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2023-04-09
Cuciniamo insieme: le uova alla scozzese
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Buona Pasqua! Se per i cattolici è la festa delle feste va detto che il suo significato è universale: segna la rinascita, il mondo nuovo, l’apice della primavera che risveglia la natura. Viene da pensare a Pesach, la Pasqua ebraica che ricorda la liberazione dall’Egitto e la marcia verso la terra promessa. Anche gli ebrei hanno un uovo al centro del piatto del Seder, anche se per loro è piuttosto la memoria della distruzione del tempio. Ma dopo la distruzione c’è la rinascita. La tradizione cristiana fa forse più riferimento all’uovo cosmico greco/egizio, la sorgente primordiale ed è nel Medioevo che si cominciano a donare le uova in segno di benaugurio. Pensate alla mitiche Fabergè degli zar di Russia a cominciare da Alessandro III. Leggendo Petronio Arbitro si scoprirebbe che l’uovo era l’antipasto dei romani (ab ovo ad mala!) e così via. Ci è rimasto in presso da un viaggio a Edimburgo come gli scottish eggs siano considerati alla stregua della pizza, senza attribuire a queste ricetta alcun significato apotropaico, anche se noi li abbiamo mangiati come portatori di felicità e di felicità gastronomica. Ci sembra un gran piatto da fare per questa Pasqua. Ne abbiamo modificato un po’ la prassi ma il risultato è garantito.
Ingredienti - 4 uova piccole e 2 grandissime, 150 grammi di pane grattato, 100 grammi di farina, 100 grammi di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiato, 350 grammi di carne di manzo macinato e una salsiccia abbondante, un mazzetto di prezzemolo, uno spicchio d’aglio, olio per friggere, sale, pepe e noce moscata q.b.
Procedimento - In una terrina impastate macinato di manzo e salsiccia col formaggio grattugiato, il prezzemolo e l’aglio tritati finemente, condite con sale, pepe e noce moscata quest’ultima abbondante. Nel frattempo partendo da acqua fredda mettete a bollire le 4 uova piccole che farete lessare per circa 4 minuti da quando sale il bollore. Ora prendete l’impasto di carne ponetelo tra due fogli di carta forno e col mattarello stendetelo in una sorta di sfoglia alta meno di mezzo centimetro. Scolate le uova e immergetele in acqua fredda, meglio se con del ghiaccio per fermare la cottura. Privatele del guscio e avvolgete uovo per uovo in uno strato di sfoglia-carne! Dovete ottenere una sorta di polpetta. Sbattete le due uova grandissime, aggiustate appena di sale. Ora infarinate le polpette di carne e uovo, passatele nell’uovo sbattuto, nel pangrattato ancora nell’uovo e ancora nel pangrattato. E’ il famoso doppio cappotto! Ripetete l’operazione per ogni uovo. Portate a temperatura, meglio se in una pentola alta e stretta, ma capace di contenere comodamente le 4 uova, l’olio e friggete le polpette-uova finché non abbiano una bella doratura. Servite aggiustando ancora di sale, se del caso. Il cuore delle uova dovrebbe fare la lacrima, dunque le uova non devono essere completamente sode.
Come far divertire i bambini - Fate fare a loro con le manine l’impasto delle carni! Sarà come giocare con la plastilina.
Abbinamento - Noi abbiamo scelto un friulano Refosco dal peduncolo rosso, perfetto un Merlot. Se volete fare festa un ottimo spumante metodo classico, meglio se rosato.
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Gli scottish eggs ci sembrano un gran piatto da fare per questa Pasqua. Ne abbiamo modificato un po’ la prassi ma il risultato è garantito. Buona Pasqua! Se per i cattolici è la festa delle feste va detto che il suo significato è universale: segna la rinascita, il mondo nuovo, l’apice della primavera che risveglia la natura. Viene da pensare a Pesach, la Pasqua ebraica che ricorda la liberazione dall’Egitto e la marcia verso la terra promessa. Anche gli ebrei hanno un uovo al centro del piatto del Seder, anche se per loro è piuttosto la memoria della distruzione del tempio. Ma dopo la distruzione c’è la rinascita. La tradizione cristiana fa forse più riferimento all’uovo cosmico greco/egizio, la sorgente primordiale ed è nel Medioevo che si cominciano a donare le uova in segno di benaugurio. Pensate alla mitiche Fabergè degli zar di Russia a cominciare da Alessandro III. Leggendo Petronio Arbitro si scoprirebbe che l’uovo era l’antipasto dei romani (ab ovo ad mala!) e così via. Ci è rimasto in presso da un viaggio a Edimburgo come gli scottish eggs siano considerati alla stregua della pizza, senza attribuire a queste ricetta alcun significato apotropaico, anche se noi li abbiamo mangiati come portatori di felicità e di felicità gastronomica. Ci sembra un gran piatto da fare per questa Pasqua. Ne abbiamo modificato un po’ la prassi ma il risultato è garantito. Ingredienti - 4 uova piccole e 2 grandissime, 150 grammi di pane grattato, 100 grammi di farina, 100 grammi di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiato, 350 grammi di carne di manzo macinato e una salsiccia abbondante, un mazzetto di prezzemolo, uno spicchio d’aglio, olio per friggere, sale, pepe e noce moscata q.b. Procedimento - In una terrina impastate macinato di manzo e salsiccia col formaggio grattugiato, il prezzemolo e l’aglio tritati finemente, condite con sale, pepe e noce moscata quest’ultima abbondante. Nel frattempo partendo da acqua fredda mettete a bollire le 4 uova piccole che farete lessare per circa 4 minuti da quando sale il bollore. Ora prendete l’impasto di carne ponetelo tra due fogli di carta forno e col mattarello stendetelo in una sorta di sfoglia alta meno di mezzo centimetro. Scolate le uova e immergetele in acqua fredda, meglio se con del ghiaccio per fermare la cottura. Privatele del guscio e avvolgete uovo per uovo in uno strato di sfoglia-carne! Dovete ottenere una sorta di polpetta. Sbattete le due uova grandissime, aggiustate appena di sale. Ora infarinate le polpette di carne e uovo, passatele nell’uovo sbattuto, nel pangrattato ancora nell’uovo e ancora nel pangrattato. E’ il famoso doppio cappotto! Ripetete l’operazione per ogni uovo. Portate a temperatura, meglio se in una pentola alta e stretta, ma capace di contenere comodamente le 4 uova, l’olio e friggete le polpette-uova finché non abbiano una bella doratura. Servite aggiustando ancora di sale, se del caso. Il cuore delle uova dovrebbe fare la lacrima, dunque le uova non devono essere completamente sode. Come far divertire i bambini - Fate fare a loro con le manine l’impasto delle carni! Sarà come giocare con la plastilina. Abbinamento - Noi abbiamo scelto un friulano Refosco dal peduncolo rosso, perfetto un Merlot. Se volete fare festa un ottimo spumante metodo classico, meglio se rosato.
In occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali che ricorre ogni 17 gennaio, oltre alla versione in italiano, il numero 3660 – in edicola (e su Panini.it) da mercoledì 14 gennaio – è disponibile in Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d'Aosta in 4 versioni speciali, con la storia Paperino lucidatore a domicilio, scritta da Vito Stabile per i disegni di Francesco D'Ippolito, tradotta in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano. Le copie con la storia in dialetto saranno distribuite unicamente nelle edicole della zona regionale di competenza linguistica, mentre nelle altre regioni verrà distribuita la versione in italiano. Sarà però possibile trovare tutte le versioni in fumetteria, su Panini.it, e dal proprio edicolante su Primaedicola.it.
Per declinare Paperino lucidatore a domicilio in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano, Panini Comics si è avvalsa nuovamente della collaborazione di Riccardo Regis – Professore ordinario di Linguistica italiana dell'Università degli Studi di Torino, esperto di dialettologia italiana – che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).
«Quando un anno fa varammo l' “Operazione dialetti“ non avevamo la minima idea di quello che sarebbe accaduto. Eravamo partiti dal semplice proposito di valorizzare su Topolino la straordinaria varietà linguistica del nostro Paese. La complessità dell'impresa spaventava. Abbiamo lavorato per mesi dietro le quinte e chiesto supporto ad alcuni tra i più riconosciuti esperti in materia. Il successo è stato debordante. Siamo stati assediati dalle richieste di chi non era riuscito ad accaparrarsi la propria copia. Siamo dovuti correre ai ripari andando in ristampa. L'iniziativa è diventata un esempio concreto e paradigmatico di come a volte il fumetto e la cultura pop in genere, col loro linguaggio diretto e immediato e la loro facilità di dialogare coi giovani possano diventare importanti vettori di trasmissione del nostro patrimonio culturale», racconta il direttore editoriale di Topolino Alex Bertani.
La versione valdostana di Paperino lucidatore a domicilio (Disney)
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L’attivista Eva Vlaardingerbroek racconta il bando imposto dal governo Starmer, denuncia la repressione della libertà di espressione e avverte l’Europa: immigrazione, sicurezza e controllo statale stanno cambiando il volto delle nostre democrazie.