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«Dietro le foibe nazionalismo e non vendetta»

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«Dietro le foibe nazionalismo e non vendetta»
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  • Intervista a Marco Petrelli, autore del libro I partigiani di Tito nella Resistenza Italiana, che analizza la figura di Josip Broz e il suo progetto politico durante e dopo la Seconda guerra mondiale. «Il comunismo può essere stato movente iniziale di Tito, ma non principale né unico della guerra all'Asse e dei massacri delle foibe».
  • La storia dei 22 marò della X Mas e dei sei militi italiani del battaglione Tramontana di Cherso che hanno combattuto senza speranze contro l'avanzata dei partigiani di Tito nelle isole del Quarnero.
  • La Verità rilancia la raccolta fondi della Comunità italiana degli esuli di Lussino. Per contribuire al riconoscimento dei loro nomi si può versare una somma a Comunità di Lussinpiccolo - Trieste Fondo Ossero IT45P0103002230000003586982. Monte dei Paschi di Siena. Causale: "Per l'identificazione dei marò di Ossero"
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Scontro sui patentini antifascisti: Conte critica Meloni, non la censura
Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo (Getty Images)
Oltre ai non allineati, i compagni sabotano pure chi non si conforma «abbastanza».

A sinistra qualcuno ha scoperto che esistono intolleranti censori, e che la censura non è per niente gradevole. Lo hanno scoperto grazie all’ennesimo psicodramma esploso attorno a Eshkol Nevo, scrittore israeliano accusato di non avere condannato a sufficienza il massacro del governo Netanyahu ai danni dei palestinesi.

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K.I.S.S. | Apollo, Zeus e l'ammiraglio volante - seconda parte

Un uomo, un aeroplano, il freddo da domare per stabilire un record. Ma soprattutto il tentativo di capire come gli aeroplani avrebbero potuto volare più in alto per sfuggire alla contraerea.

La maggioranza raccoglie la sfida di Futuro nazionale: Piantedosi mette il Viminale al lavoro per arrivare, nel 2026, al record storico di espulsioni. Ma si prepara a una battaglia: «Ci saranno ricorsi nonostante il nuovo Patto Ue. Ho già avvisato il premier».

Sarà l’effetto Vannacci, sarà il timore di un pareggio alle elezioni politiche, in assenza di una legge elettorale che sbrogli la matassa parlamentare. Fatto sta che il governo, assorbita la batosta del referendum sulla giustizia e galvanizzato dal buon esito delle amministrative, sembra pronto a rilanciarsi, alla vigilia di un’estate caldissima.

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Fare la guerra a Vannacci è inutile. Bisogna trovare un accordo con lui
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
L’ex militare ha costruito un’enclave politica che sta crescendo. Attaccarlo è controproducente: si rischia di consegnargli la grande prateria dei moderati. Che sono ormai stufi di immigrati, ecofollie e gender.

Non so se dietro il generale Vannacci ci sia Matteo Renzi, come in questi giorni sostengono in tanti. Che il fondatore di Italia viva faccia il tifo per Futuro nazionale, nella speranza che il nuovo partito tolga voti al centrodestra, è sicuro. Infatti, solo impedendo all’attuale maggioranza di vincere alle prossime elezioni il fondatore di Italia viva può fare in modo che il suo 2% conti qualche cosa.

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