foibe

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«I partigiani volevano imporre i soviet»
Un'immagine che ritrae un gruppo di esuli italiani al porto di Pola (Getty Images). Nel riquadro il presidente dell'Unione degli istriani, Massimiliano Lacota
Massimiliano Lacota, presidente dell’Unione degli istriani, critica le celebrazioni del 25 aprile definite «monopolizzate e ipocrite». Per gli esuli giuliano-dalmati la ricorrenza non rappresenta una festa condivisa, tra memoria delle Foibe ed esodo dall’Adriatico orientale.
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«Il Senato della Repubblica aderisce al Giorno del Ricordo, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. Le bandiere sono esposte a mezz’asta per tutta la giornata di martedì 10 febbraio. La facciata di Palazzo Madama è stata illuminata con i colori della Bandiera dal tramonto del 9 febbraio all’alba di oggi e, nuovamente, sarà illuminata dal tramonto alla mezzanotte di martedì 10 febbraio».

A guerra finita, centinaia di migliaia di italiani provenienti dall'Istria e dalla Dalmazia hanno dovuto abbandonare le loro terre e le loro case. Molti di loro furono mandati nel campo profughi di Padriciano, oggi un museo conservato dall'Unione degli istriani. Una vita difficile, tutta da costruire. Di cui oggi restano masserizie e muri incrostati dal tempo.

Altro che pacificazione. I socialisti sloveni e croati: «Via la mostra sulle foibe»
(Ansa)
Nove eurodeputati chiedono la rimozione dell’esposizione voluta da Fdi. Il Pd tace. Spiazzato Mattarella: aveva detto che l’Europa ha unito chi un tempo si odiava.
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Mattarella: «Le foibe furono rimosse». Ma la sinistra non ascolta la lezione
Ansa
Il capo dello Stato condanna «l’occultamento della storia» sulla tragedia istriana, però al senatore meloniano Menia viene impedito di parlarne a scuola. E il sindaco di Bologna definisce «oltraggio» una corona di fiori.
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