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2021-10-17
Cuciniamo insieme: sformato filante di cavolfiore
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Saporita ricetta autunnale per questa domenica celebrando un ortaggio che di solito viene snobbato e che invece è un toccasana: il cavolfiore. Come tutte le brassicacee – dai broccoli, al fiolaro, dal cavoletto di Bruxelles fino al cavolo in foglie e alle verze – è ricchissimo di vitamine e sali minerali (tra le vitamine c'è anche la K che aiuta la concentrazione e protegge il sistema nervoso) povero di calorie – solo 25 per etto e se lo mangiate lesso con appena un filo d'olio la dieta ne sarà lieta – è un toccasana per la stagione invernale perché aiuta il sistema respiratorio.
Purtroppo un po' perché cucinandolo sprigiona odori solforati, un po' perché i bambini faticano a farselo piacere è negletto in tavola. Ed è sbagliato; oggi si coltivano cavolfiori di mille colori: dal giallo (ricco di carotene) al verde che ha tanta clorofilla, al viola con un pieno di antocianine e ci si può divertire a mescolarli. In cucina sono versatilissimi: si possono fare in padella, ripassati a burro e formaggio, in polpette, in frittura, come condimento per la pasta. Noi lo abbiamo abbinato a un altro capolavoro gastronomico: la Casciotta d'Urbino, un formaggio d''artista. Ne andava ghiotto Michelangelo Buonarroti che per non farsela mancare mentre dipingeva la Cappella Sistina si mise a produrlo lui stesso. Per celebrare il 480 esimo anniversario del compimento dell'affresco del Giudizio Universale che tutto il mondo c'invidia abbiamo pensato perciò di unire Cavolo e Casciotta nella più classica delle ricette domestiche: lo sformato!
Ingredienti – 800 gr di cavolfiore, due patate piccole, 300 gr di Casciotta d'Urbino (o altro formaggio: Fontina, Asiago, Montasio, Taleggio), 250 cc di latte,100 gr di burro, 1uovo, 4 cucchiai di pangrattato, 6 cucchiai di farina 00, 6 cucchiai di Parmigiano Reggiano o Grana Padano, noce moscata, sale e pepe qb.
Procedimento – Mondate il cavolfiore dalle foglie e dividetelo in rametti, sbucciate le patate e fatele a tocchetti: lessateli in acqua salata. Nel frattempo preparate la besciamella. In un pentolino fate fondere ¾ del burro, aggiungete la farina setacciandola e girate bene con la frusta fin quando la farina non si stacca dalle pareti del pentolino. Ora aggiunete a filo il latte ben caldo e continuate a girare per evitare che si creino grumi, incorporate il Parmigiano Reggiano o il Grana padano e profumate con noce moscata insaporendo con sale e pepe. Spegnete il fuoco e lasciate riposare la besciamella. Nel frattempo ricavate dalla Casciotta alcune fettine e dei dadini. Una volta cotto il cavolfiore (ci vorranno una ventina di minuti, deve essere cotto ma non sfatto) scolatelo e trasferitelo in un ciotola capiente. Con il mixer a immersione riducete il cavolfiore e le patate in purea grossolana. Ora aggiungete la besciamella, i dadini di Casciotta aggiustate di sale e di pepe e incorporate l'uovo sempre girando bene. Imburrate una teglia da forno e cospargetela di pangrattato lasciandone appena un po' da parte. Colmate la teglia con il composto di cavolfiore besciamella, e formaggio, spolverizzatelo in superfice con il pangrattato e aggiustatevi sopra le fettine di Casciotta. Andate in forno a 190 gradi per circa 40 minuti. Sfornate e servite lo sformato con una buona insalata intiepidito.
Come far divertire i bambini - Date loro il compito di incorporare nella ciotola tutti gli ingredienti. Si sentiranno dei maghetti.
Abbinamenti – Noi proponiamo dal Friuli un Sauvignon spumante, ma va benissimo anche una Ribolla Gialla sempre spumante, un ottimo Franciacorta a base di Chardonnay, una Passerina. Tra i vini tranquilli scegliamo dei semi-aromatici: Muller Thurgau, Incrocio Bruni, Malvasia.
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Saporita ricetta autunnale per questa domenica celebrando un ortaggio che di solito viene snobbato e che invece è un toccasana: il cavolfiore. Come tutte le brassicacee – dai broccoli, al fiolaro, dal cavoletto di Bruxelles fino al cavolo in foglie e alle verze – è ricchissimo di vitamine e sali minerali (tra le vitamine c'è anche la K che aiuta la concentrazione e protegge il sistema nervoso) povero di calorie – solo 25 per etto e se lo mangiate lesso con appena un filo d'olio la dieta ne sarà lieta – è un toccasana per la stagione invernale perché aiuta il sistema respiratorio. Purtroppo un po' perché cucinandolo sprigiona odori solforati, un po' perché i bambini faticano a farselo piacere è negletto in tavola. Ed è sbagliato; oggi si coltivano cavolfiori di mille colori: dal giallo (ricco di carotene) al verde che ha tanta clorofilla, al viola con un pieno di antocianine e ci si può divertire a mescolarli. In cucina sono versatilissimi: si possono fare in padella, ripassati a burro e formaggio, in polpette, in frittura, come condimento per la pasta. Noi lo abbiamo abbinato a un altro capolavoro gastronomico: la Casciotta d'Urbino, un formaggio d''artista. Ne andava ghiotto Michelangelo Buonarroti che per non farsela mancare mentre dipingeva la Cappella Sistina si mise a produrlo lui stesso. Per celebrare il 480 esimo anniversario del compimento dell'affresco del Giudizio Universale che tutto il mondo c'invidia abbiamo pensato perciò di unire Cavolo e Casciotta nella più classica delle ricette domestiche: lo sformato!Ingredienti – 800 gr di cavolfiore, due patate piccole, 300 gr di Casciotta d'Urbino (o altro formaggio: Fontina, Asiago, Montasio, Taleggio), 250 cc di latte,100 gr di burro, 1uovo, 4 cucchiai di pangrattato, 6 cucchiai di farina 00, 6 cucchiai di Parmigiano Reggiano o Grana Padano, noce moscata, sale e pepe qb.Procedimento – Mondate il cavolfiore dalle foglie e dividetelo in rametti, sbucciate le patate e fatele a tocchetti: lessateli in acqua salata. Nel frattempo preparate la besciamella. In un pentolino fate fondere ¾ del burro, aggiungete la farina setacciandola e girate bene con la frusta fin quando la farina non si stacca dalle pareti del pentolino. Ora aggiunete a filo il latte ben caldo e continuate a girare per evitare che si creino grumi, incorporate il Parmigiano Reggiano o il Grana padano e profumate con noce moscata insaporendo con sale e pepe. Spegnete il fuoco e lasciate riposare la besciamella. Nel frattempo ricavate dalla Casciotta alcune fettine e dei dadini. Una volta cotto il cavolfiore (ci vorranno una ventina di minuti, deve essere cotto ma non sfatto) scolatelo e trasferitelo in un ciotola capiente. Con il mixer a immersione riducete il cavolfiore e le patate in purea grossolana. Ora aggiungete la besciamella, i dadini di Casciotta aggiustate di sale e di pepe e incorporate l'uovo sempre girando bene. Imburrate una teglia da forno e cospargetela di pangrattato lasciandone appena un po' da parte. Colmate la teglia con il composto di cavolfiore besciamella, e formaggio, spolverizzatelo in superfice con il pangrattato e aggiustatevi sopra le fettine di Casciotta. Andate in forno a 190 gradi per circa 40 minuti. Sfornate e servite lo sformato con una buona insalata intiepidito.Come far divertire i bambini - Date loro il compito di incorporare nella ciotola tutti gli ingredienti. Si sentiranno dei maghetti.Abbinamenti – Noi proponiamo dal Friuli un Sauvignon spumante, ma va benissimo anche una Ribolla Gialla sempre spumante, un ottimo Franciacorta a base di Chardonnay, una Passerina. Tra i vini tranquilli scegliamo dei semi-aromatici: Muller Thurgau, Incrocio Bruni, Malvasia.
A finire sotto pressione sono stati i Gilt, i titoli di Stato britannici. «Sull’obbligazionario britannico avevamo visto segnali di stabilizzazione importanti, ma le tensioni internazionali hanno rimescolato le carte in modo brutale», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf. «Quello che doveva essere l’anno del grande allentamento monetario si è trasformato in un nuovo stress test sui rendimenti, con i tassi di interesse che hanno subito un’impennata vertiginosa, facendo scendere i prezzi delle obbligazioni».
Gli Etf sui governativi inglesi hanno accusato cali fra il -3,7% e il -4,5%, con punte di 7% sulle scadenze più lunghe. Il rendimento del decennale è tornato oltre il 5,1%, ai massimi dalla crisi del 2008.
A pesare non è solo il petrolio, ma la politica. Il governo laburista di Keir Starmer, nato con la promessa di riportare serietà a Westminster, si trova indebolito dalle ricadute dello scandalo Epstein. «L’instabilità politica è tornata a essere un fattore di rischio primario», osserva Gaziano. «I mercati reagiscono con estrema sensibilità quando percepiscono un vuoto di potere. Lo scandalo Epstein non è solo una questione di cronaca, ma un colpo alla stabilità di un governo già sotto pressione per la gestione economica».
La Borsa di Londra ha mostrato maggiore tenuta. «In un mondo incerto, i giganti dell’energia e delle materie prime, che abbondano a Londra, hanno agito parzialmente da paracadute», osserva Gaziano. Ma la spaccatura interna si allarga: se il Ftse 100 regge grazie alle multinazionali, il Ftse 250, più esposto all’economia domestica, soffre molto di più.
Il nodo, però, è anche strutturale. «il Regno Unito sconta una rigidità strutturale che l’Europa continentale ha in parte superato», spiega Salvatore Gaziano, «Mentre Germania e Francia hanno imparato a diversificare le scorte e gestire meglio i picchi dei prezzi energetici, l’Uk è rimasto prigioniero di un modello di fissazione dei prezzi che scarica immediatamente ogni aumento sulle bollette delle famiglie. Se a questo aggiungiamo mutui che corrono verso il 5%, capiamo perché la fiducia dei consumatori britannici sia oggi ai minimi termini, molto più che in Italia o in Spagna».
Fra i titoli spicca Legal & General, con dividendi elevati e il ruolo di «cassaforte». In negativo, invece, 3i Group, crollata del -19% in una sola seduta dopo i segnali di rallentamento della catena Action. «Quando le aspettative di crescita vengono deluse anche di poco, i multipli del private equity vengono ricalcolati con una rapidità brutale», conclude Gaziano.
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Maurizio Landini (Ansa)
Firme che giustificano, neanche a dirlo, il commento entusiasta del ministro Paolo Zangrillo, che ha parlato di «obiettivo raggiunto», e che hanno spinto il premier, parco di parole negli ultimi tempi, a intervenire via social per rivendicare il successo. «Il governo», ha evidenziato Giorgia Meloni, «continua a lavorare sull’aumento dei salari. Oggi la firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione, per il triennio 2025-2027, che interessa oltre un milione di dipendenti. È il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall’inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima».
La Meloni ha ragione a rivendicare la firma anche perché si tratta di uno schiaffo alla gestione politica che Maurizio Landini ha impresso alla Cgil. Schiaffone ancora più sonoro, perché non arriva dall’esecutivo, cosa che di questi tempi non farebbe notizia, ma dalla stessa Cgil. Il segretario ha fatto del no a prescindere al rinnovo dei contratti della Pa una delle cifre distintiva del suo mandato. Istruzione, sanità, lavoratori dei ministeri o delle Regioni poco importa. Nell’ultima tornata c’è stata solo opposizione. Il leader che ormai partecipa come capopolo a tutte le battaglie politiche della sinistra (l’impiego di forze della Cgil sul No al referendum della giustizia è comparabile a quello del Pd) si è sempre opposto ai nuovi contratti, nonostante il governo avesse messo sul piatto circa 20 miliardi. Un cifra record, insufficiente per i desiderata di Landini. Motivo? Nel rinnovo precedente, 2022-2024, non veniva coperta l’inflazione monstre del periodo. Copertura impossibile, visto che parlavamo di un costo della vita schizzato del 17%. Insomma, aumenti del 7-8% non bastavano. E adesso? Cos’è cambiato? Perché la Cgil firma? La motivazione ufficiale è che in quest’ultima tranche, incrementi in busta paga da 135 euro per la parte economica 2025-27, l’inflazione verrebbe potenzialmente coperta, ma la realtà è tutt’altra. Entrando nel merito, va infatti ricordato che senza il contratto precedente, che è stato rinnovato senza l’avallo della Cgil, quest’ultimo rinnovo non ci sarebbe mai stato. E del resto Landini questa firma la subisce. Il segretario è costretto a fare buon viso a cattivo gioco rispetto ai mal di pancia di una categoria, quella della scuola (e non è la sola), che è stanca di seguire la linea politica del capo e capisce che continuando a dire sempre no gli iscritti fuggono.
C’è di più. Perché i rapporti tra Maurizio Landini e Gianna Fracassi, la segretaria generale della Flc (Federazione lavoratori della conoscenza), non sono idilliaci. La Fracassi era legata alla gestione precedente (con Susanna Camusso è diventata segretaria confederale con deleghe importantissime, comprese le politiche economiche) e si sussurra che ambisca a prendere il posto dell’ex Fiom, anche per depoliticizzare il sindacato.
Ma al di là della questione personale, la firma sul contratto della scuola squarcia il velo di ipocrisia che ormai da mesi nasconde le tensioni tra la gestione del segretario e una parte consistente del sindacato.
Perso il sostegno dei suoi, sembra che nelle scorse ore Landini abbia addirittura contattato un esponente molto importante del governo, particolarmente vicino a Palazzo Chigi, per chiedere margini su una riapertura del contratto in caso di inflazione galoppante causa guerra. Il senso del discorso sarebbe stato: «Alla fine noi firmiamo, ma se la situazione precipita qui si ricontratta tutto». Diplomatica, ma eloquente la risposta: guarda che quello che chiedi non si può fare.
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Ecco #DimmiLaVerità del 2 aprile 2026. Il capogruppo di Fdi in Commissione Sport, Alessandro Amorese, commenta il flop dell'Italia e chiede più libertà per le tifoserie.
Tutti a guardare il prezzo del petrolio, ma a Wall Street si è svegliato un guru come Bill Ackman: è bastato un suo post su X, nel quale diceva che le azioni erano sottovalutate, per far partire gli acquisti sulle Borse lunedì. Un trend che continua a durare, fino alla prossima scusa per vendere.