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Cuciniamo insieme: sformato filante di cavolfiore

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Saporita ricetta autunnale per questa domenica celebrando un ortaggio che di solito viene snobbato e che invece è un toccasana: il cavolfiore. Come tutte le brassicacee – dai broccoli, al fiolaro, dal cavoletto di Bruxelles fino al cavolo in foglie e alle verze – è ricchissimo di vitamine e sali minerali (tra le vitamine c'è anche la K che aiuta la concentrazione e protegge il sistema nervoso) povero di calorie – solo 25 per etto e se lo mangiate lesso con appena un filo d'olio la dieta ne sarà lieta – è un toccasana per la stagione invernale perché aiuta il sistema respiratorio.
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Cascini dà lezioni anti-Sì. Però scorda i suoi pasticci
Giuseppe Cascini (Imagoeconomica)
Dai biglietti per lo stadio alla lettura mai denunciata dei verbali sulla Loggia Ungheria: il procuratore aggiunto di Roma difende il Sistema che in passato lo ha premiato.

Tutti considerano Nicola Gratteri il frontman dei magistrati del No al referendum. Ma a Roma c’è un pm molto più «politico» che muove le truppe antiriforma ed è il procuratore aggiunto di Roma Giuseppe Cascini, il vero procuratore ombra di Piazzale Clodio. Infatti pochi come lui conoscono «abitanti» e dinamiche del Palazzo di giustizia della Capitale.

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Dopo il pieno di arrestati innocenti Gratteri inizia a intimidire la stampa
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Il procuratore di Napoli «arruola» Sal Da Vinci: «Voterà No alla riforma Nordio». Poi ritratta e al «Foglio» dice che stava scherzando. Ma aggiunge un avvertimento: «Speculate, dopo il referendum faremo i conti».

«Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti». La frase cade lì, secca. Non è una battuta. Non è neppure una provocazione da talk show. Nicola Gratteri, oggi capo della procura di Napoli, l’avrebbe pronunciata parlando con la cronista del Foglio, Ginevra Leganza, dopo la polemica nata da una sua uscita televisiva su La7, quando aveva detto che Sal Da Vinci canta Per sempre Sì ma alla fine «voterà No». Il cantante ha poi smentito.

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Trump ha strutturato la sua strategia di guerra contro Teheran su tre livelli: calmare i mercati del petrolio, rassicurare l'elettorato interno in vista delle Midterms e gestire il dialogo geopolitico con Putin.

Il valzer delle toghe libera i criminali dal Cpr
Il Cpr di Gjadër in Albania (Ansa)
Ira del premier per i delinquenti stranieri rispediti qui da Gjadër. La Corte d’Appello: «Dubbi sulla legittimità del Patto con Tirana». Le convalide sono bloccate per due ordinanze contraddittorie della Cassazione. Che, come i magistrati di Roma, si è rivolta all’Ue.

Non c’è più un giudice alla Corte d’Appello di Roma? Sono tutti in trincea per il referendum? Davvero, pur di sabotare il governo, sono disposti a rimettere in libertà i criminali della peggior specie, compresi gli spacciatori, i rapinatori, gli stupratori e i pedofili marocchini che hanno tirato fuori dal centro per i rimpatri di Gjadër?

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