è stato celebrato alla stregua di un genio. Un maestro. Un professionista come raramente ne capitano. E, a due mesi e poco più dal profondersi in complimenti della stampa, lo show è diventato di dominio pubblico.
Apple Tv+, da venerdì 11 ottobre, ha reso disponibili per lo streaming i primi due episodi di Disclaimer - La vita perfetta, promettendo di rilasciare i cinque successivi a cadenza settimanale. Eccola, dunque, Cate Blanchett, impeccabile nel muoversi sul crinale sottile che separa un'apparenza algida da una nevrosi interiore. Non si chiama Cate, il nome di scena è quello esteso: Catherine, Catherine Ravenscroft, giornalista e documentarista di grande successo, una carriera costruita sulle inchieste finalizzate a scoperchiare i vasi di Pandora, quelli altrui. Catherine, che nella serie è moglie di Robert Ravenscroft, un Sacha Baron Cohen agli antipodi rispetto al personaggio - Borat - che gli ha regalato la fama planetaria, s'è fatta largo nel pantano dell'editoria scrivendo di scandali e malaffare. In qualche modo, è diventata un'eroina: uno di quegli individui che le dicotomie del pensare comune imporrebbero di incasellare fra i buoni. Non l'ha voluto, ma l'etichetta - una volta appiccicatale addosso - le ha permesso di arrivare ad incarnare i propri sogni. Sogni che la pubblicazione di un manoscritto anonimo minaccia di distruggere. Catherine Ravenscroft, il testo senza autore, lo riceve a casa propria. E, pagina dopo pagina, capisce suo malgrado di esserne la protagonista. Chiunque abbia deciso di scriverlo ha deciso altresì di distruggerla, svelando un segreto che la giornalista credeva sepolto. Catherine si trova a correre contro il tempo, a cercare di applicare il proprio metodo investigativo per risolvere non le magagne altrui, ma le proprie. Per scoprire chi sia l'artefice di quella minaccia immensa, chi voglia tirarla a fondo, disfacendo con ciò la sua famiglia. Il marito, Robert, non ha mai saputo nulla del passato di Catherine, che la serie non ricostruisce direttamente.
Disclaimer - La vita perfetta si muove attraverso tre prospettive: il presente della protagonista, il passato dell’aspirante fotografo Jonathan Brigstocke, e il punto di vista di suo padre Stephen, alias Kevin Kline, attore premio Oscar nel 1989 per Un pesce di nome Wanda. Stephen Brigstocke, nello show un insegnate in pensione, ha come unico scopo nella vita l'umiliazione pubblica di Catherine, la sua fine. Vuole vederla a terra, spogliata di un successo che ritiene ingiusto. Catherine è la sua grande nemica, la donna cui imputa ogni disgrazia della propria esistenza. Perché, per come, saranno gli episodi dello show a svelarlo, con un ritmo e un incedere che non ha nulla da invidiare a quello del thriller scritto dalla Knight e celebrato come speciale dal New York Times.
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Apple Tv+, da venerdì 11 ottobre, ha reso disponibili per lo streaming i primi due episodi di Disclaimer - La vita perfetta, promettendo di rilasciare i cinque successivi a cadenza settimanale. Con una Cate Blanchett impeccabile nel muoversi sul crinale sottile che separa un'apparenza algida da una nevrosi interiore.Quando Alfonso Cuarón ha portato Disclaimer - La vita perfetta all'ottantunesima Mostra del Cinema di Venezia, lo scorso agosto, il giudizio è stato unanime. La critica ha incensato i primi episodi di quella serie televisiva, tratta dal romanzo omonimo che Renée Knight ha scritto e pubblicato nel 2015. Era dinamica, brillante, una versione fedele eppure originale del suo corrispettivo letterario. Cuarón, allora, è stato celebrato alla stregua di un genio. Un maestro. Un professionista come raramente ne capitano. E, a due mesi e poco più dal profondersi in complimenti della stampa, lo show è diventato di dominio pubblico.Apple Tv+, da venerdì 11 ottobre, ha reso disponibili per lo streaming i primi due episodi di Disclaimer - La vita perfetta, promettendo di rilasciare i cinque successivi a cadenza settimanale. Eccola, dunque, Cate Blanchett, impeccabile nel muoversi sul crinale sottile che separa un'apparenza algida da una nevrosi interiore. Non si chiama Cate, il nome di scena è quello esteso: Catherine, Catherine Ravenscroft, giornalista e documentarista di grande successo, una carriera costruita sulle inchieste finalizzate a scoperchiare i vasi di Pandora, quelli altrui. Catherine, che nella serie è moglie di Robert Ravenscroft, un Sacha Baron Cohen agli antipodi rispetto al personaggio - Borat - che gli ha regalato la fama planetaria, s'è fatta largo nel pantano dell'editoria scrivendo di scandali e malaffare. In qualche modo, è diventata un'eroina: uno di quegli individui che le dicotomie del pensare comune imporrebbero di incasellare fra i buoni. Non l'ha voluto, ma l'etichetta - una volta appiccicatale addosso - le ha permesso di arrivare ad incarnare i propri sogni. Sogni che la pubblicazione di un manoscritto anonimo minaccia di distruggere. Catherine Ravenscroft, il testo senza autore, lo riceve a casa propria. E, pagina dopo pagina, capisce suo malgrado di esserne la protagonista. Chiunque abbia deciso di scriverlo ha deciso altresì di distruggerla, svelando un segreto che la giornalista credeva sepolto. Catherine si trova a correre contro il tempo, a cercare di applicare il proprio metodo investigativo per risolvere non le magagne altrui, ma le proprie. Per scoprire chi sia l'artefice di quella minaccia immensa, chi voglia tirarla a fondo, disfacendo con ciò la sua famiglia. Il marito, Robert, non ha mai saputo nulla del passato di Catherine, che la serie non ricostruisce direttamente.Disclaimer - La vita perfetta si muove attraverso tre prospettive: il presente della protagonista, il passato dell’aspirante fotografo Jonathan Brigstocke, e il punto di vista di suo padre Stephen, alias Kevin Kline, attore premio Oscar nel 1989 per Un pesce di nome Wanda. Stephen Brigstocke, nello show un insegnate in pensione, ha come unico scopo nella vita l'umiliazione pubblica di Catherine, la sua fine. Vuole vederla a terra, spogliata di un successo che ritiene ingiusto. Catherine è la sua grande nemica, la donna cui imputa ogni disgrazia della propria esistenza. Perché, per come, saranno gli episodi dello show a svelarlo, con un ritmo e un incedere che non ha nulla da invidiare a quello del thriller scritto dalla Knight e celebrato come speciale dal New York Times.
Nel decreto sicurezza «viene introdotta la previsione del fermo di prevenzione. Preciso che l’interlocuzione con il Quirinale è stata sempre molto proficua, da ultimo ieri, ma è stata sempre molto proficua. Ci sono state giuste sottolineature ma il testo esce come era stato proposto sin dall’inizio».
Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Il fermo di prevenzione «Non è una misura liberticida, in molti ordinamenti è presente, e c’è il rapporto con l’autorità giudiziaria, a cui viene comunicato che la persona è accompagnata in un ufficio di polizia e trattenuta fino a due ore. Se poi dovesse ravvisare che non ci sono le condizioni può disporre la liberazione: è stato sempre così nella nostra formulazione, conosciamo i limiti fissati dalla Costituzione sulla limitazione della libertà personale».
L’incontro è avvenuto grazie alla visita di Vance in Italia, in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
Gianluigi Paragone racconta la sua esperienza in Italexit e ammonisce il generale Vannacci sulla difficoltà di superare la soglia di sbarramento alle elezione senza una struttura partitica forte alle spalle.